Spezie

Principali spezie e loro benefici

Col termine spezie si indicano genericamente alcune sostanze di origine vegetale che vengono usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande, e, specialmente in passato, usate anche in medicina e in farmacia. Molte di queste sostanze hanno anche altre destinazioni d’uso, ad esempio per la preservazione del cibo, in rituali religiosi, cosmesi o profumeria.

Spezie ed erbe aromatiche sono termini spesso usati come sinonimi perché sia le prime che le seconde vengono ampiamente utilizzate in cucina per aromatizzare e dare sapore a cibi e pietanze. I due termini non sono però intercambiabili. La prima differenza da fare tra spezie e aromi, tra spezie ed erbe aromatiche, riguarda come vengono impiegate: le erbe aromatiche sono usate soprattutto fresche, spesso aggiunte nei piatti verso la fine della cottura o a cottura ultimata: pensiamo al basilico o al prezzemolo che ricoprono primi piatti e risotti o alla salvia e alla menta che insaporiscono arrosti di carne e secondi di pesce.

Delle piante aromatiche si sfruttano di solito le foglie fresche per conferire un certo aroma agli alimenti, mentre le spezie sono in genere essiccate: dal peperoncino al pepe, dai chiodi di garofano allo zafferano fino alla paprika, le spezie sono ricavate dalla lavorazione di arbusti, bacche, semi, radici, boccioli, foglie e frutti. Inoltre, se gli aromi insaporiscono e aromatizzano senza modificare il sapore delle pietanze, le spezie invece hanno più la funzione di dare un certo gusto ai cibi, di modificare il sapore di un piatto, rafforzandolo oppure rendendolo più gradevole al palato. Un’altra differenza è che le spezie hanno perlopiù origine esotica al contrario delle erbe aromatiche.

Aneto
L’aneto è una pianta originaria dell’India, che nell’aspetto è simile al finocchio selvatico e all’anice ma ha un sapore molto più aromatico e pungente. Dell’aneto si usano sia le foglie che i semi essiccati, caratterizzati da tante proprietà benefiche grazie alle quali, fin dall’antichità, questa spezia è stata utilizzata come rimedio naturale.

Svolge un’azione carminativa (favorisce cioè l’eliminazione dei gas da stomaco e intestino) ed è antispasmodico, per cui risulta di aiuto in caso di crampi allo stomaco e alitosi. E’ quindi una spezia alleata della salute e del benessere dell’apparato gastrointestinale.

L’infuso di aneto dà anche sollievo in caso di problemi digestivi, mentre assunto prima di andare a dormire concilia il sonno e contrasta l’insonnia.

L’aneto vanta ottime proprietà diuretiche e depurative, che lo rendono utile contro ritenzione idrica e cellulite. Ha anche grosse potenzialità in ambito cosmetico: i semi frantumati e le foglie possono essere utilizzati per preparare impacchi rinforzanti per le unghie fragili.

Questa spezia, particolarmente usata nella cucina orientale, è uno degli ingredienti tipici della salsa Tzatziki, a base di yogurt greco e cetriolo.

Anice stellato
L’anice stellato è una spezia dall’aspetto inconfondibile a forma di stella, a 8 o 10 punte. In cucina viene usata essiccata, intera o macinata, soprattutto per la preparazione di dolci e liquori. E’ l’anice stellato, per esempio, a donare il loro aroma caratteristico, simile a quello della liquirizia, alla sambuca, al pastis, all’ouzo e all’assenzio.

I suoi effetti benefici derivano soprattutto da uno dei suoi principi attivi, l’anetolo, che gli dona proprietà antinfiammatorie.

L’aneto svolge anche un’azione carminativa, digestiva, antiemetica (contro la nausea), antibatterica e antivirale che ne fa un utile alleato contro l’herpes labiale. Ha anche un’azione diuretica, benefica contro ritenzione idrica e cellulite.

Se consumato in quantità eccessive, può causare problemi gastrointestinali come diarrea, vomito, dolori addominali. Il suo utilizzo è sconsigliato in gravidanza.

