La Logica delle disuguaglianze
“La Logica delle Disuguaglianze” affronta una tematica quanto mai attuale e la cui soluzione non è più differibile. Anche le disuguaglianze sono ormai globalizzate, pur con le loro diversità da Paese a Paese, da Regione a Regione. Il male è che purtroppo esse si aggravano di giorno in giorno, e incidono sulla vita stessa degli individui. Non a caso l’OMS afferma che “le disuguaglianze uccidono su larga scala”.
La cartella “La Logica della Disuguaglianza” vuole offrire un piccolo contributo di conoscenze utile alla soluzione di un problema quanto mai complesso, anche perché incancrenito. L’Italia è un Paese caratterizzato da divari rilevanti e persistenti, un territorio sempre più disuguale, diviso, e da tempo, in due, se non in tre. Quello dei ritardi del meridione d’Italia è da più di un secolo una priorità nazionale e un ambito privilegiato di attenzione nel dibattito e nelle politiche per lo sviluppo e la coesione sociale. Non a caso, l’attualità e urgenza della “questione meridionale” è un punto qualificante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (da ora: PNRR), cui viene dedicata una priorità trasversale (“ridurre i divari di cittadinanza”) e destinate risorse ingenti (circa il 40% del totale) per finanziare riforme e interventi, talvolta esclusivi per le 8 regioni del Sud.
Ma come reagisce la politica italiana (in perenne conflittualità, laddove dovrebbe essere unita, solidale e coesa)? Proponendo tematiche sempre più discriminanti (vedi dibattito sulle autonomie). Non sarebbe invece il caso di approfittare del nuovo contesto geo-politico del Mediterraneo, del momento storico favorevole, anche per le ingenti risorse disponibili, per porre il Mezzogiorno al centro di una strategia che porti al ripristino di un ruolo centrale dell’Italia nel Mediterraneo oggi ritenuto, dagli stessi Paesi che lo avversavano, vitale per i loro interessi, ma soprattutto per quelli dell’intera Europa (Italia compresa)? Va costruito, dunque, un progetto equilibrato che avvantaggi tutto il Paese semmai affiancando al tradizionale polo trasformativo del nord, un hub delle risorse energetiche, un polo logistico distributivo[1] al Sud che, oltre a rispondere alle esigenze di approvvigionamenti dell’Europa del nord, diventi funzionale anche alle aree industriali settentrionali. E’ questa una straordinaria chance, che non si può e non si deve perdere. Ma l’attuale Governo avrà la determinazione a misurarsi con le forze politico-sociali ed imprenditoriali del nord su questa realtà, superando una visione di ritorno allo status quo ante?
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