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Pepe della Giamaica | Pimenta dioica

Pimenta dioica è un albero appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, originario della Giamaica e aree limitrofe (America centrale e Grandi Antille), da cui si ricava una spezia nota col nome di pimento, pimienta (che nello spagnolo moderno indica il pepe), pepe della Giamaica o pepe garofanato. In passato la pianta era nota anche col nome portoghese di pimenteira. Il nome pimento deriva dal francese piment, provenzale pimen, dal latino pīgmentum “pigmento”, “colore”, passato in età tarda a indicare le spezie. In inglese è chiamato anche allspice, perché sembra combinare cannella, noce moscata e chiodi di garofano. L’epiteto specifico dioica viene dal greco δις dis due volte e οἰκία oikía abitazione: dioico, perchè fiori maschili e femminili sono portati da piante diverse. Il Pimento fu chiamato così perché in origine fu scambiata per il pepe, in quanto le bacche sono molto simili, anche se quelle del pimento sono più grandi. Per via del nome pepe garofanato, con cui è conosciuto soprattutto in Europa, può essere confuso con il chiodo di garofano. Le varietà coltivate nelle Indie occidentali hanno frutti più piccoli che contengono più del doppio dell’olio essenziale rispetto a quelle dell’America centrale.

Pimenta dioica è una pianta che era usata come spezia nei Caraibi prima dell’arrivo degli europei. Successivamente è diventata una spezia popolare in molte aree del mondo ed è ora spesso coltivata nei tropici americani, specialmente in Giamaica, e occasionalmente altrove. Fu Cristoforo Colombo a portare il pimento in Spagna dai Caraibi pensando che fosse pepe; effettivamente le bacche di pimento assomigliano a grosse bacche di pepe.  Il pimento è utilizzato per speziare la carne essiccata o affumicata, in molte salse della cucina messicana e per la conservazione dei cibi in una sorta di salamoia detta pickling; inoltre è uno degli ingredienti che possono trovarsi nel curry. È utilizzato anche in molti paesi del medio oriente; per esempio la cucina palestinese usa il pimento per insaporire molti suoi piatti. Negli Stati Uniti è utilizzato soprattutto nei dolci, ma è uno dei principali ingredienti del Cincinnati chili. È comunemente usato in Gran Bretagna per molte ricette, per esempio nei pancake. Usato anche nella creola: miscela di pepe bianco, pepe nero, pepe verde, pepe rosa e pimento.

Il pimento è ricco di eugenolo, un olio dalle proprietà digestive, carminative, analgesiche e antisettiche, per questo è un ottimo rimedio per coliche addominali e gonfiori ma anche per lenire il dolore del mal di denti, similmente ai Chiodi di Garofano. I frutti del pimento sono vasodilatatori e aumentano il flusso sanguigno producendo un effetto riscaldante, per questo gli impacchi di pimento sono adatti a curare dolori muscolari e artriti. Questa spezia è in grado di stimolare le secrezioni di enzimi nello stomaco, facilitando la digestione.

Per riscaldarsi è ottimo un infuso di bacche, utile anche in caso di infezioni delle vie respiratorie. Inoltre le bacche in polvere vengono aggiunte ad altre medicine per mascherare sapori sgradevoli. Le bacche di pimento contengono circa il 4% di oli essenziali (di cui circa l’80% è eugenolo), proteine, lipidi, vitamine A, B1, B2 e C, oltre a minerali, quali: potassio, manganese, selenio, ferro, magnesio, acqua, sodio, carboidrati, proteine, fosforo, fibre. La ricchezza dei suoi minerali lo rende un ottimo elemento da poter inserire in una dieta equilibrata.

L’uso del pimento come rimedio naturale affonda le sue radici nella medicina popolare sudamericana che lo considerava un toccasana per lo stomaco. Durante la Campagna di Russia, nel 1812, i soldati russi tenevano nei propri stivali delle bacche di pimento per mantenere i piedi caldi e tenere lontani i cattivi odori. Ancora oggi molti prodotti da bagno maschili come doccia-schiuma e saponi contengono pimento.

La Pimenta dioica è anche l’ingrediente principale del pimiento bitter prodotto dal famoso bartender Dale DeGroff, nonché ingrediente di molti ricercatissimi cocktail e drink analcolici. Si presta benissimo alle preparazioni a base di rum – sia rum bianco che rum speziato – e viene ben accompagnato da lime e angostura. Nei drink analcolici il pepe giamaicano viene aggiunto in preparazioni a base di frutta ed estratti grazie al suo aroma tipico che coniuga quello di chiodi di garofano, noce moscata e cannella.

In Europa questa spezia viene principalmente utilizzata nell’industria agro-alimentare,  per speziare la carne essiccata o affumicata, per realizzare salse come il curry ed insaporire molti piatti. Inoltre serve anche per preparare un tipico rhum giamaicano e lo si può trovare anche in diverse ricette di dolci.

Oltre alle bacche vengono inoltre utilizzate le foglie come condimento o imbevute per preparare un tè.

Per quanto riguarda altri usi, un olio essenziale ottenuto dalle foglie, viene utilizzato per aromatizzare una vasta gamma di alimenti, tra cui prodotti da forno, caramelle e gomme da masticare. Lo stesso olio essenziale è usato in profumeria, specialmente nelle fragranze orientali, e nelle lozioni dopobarba.

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