Cannella
Tra le spezie più usate in cucina, soprattutto per aromatizzare i dolci, la cannella ha anche numerose potenzialità sul fronte curativo. E’ infatti ricca di ferro, calcio, vitamina K e antiossidanti.

E’ un rimedio popolare contro influenza e raffreddore, ma, soprattutto grazie alla presenza di polifenoli, sembra avere anche la capacità di migliorare la salute del cuore, ridurre il rischio di diabete, mantenere basso il livello dei trigliceridi nel sangue e contrastare l’Alzheimer.

Qualità che molte ricerche hanno confermato o che sono oggetto di ulteriori e più approfonditi studi da parte della comunità scientifica. Inoltre, svolge anche un’azione antibatterica e antifungina grazie alla presenza di cinnamaldeide, il principale componente attivo di questa spezia.

A causa delle sue proprietà ipoglicemizzanti, chi assume farmaci per la cura del diabete deve evitarne il consumo. La cannella, per la presenza di cumarina, ha un’azione epato-tossica, quindi non è consigliata a chi è in cura con farmaci che possono “affaticare” il fegato, ad esempio il paracetamolo, l’acetaminofene e le statine.

La cannella è sconsigliata in gravidanza, perché potrebbe provocare contrazioni uterine, e in allattamento, perché gli oli essenziali che contiene possono alterare il sapore del latte.

Quantità troppo elevate di cannella (superiori ad un cucchiaino al giorno) potrebbero causare effetti collaterali come: tachicardia, diarrea, sonnolenza, tossicità per il fegato, dermatiti, piaghe della bocca, eccessivo calo della glicemia.

Cardamomo
Il cardamomo è un piccolo frutto dai semi molto aromatici e dalle tante proprietà salutari.

E’ particolarmente ricco di sali minerali, ma anche di flavonoidi e carotenoidi ad effetto antiossidante.

Questo lo rende un’efficace protezione contro lo stress ossidativo, uno dei fattori che più entra in gioco nell’invecchiamento precoce e nella comparsa di malattie croniche e degenerative come diabete e tumori. L’olio essenziale di cardamomo è anche un ottimo diuretico e disintossicante.

In presenza di calcolosi della colecisti è bene consumare il cardamomo con moderazione, perché potrebbe sollecitare la motilità di questo piccolo organo e scatenare dolori addominali o coliche.

Sono state anche rilevate interazioni con farmaci antiaggreganti del sangue, quindi a chi segue questo tipo di terapia farmacologica è consigliata una certa precauzione nel consumo di questa spezia.

Chiodi di garofano
I chiodi di garofano soo una spezia conosciuta sin dall’antichità e molto usata in cucina: inconfondibile l’aroma che conferiscono al vin brulé. Ma il loro utilizzo è molto diffuso anche in fitoterapia.

La presenza abbondante di un olio, l’eugenolo, conferisce ai chiodi di garofano numerose proprietà terapeutiche, in particolare antinfiammatorie, antimicrobiche, digestive, stimolanti della memoria, antiossidanti.

Un’azione, quest’ultima, potenziata dalla presenza dei flavonoidi. Questi composti della famiglia dei polifenoli favoriscono la microcircolazione sanguigna, rinforzano il sistema immunitario, mantengono in salute l’apparato cardiovascolare.

Il loro abuso può causare allergie con eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie, che rappresentano comunque un’eventualità rara.

Il consumo di chiodi di garofano è sconsigliato ai bambini sotto i 12 anni, in gravidanza, perché l’eugenolo può superare la barriera della placenta e causare danni al feto, a chi soffre di ulcera peptica.

Citronella
La citronella è uno dei più conosciuti rimedi contro le zanzare, ma ha anche tantissime proprietà terapeutiche. Svolge un’azione antinfiammatoria e agisce da antibatterico e antivirale in caso di raffreddore e influenza.

Sotto forma di olio, si rivela utile per contrastare difficoltà ad addormentarsi, stress e dolori muscolari e articolari grazie al suo effetto sedativo.

