Valutazione della funzionalità renale

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Per valutare la funzionalità renale si utilizzano principalmente l’esame della creatinina sierica, il calcolo del filtrato glomerulare stimato (eGFR), l’azotemia e l’esame completo delle urine. Questi test combinati permettono al medico di capire se i reni stanno filtrando correttamente le scorie dal sangue o se ci sono segni iniziali di danno strutturale.
Di seguito viene riportato l’elenco completo e strutturato dei principali esami di laboratorio, suddivisi tra analisi del sangue e analisi delle urine.
Esami del sangue
- Creatinina sierica: Prodotto di scarto derivante dal metabolismo dei muscoli. Poiché viene eliminata interamente dai reni, un aumento dei suoi livelli nel sangue indica che i reni non filtrano ed eliminano le scorie in modo efficiente.
Tuttavia, l’azotemia è influenzata dall’assunzione di proteine e da molteplici meccanismi non renali (p. es., trauma, infezione, emorragia gastrointestinale, uso di corticosteroidi) e, sebbene indicativa, non fornisce generalmente l’evidenza conclusiva di una disfunzione renale.
- eGFR (Velocità di Filtrazione Glomerulare Stimata) è un indice fondamentale che misura la capacità dei reni di filtrare il sangue e smaltire i rifiuti. Si calcola tramite un’equazione (come la CKD-EPI) tenendo conto di età e sesso del paziente. Rappresenta l’indice più preciso per stadiare la salute del rene.
Valori di Riferimento e Stadi Renali
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- Un rene sano filtra in media tra 90 e 120 ml/min/1,73m2. L’interpretazione clinica segue questi stadi:
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- Superiore a 90: Funzionalità renale normale o ottimale (in presenza di altri danni renali) (Stadio G1).
- 60 – 89: Lieve riduzione della funzionalità renale (Stadio G2, comune negli anziani).
- 45 – 59: Riduzione da lieve a moderata (Stadio G3a).
- 30 – 44: Riduzione da moderata a grave (Stadio G3b).
- 15 – 29: Grave riduzione (Stadio G4).
- <15: Insufficienza renale terminale (Stadio G5).
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Valori inferiori a 60 segnalano una perdita importante di efficienza dei reni.
Il valore calcolato attraverso formule matematiche partendo dalla creatinina nel sangue, tenendo conto di età e sesso del paziente. Rappresenta l’indice più preciso per stadiare la salute del rene.
- Azotemia (o BUN – Azoto Ureico): Misura i livelli di azoto ureico nel sangue, un altro prodotto di scarto (digestione delle proteine) che si accumula in caso di ridotta funzionalità renale. Può aumentare in caso di insufficienza renale, ma è influenzata anche dalla dieta iperproteica e dalla disidratazione.
- Acido urico (Uricemia): Misura la concentrazione di acido urico nel sangue, che è lo scarto del metabolismo delle purine (sostanze contenute nel DNA e in molti alimenti, come carne rossa e alcol). Livelli alti possono accumularsi se la filtrazione è ridotta. Livelli elevati sono spesso associati a gotta o calcoli renali.
- Elettroliti (Sodio, Potassio, Calcio, Fosforo): I reni regolano i sali minerali nel corpo (equilibrio elettrolitico). Alterazioni di questi parametri (specialmente del potassio) sono frequenti quando i reni non lavorano bene.
- Microalbuminuria (esame estemporaneo): Spesso richiesto in pazienti diabetici o ipertesi, rileva la presenza di minime quantità di albumina nelle urine per una diagnosi precoce del danno renale.
Esami delle urine
- Esame completo delle urine: Analisi chimica e microscopica che verifica la presenza di elementi anomali (come globuli rossi, globuli bianchi o cristalli) e valuta il peso specifico e il pH.
- Proteinuria e Albuminuria (o Microalbuminuria): Ricerca delle proteine e dell’albumina nelle urine. In condizioni normali le proteine rimangono nel sangue; trovarle nelle urine è un forte indicatore di un danno ai filtri renali (i glomeruli), fondamentale soprattutto nei pazienti con diabete o ipertensione.
- Clearance della creatinina: Test che confronta la quantità di creatinina presente nel sangue con quella eliminata in una raccolta delle urine delle 24 ore. Offre una stima diretta della capacità filtrante complessiva.
Presenza di schiuma insolita nelle urine
La presenza di schiuma nelle urine può essere un fenomeno occasionale e innocuo, ma in alcuni casi può indicare un problema di salute sottostante.
La formazione della schiuma infatti può essere la conseguenza di fuoriuscita rapida delle urine dopo averla trattenuta a lungo, di una lieve disidratazione che ne aumenta la concentrazione, oppure, negli uomini, di piccole quantità di sperma rimaste nell’uretra dopo un rapporto sessuale. A volte, se si vede della schiuma nel wc dopo aver urinato, si dimentica che potrebbe trattarsi, banalmente, di detersivi presenti nell’acqua. La schiuma si forma quando sostanze tensioattive (come le proteine o i sali biliari) alterano la tensione superficiale del liquido, intrappolando l’aria.
Ma la schiuma nelle urine può anche essere legata alla presenza di proteine che, se in concentrazione superiore alla norma, può essere dovuta ad un trauma fisico, all’assunzione di farmaci, ad infezioni ai reni o alle vie urinarie, a malattie che danneggiano i reni, da patologie come il mieloma multiplo o l’amiloidosi. Dopo i 65 anni di età la proteinuria è di solito più frequente, compare anche spesso nelle persone obese o durante la gravidanza.