Le sostanze attive che contiene sono i monoterpeni, idrocarburi che le conferiscono il suo caratteristico aroma, simile a quello del limone. Ma apporta anche flavonoidi ad azione antiossidante e sali minerali.

La citronella, se non se ne abusa, sia a tavola che come integratore, non presenta rischi.

Però, è controindicata in gravidanza e allattamento, sotto i 3 anni di età, in caso di allergie a uno dei suoi costituenti.

Coriandolo
Del coriandolo sono utilizzate sia le foglie, dal sapore più pungente, indicate per condire verdure, carni e zuppe, sia i semi essiccati, simili al pepe e dal sapore dolciastro, usati interi o in polvere per aromatizzare carne e insaccati, come la mortadella.

I principi attivi del coriandolo si concentrano soprattutto nell’olio essenziale, mentre sono più blandi in foglie e semi. In particolare, questa spezia favorisce la digestione e ne attenua i disturbi, come la flatulenza, ha proprietà depurative, è in grado di abbassare i livelli di colesterolo e glicemia, svolge un’azione antinfiammatoria utile soprattutto contro artrite e reumatismi.

In dosi eccessive, l’uso dell’olio essenziale di coriandolo può causare disturbi nervosi e renali: è quindi sconsigliato a chi sta assumendo farmaci neurostimolanti e, in grandi quantità, può favorire la formazione di calcoli.

Cumino
Il cumino, originario dell’Egitto e dell’Asia Centrale, è ormai una spezia molto diffusa anche nell’area mediterranea. I suoi semi, simili a quelli del finocchio, sono dei veri alleati dell’apparato gastrointestinale: ne regolano la funzionalità, facilitano la digestione, svolgono un’attività antispasmodica e carminativa. Sono anche utili contro le coliche e, in genere, nei dolori addominali, anche di origine nervosa. Hanno inoltre proprietà antibatteriche, antiossidanti, immunostimolanti.

Il cumino, sia sotto forma di semi che sotto forma di olio essenziale, è sconsigliato in gravidanza, perché potrebbe indurre le contrazioni, in presenza di patologie del fegato e se si stanno seguendo terapie ormonali.

Curcuma
La curcuma è una spezia dalle numerose proprietà benefiche, dovute soprattutto alla sua elevata concentrazione di antiossidanti, in particolare della curcumina, un pigmento giallo-arancio della famiglia dei polifenoli responsabile del suo colore caldo e brillante.

Ha proprietà antinfiammatorie, aiuta a prevenire patologie cardiache e degenerative e sembra essere anche una promettente alleata in campo oncologico, anche se i suoi effetti antitumorali sono tuttora sotto la lente della comunità scientifica.

Secondo la medicina ayurvedica, la curcuma svolge anche un’azione epatoprotettiva, contribuendo a favorire il buon funzionamento del fegato. La curcuma è molto usata anche per la cura della pelle: le donne indiane la utilizzano per moltissime finalità, per esempio contro: funghi, irritazioni della pelle, ulcere e ustioni.

La curcuma, utilizzata a dosi contenute (non più di 12 g al giorno), non ha effetti collaterali. E’ comunque sconsigliata in presenza di calcoli biliari, in gravidanza e a chi assume anticoagulanti e insulina.

Curry
Il curry è una miscela di spezie tra le più famose e utilizzate, originaria della cucina indiana ma diffusa un po’ in tutto il mondo.

Gli ingredienti fondamentali sono: curcuma (che gli dona il caratteristico colore giallo), coriandolo, cumino, cannella, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco (Helba), pepe nero, peperoncino.

Ma le miscele di curry sono tantissime, tanto che di curry si stima esistano oltre 600 varianti. Questo mix molto aromatico eredita i benefici delle spezie che lo compongono, in particolare l’azione antiossidante e antinfiammatoria della curcuma, l‘effetto digestivo del cumino, le proprietà depurative del coriandolo.

Le controindicazioni e gli effetti collaterali del curry dipendono dalla miscela di spezie che lo compongono: la piccantezza data dal peperoncino o dal pepe potrebbe risultare troppo forte in caso di problemi gastrointestinali come gastriti e ulcere oppure di irritazioni dell’apparato urinario. Per la presenza della curcuma, che stimola la secrezione degli acidi biliari, è consigliabile moderare il consumo di curry se si soffre di calcolosi biliare.

Fieno greco
Il fieno greco è una pianta del genere Trigonella, a lungo utilizzata solo per nutrire il bestiame, ma poi sempre più sfruttata anche per l’alimentazione dell’uomo grazie alle sue tante proprietà.

Apporta vitamine, soprattutto A, C e del gruppo B, e sali minerali come calcio e ferro.

Ma è soprattutto un’ottima fonte di fibre, che lo rendono utile per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e per rallentare l’assorbimento degli zuccheri: questa azione ipoglicemizzante ne fa un alleato in caso di diabete.

E’ una pianta dall’azione tonica e ricostituente, particolarmente raccomandata in convalescenza e contro stanchezza, inappetenza e anemia, grazie alla sua ricchezza di ferro.

Si trova in vendita sotto forma di semi, che possono essere usati per preparare i germogli oppure per tisane e infusi, o come integratore in capsule, da assumere dietro consiglio del medico o dell’erborista.

Ginepro
Le bacche di ginepro sono una delle spezie più diffuse nella cucina italiana, molto usate per insaporire carni, zuppe, stufati, conserve in salamoia e ingrediente base per la produzione del Gin.

Questa pianta e le sue bacche sono state utilizzate per migliaia di anni, da molte culture, a scopo terapeutico per la loro azione diuretica, antisettica, antibatterica e nel trattamento dei problemi gastrointestinali grazie ai loro effetti antinfiammatori.

Inoltre, recenti studi hanno dimostrato le tante proprietà benefiche degli oli essenziali e dell’estratto derivati dal ginepro, che svolgono un’azione antiossidante e ipoglicemizzante oltre che, appunto, di contrasto all’infiammazione. Gli estratti hanno anche effetti protettivi sul tessuto nervoso e sul fegato.

Il consumo di bacche di ginepro è sconsigliato in caso di patologie renali di natura infiammatoria (insufficienza renale, nefrite, pielonefrite e glomerulonefriti) perché potrebbe avere un effetto irritante. Il suo utilizzo è fortemente controindicato in gravidanza, perché esercita un’attività antiprogestinica che può provocare aborti e indurre le contrazioni uterine. Da evitare anche durante l’allattamento. A causa delle possibili interazioni con farmaci come l’aspirina, gli ipoglicemizzanti orali e i diuretici, è bene non consumarlo se si stanno seguendo queste terapie.

Liquirizia
Gustata soprattutto sotto forma di “bastoncino” (la radice essiccata) o caramelle, la liquirizia è una radice dolce il cui consumo è diffusissimo. E che ha anche tante proprietà benefiche.

Aiuta a combattere i disturbi digestivi, le malattie della pelle e le infiammazioni del sistema respiratorio. Ha anche un effetto lassativo e si rivela utile per chi soffre di pressione bassa.

Invece, deve essere evitata da chi soffre di pressione alta.

Il merito dei suoi benefici è della sua composizione, caratterizzata da un elevato contenuto di sali minerali e di composti preziosi, come cumarine, saponine triterpeniche, steroli e flavonoidi ad azione antiossidante.

In cucina, la liquirizia non è tra le spezie più utilizzate, ma può essere usata per insaporire le carni e preparare dolci come il gelato, oltre ad essere l’ingrediente base del liquore alla liquirizia.

La liquirizia deve essere evitata o fortemente limitata in caso di ipertensione, perché può causare un aumento della pressione sanguigna legato all’effetto ipertensivo di una delle sostanze che contiene, la glicirrizina.

Per questo motivo, è sconsigliata anche in gravidanza e in allattamento.

Inoltre, la liquirizia, inoltre, interferisce con alcune categorie di anticoagulanti e con i farmaci cardiocinetici, o cardiotonici, mentre potrebbe rendere inefficaci i medicinali diuretici e i farmaci per il controllo dell’ipertensione.

In tutti questi casi, è bene evitarla o assumerla solo dopo conferma del medico.

Noce moscata
La noce moscata è una delle spezie più ricercate, sia per i suoi utilizzi in cucina che per le sue proprietà medicamentose.

La medicina popolare ne tramanda moltissime: la noce moscata svolgerebbe un’azione: analgesica, antireumatica, digestiva, lassativa, afrodisiaca. Inoltre, sarebbe efficace per alleviare i dolori muscolari, favorire la circolazione, stimolare l’appetito, combattere i calcoli biliari.

Di questa spezia è importante non abusare, perché accanto alle proprietà benefiche ha anche, se assunta in quantità molto elevate, un effetto neurotossico che può avere conseguenze anche molto serie per la salute.

E’ molto importante consumare la noce moscata a piccole dosi, senza superare la quantità massima di 1,5 g al giorno e rivolgendosi subito al medico in caso di ingestione di quantitativi molto elevati (più di 15 g al giorno).

Infatti, la noce moscata, in caso di assunzione eccessiva può causare un’intossicazione che può anche rivelarsi mortale, con sintomi fisici come tachicardia e pupille dilatate e conseguenze sul sistema nervoso che vanno dalle allucinazioni al delirio.

Il consumo in gravidanza è sconsigliato perché, specie in alte dosi, potrebbe causare fenomeni abortivi. La noce moscata potrebbe interagire con gli psicofarmaci, quindi è bene evitarla se si sta seguendo una terapia di questo tipo.

Origano
L’origano non è soltanto un’erba dal profumo molto intenso e dai tanti usi in cucina, ma agisce come un vero e proprio medicinale naturale ed è per questo molto usato in fitoterapia, sotto forma di infuso o di olio essenziale.

Contiene fenoli, vitamine, sali minerali ed è un antibiotico naturale, utile, specie sotto forma di tisana o decotto, per prevenire influenza e malattie respiratorie.

Ma l’origano ha anche proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antibatteriche e antalgiche, oltre ad essere efficace per combattere l’aerofagia e i disturbi della digestione. In cosmesi, è uno degli ingredienti di lozioni e oli da massaggio anticellulite.

L’origano di solito è ben tollerato, tranne in caso di allergia verso la pianta. L’applicazione di olio di origano sulla pelle in quantità elevate può causare irritazioni.

Paprika
La paprika è nata come spezia dal gusto piccante, ma nel tempo ne sono state introdotte anche varietà dolci, ed è caratterizzata da interessanti proprietà benefiche, spesso poco conosciute rispetto a quelle di altre spezie. I suoi effetti positivi dipendono dall’elevato contenuto di composti antiossidanti che contribuiscono a difendere l’organismo dall’azione dei radicali liberi.

La paprika, derivata dalla lavorazione ed essiccazione del peperone, a parità di peso contiene un concentrato di vitamine molto più elevato rispetto a quello dell’ortaggio crudo, da quelle del gruppo B fino alle vitamine C e alla provitamina A o betacarotene.

Un tesoro di nutrienti che rende questa spezia antinfiammatoria, utile per rinforzare il sistema immunitario, benefica per la salute del sistema cardiocircolatorio.

La paprika, come tutti gli ortaggi appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, può causare difficoltà digestive in caso di problemi gastrici, mentre l’abbondanza di capsaicina nella paprika piccante può scatenare irritazioni delle mucose gastrointestinali e fastidi in caso di ulcere ed emorroidi.

Pepe
Il pepe è considerato il “re delle spezie”: è, infatti, la spezia più usata in cucina. Ma ha anche tantissimi utilizzi in medicina e in cosmesi, che lo hanno reso ricercatissimo fin dall’antichità. Nella medicina Ayurvedica veniva tradizionalmente utilizzato per i disturbi mestruali e per quelli di orecchio, naso e gola.

Molte ricerche recenti ne hanno evidenziato gli effetti benefici, merito soprattutto della Piperina, un composto bioattivo responsabile del suo gusto piccante ma anche delle sue tante proprietà.

Il pepe è antimicrobico, antiossidante, antinfiammatorio, antibatterico, digestivo e, a dispetto di quanto si tende comunemente a credere sulle spezie piccanti. Non danneggia la mucosa gastrica ma, al contrario, sembra svolgere un’azione protettiva nei confronti dell’ulcera gastrica.

Un consumo eccessivo di pepe è sconsigliato a chi soffre di patologie dell’apparato gastrointestinale perché la stimolazione della secrezione di enzimi digestivi, dovuta alla piperina, potrebbe irritare le mucose. Il pepe è controindicato in caso di ipertensione.

Peperoncino
Grazie alla capsaicina, l’alcaloide che lo rende piccante, il peperoncino è benefico per la salute, ma anche per la dieta.

Infatti, viene definito un bruciagrassi naturale perché questa sostanza stimola il metabolismo e agisce sui depositi di grasso attraverso il processo della termogenesi.

Ma gli effetti positivi del peperoncino sono tantissimi: svolge un’azione vasodilatatrice che lo rende benefico per la salute cardiovascolare, ha proprietà antitumorali, è antinfiammatorio, digestivo, analgesico e rinforza il sistema immunitario.

Il peperoncino è sconsigliato in presenza di patologie gastriche come gastriti, ulcere e gastroenteriti o di stati infiammatori localizzati come cistite ed emorroidi, così come in caso di epatite. E’ consigliabile evitarlo o consumarlo con moderazione in gravidanza e allattamento, perché altera il sapore del latte.

La capsaicina che contiene, a contatto con le mucose della bocca e della gola o con gli occhi, può causare forte irritazione, quindi è consigliabile maneggiare i peperoncini con i guanti in lattice o lavare le mani subito dopo averli toccati.

Rafano
Il rafano è una spezia dall’aroma pungente e dal sapore molto particolare, con note balsamiche e piccanti. Del rafano si consuma soprattutto la radice, anche se l’utilizzo più comune è sotto forma di salsa, chiamata anche salsa di cren, tipica della cucina tedesca ed Est europea e abbinata di solito ad arrosti o bolliti di carne, pesci e molluschi.

Tra i nutrienti che contiene spiccano sali minerali, fibre, vitamina C e folati (vitamina B9), ma anche composti bioattivi come la luteina e la zeaxantina, ad effetto antiossidante, e i glucosinolati. Tra questi, la sinigrina, che conferisce al rafano il suo sapore caratteristico, donandogli anche importanti proprietà antimicrobiche, antibatteriche, antinfiammatorie e antibiotiche, efficaci per esempio contro le infezioni causate da batteri patogeni come Salmonella, Helicobacter pylori ed Escherichia coli.

Un consumo eccessivo di rafano può risultare nocivo per chi ha sofferto di irritazione delle mucose gastriche o intestinali, quindi è consigliabile chiedere un parere al medico prima di assumerlo in presenza di: ulcera, gastrite, gastroenterite.

Precauzionalmente, è bene non consumarlo in gravidanza e allattamento.

Senape
Il termine “senape” viene comunemente associato alla salsa speziata spesso usata per insaporire piatti di carne, cruda o cotta, come tartare e arrosti.

Ma la senape in realtà è una pianta della famiglia delle Brassicacee o Crucifere (la stessa di cavoli e broccoli), da cui si ricavano i semi che, polverizzati, sono l’ingrediente base di questa salsa, insieme a zucchero, aceto di mele, acqua, olio extravergine di oliva, sale e eventuali altre spezie.

Esistono diverse varietà di senape, gialla o scura, accomunate dalle stesse proprietà benefiche: i semi sono ricchi di vitamine e sali minerali, in particolare calcio e fosforo.

Oltre ad essere la base per la salsa di senape, possono essere gustati anche sotto forma di infuso contro il raffreddore, oppure usati per preparare composti da applicare localmente contro: dolori muscolari, reumatismi, nevralgie.

Una soluzione di semi di senape macinati e acqua rappresenta inoltre un aiuto per favorire la digestione.

Tamarindo
Il tamarindo è un albero tropicale originario dell’Africa, i cui frutti hanno l’aspetto di baccelli marroni contenenti dai 4 ai 12 semi. In cucina viene usato soprattutto per preparare marmellate, salse e sciroppi a cui dona le sue numerose proprietà benefiche. E’ noto soprattutto per il suo effetto lassativo, dovuto alla presenza di acido tartarico e acido malico, utile contro gli episodi di stitichezza.

L’acido tartarico, insieme a quello caffeico, gli donano anche un effetto antiossidante che lo rende ideale per contrastare i danni da radicali liberi e rallentare l’invecchiamento cellulare.

Secondo diverse ricerche, le foglie del tamarindo svolgerebbero un’azione epatoprotettiva: il tamarindo viene spesso usato per prevenire i disturbi biliari. L’estratto di tamarindo, grazie alla presenza di composti naturali come lupeolo e tamarindina, ha effetti antifungini, antibatterici e antivirali.

Timo
Il timo è una spezia estremamente versatile in cucina ma anche dal grande successo in campo contiene. Già nell’antichità, il timo veniva usato per curare i disturbi gastrointestinali e delle vie aeree.

E’ un vero integratore alimentare di ferro grazie all’elevato contenuto di questo minerale, ma apporta anche grandi quantità di calcio: 10 g di timo coprono il 10% del fabbisogno quotidiano.

E’ antisettico, antibatterico, antinfiammatorio e antifungino, aiuta il fegato nel metabolismo del colesterolo e risulta utile nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie.

Non si conoscono controindicazioni legate al consumo di timo, ma un abuso in gravidanza è sconsigliato per la sua azione emmenagoga (è in grado di stimolare l’afflusso di sangue nell’area pelvica e nell’utero).

Il timo ha anche la capacità di interagire con la funzionalità degli ormoni tiroidei, quindi un consumo elevato deve essere evitato in caso di ipotiroidismo.

Vaniglia
La vaniglia, sotto forma di bacca o di estratto, è una delle spezie più usate in cucina, soprattutto per aromatizzare i dolci. Il principale composto fenolico della vaniglia è la vanillina, una sostanza estremamente aromatica ma anche dalle tante proprietà benefiche.

Grazie alla sua presenza, la vaniglia è un agente antinfiammatorio e un antisettico naturale, svolge un’azione antistress e antidepressiva, contrasta l’insonnia, favorisce la digestione.

La vaniglia non ha particolari controindicazioni ma l’estratto di vaniglia per uso esterno, se applicato ad alti livelli di concentrazione, può causare dermatiti e reazioni cutanee.

Inoltre, un’esposizione prolungata alla vaniglia può scatenare il “vanillismo”, che può provocare svariati disturbi cutanei: si tratta comunque di un’eventualità rara, perché la vanillina naturale ha una bassissima tossicità.

Zafferano
Lo zafferano, soprannominato “oro rosso”, è una spezia preziosa. Infatti, per ricavarne un solo grammo, servono ben 200 fiori di Crocus Sativus, il che spiega il suo costo piuttosto elevato.

Alcuni studi hanno eletto lo zafferano “re degli antiossidanti” per l’alto livello di carotenoidi che lo caratterizza e che gli dona proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive.

Lo zafferano è indicato per il trattamento della depressione, da lieve a moderata. Sembra svolgere anche un’azione protettiva sul fegato e sull’apparato bronchiale, oltre ad avere effetti anti invecchiamento grazie alla ricchezza di antiossidanti.

Infatti, un primo piatto allo zafferano può contrastare l’effetto di circa il 20% dei radicali liberi prodotti in un giorno.

A dosi elevate, lo zafferano può essere tossico.

Un consumo superiore a 1 grammo al giorno può causare nausea, vomito e mal di testa, mentre oltre i 5 grammi si possono verificare alterazioni dell’umore, con ansia e ipotensione.

10 g possono indurre l’aborto, motivo per cui alle donne in gravidanza è sconsigliato l’uso medicinale del prodotto. Oltre i 20 g, può addirittura portare al decesso.

Zenzero
Noto per il suo caratteristico sapore, fresco e pungente, lo zenzero è una spezia dai tantissimi benefici, ottima per insaporire i piatti ma anche molto salutare se consumata sotto forma di infuso.

Favorisce la digestione, protegge lo stomaco, è antinfiammatorio, allevia i dolori mestruali e, grazie alla sua azione sul microbiota intestinale, riduce la produzione di gas a livello del colon.

Merito dei composti fenolici di cui questa spezia è ricca, che svolgono un’azione antiossidante e di protezione dai radicali liberi.

Lo zenzero può causare reazioni allergiche che si manifestano con rossori sulla pelle ed eruzioni cutanee, quindi prima di consumarlo in situazioni particolari, come in gravidanza, è bene chiedere un parere al medico.

Questa spezia deve essere usata con moderazione o evitata se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti, perché lo zenzero è un fluidificante naturale del sangue, in caso di disturbi emorragici e in presenza di ipertensione arteriosa o aritmia, perché potrebbe peggiorare i sintomi.

Come conservare le spezie
E’ consigliabile conservare le spezie all’interno di contenitori di vetro o coccio, meglio se dotati di chiusura ermetica per preservarne meglio aroma e proprietà organolettiche, in un luogo fresco, asciutto e buio, a temperatura ambiente.

La luce, specie quella diretta, così come il calore e l’umidità le deteriorerebbero. Per lo stesso motivo, sono da evitare contenitori in plastica e sacchetti. E’ bene leggere sempre le indicazioni di consumo e conservazione riportate sulla confezione, per essere sicuri di utilizzarle al meglio, preservandone il più possibile l’aroma e le proprietà benefiche.

Spezie: consigli per usarle in cucina
Le spezie possono essere usate sia fresche che essiccate. Alcune spezie si prestano di più al consumo fresco (per esempio il rafano), altre più al consumo essiccato (per esempio lo zafferano).

Della maggior parte delle spezie si utilizzano i semi, interi o macinati, ma possono essere consumate anche le foglie, come nel caso del cardamomo.

Le ricette, sia da bere che da mangiare, che è possibile aromatizzare con le spezie sono innumerevoli.

Bevande con le spezie
Le spezie possono essere usate per arricchire con le loro note aromatiche tantissime bevande. Tra queste:

  • tè, sia freddo che caldo
  • tisane
  • acque detox con frutta e verdura
  • smoothie
  • cocktail, sia alcolici che analcolici.

Tra le bevande più conosciute che hanno le spezie tra i loro ingredienti principali ci sono:

  • latte d’oro, a base di latte, olio di cocco e curcuma
  • vin brulé, bevanda calda a base di vino rosso aromatizzata con i chiodi di garofano
  • sangria, bevanda alcolica spagnola preparata con vino rosso, frutta in infusione e cannella
  • Gin, che ha tra i suoi ingredienti base le bacche di ginepro
  • ginger ale, soft drink analcolico a base di estratto di zenzero
  • sambuca, il pastis, l’ouzo e l’assenzio, che devono il loro aroma all’anice stellato.

Le ricette con le spezie
Le spezie si prestano ad essere usate per insaporire le pietanze più svariate, dal riso alla carne, dal pesce alle verdure.

Sono le “regine” di tantissimi piatti tipici della cucina italiana, come il risotto allo zafferano, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, la pasta cacio e pepe o all’arrabbiata, oppure di specialità di altre tradizioni culinarie, come il pollo al curry indiano o i falafel, le celebri polpettine di ceci di origine mediorientale che hanno tra gli ingredienti il cumino, il gulash ungherese, insaporito con la paprika e il cumino, la salsa tzatziki, preparata con yogurt greco e cetrioli e aromatizzata con l’aneto.

Infine, le spezie danno un tocco inconfondibile anche a molti dolci tradizionali, come la cannella, che è tra gli ingredienti dello strudel di mele. Ma è anche ottima per preparare spuntini golosi come le mele alla cannella o le mele essiccate, oppure la vaniglia, comunemente usata sotto forma di baccelli o di estratto per aromatizzare tantissimi dolci, come torte, gelati e budini.

Redazione amaperbene.it

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