La presenza di schiuma insolita nelle urine è il segno visivo più comune di una potenziale proteinuria, ma non sempre indica una malattia.
Cause innocue (non patologiche)
Prima di allarmarsi, è importante sapere che molto spesso la schiuma è temporanea e dovuta a fattori fisici o fisiologici:
- Velocità del getto: Una minzione molto rapida o una vescica particolarmente piena possono creare una schiuma meccanica (bolle grandi che svaniscono in pochi secondi).
- Disidratazione: Se si beve poco, l’urina diventa molto concentrata e scura, aumentando la densità dei soluti e favorendo la schiuma.
- Residui di detergenti: I prodotti usati per pulire il WC possono reagire con l’urina e generare schiuma.
- Presenza di sperma: Negli uomini, tracce di liquido seminale rimaste nell’uretra dopo un’eiaculazione possono causare schiuma occasionale.
Malattie associate alla presenza di schiuma nelle urine
Le patologie associate sono:
- Amiloidosi
- Pre-eclampsia
- Sindrome nefrosica
- Fistola vescico-colica
- Infezioni delle vie urinarie
- Glomerulonefrite
- Glomerulosclerosi focale segmentaria
- Mieloma multiplo
- Nefrite lupica
Questo non è un elenco esaustivo, per questo motivo è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza dei sintomi.
Quando la schiuma deve preoccupare?
La schiuma è un potenziale campanello d’allarme per i reni se presenta queste caratteristiche:
- Persistenza: Non scompare dopo diversi minuti e si ripresenta a ogni singola minzione, giorno dopo giorno.
- Consistenza: È densa, bianca, simile alla schiuma della birra o a quella di un albume d’uovo montato.
- Sintomi associati: Si accompagna a gonfiore (edema) alle gambe o intorno agli occhi, stanchezza inspiegabile, ipertensione o urine di colore scuro/rosato.
Ad ogni modo, il primo passo da consigliare è un esame completo delle urine con valutazione della proteinuria o del rapporto Albumina/Creatinina (ACR). È un test economico, rapido e indolore che permette di stabilire con certezza se la schiuma è causata da una perdita di proteine o se si tratta di un fenomeno del tutto innocuo.
Per capire meglio la situazione, bisognerebbe capire se
- questa schiuma scompare subito o rimane a lungo nel WC?
- si verifica a ogni minzione o solo al mattino/dopo lo sport?
- si è affetti da pressione alta o diabete? [
La presenza di schiuma nelle urine di solito non necessita di nessun trattamento, in alcuni casi può essere necessario modificare la cura farmacologica, oppure, in base del problema alla base, si può ricorrere a terapie specifiche. Per alcuni pazienti bisogna intervenire per diminuire la pressione troppo elevata, oppure assumere antibiotici per contrastare un’infezione in corso. In caso di fistole vescico-coliche solitamente viene richiesto un intervento chirurgico.
Per ulteriori chiarimenti è bene rivolgersi a un nefrologo se il problema persiste nel tempo o tende a peggiorare. In particolare, sintomi concomitanti come gonfiore delle gambe, affaticamento, nausea, anoressia, dolori alla schiena, debolezza, sangue nelle urine, un colore o un odore strano delle urine stesse potrebbero indicare un problema renale che richiede il consulto di un medico.
Le donne incinte dovrebbero invece recarsi al pronto soccorso se la presenza di schiuma nelle urine è associata a forti mal di testa, vista offuscata, dolore addominale o aumento della pressione sanguigna.
Puntualizzazioni circa la proteinuria
La proteinuria è la presenza di quantità anomale di proteine nelle urine. In condizioni di salute, i reni filtrano il sangue trattenendo le proteine e lasciando passare solo gli scarti. Valori normali sono inferiori a 150 mg nelle 24 ore. Se il test supera questa soglia, è spesso spia di un malfunzionamento renale.
📉 Valori di Riferimento
La quantità di proteine perse è un indicatore clinico fondamentale:
- Normale: <150 mg nelle 24 ore.
- Microalbuminuria: 30 – 300 mg nelle 24 ore. È l’indice più precoce di nefropatia (in particolare nei pazienti diabetici).
- Macroalbuminuria (Proteinuria conclamata): >300 mg nelle 24 ore.
- Proteinuria nefrosica: >3.5 g nelle 24 ore, associata a gonfiore diffuso (edemi).
Non sempre la proteinuria è indice di malattia; circa le cause principali, queste si dividono in due grandi categorie:
- transitorie e benigne: scompaiono da sole. Possono essere scatenate da febbre, stress emotivo, esposizione a temperature estreme, gravidanza o forte sforzo fisico. Esiste anche la proteinuria ortostatica, che si manifesta solo quando si è in piedi e scompare stando coricati.
- patologiche (persistenti):
- danno renale: glomerulonefrite, infezioni urinarie, pielonefrite.
- malattie sistemiche: le cause più comuni sono diabete (nefropatia diabetica) e ipertensione.
- altre patologie: scompenso cardiaco, mieloma multiplo o malattie autoimmuni.
🛑 Sintomi
Nelle fasi iniziali o lievi, la proteinuria è asintomatica. Quando i livelli diventano importanti, è possibile riscontrare:]
- urine schiumose: simile alla schiuma del bianco d’uovo, è il segnale visivo più comune.
- gonfiore (edemi): accumulo di liquidi, particolarmente evidente intorno agli occhi (palpebre), alle caviglie e ai piedi.
- stanchezza o crampi: associati a squilibri elettrolitici generali.
🔬 Diagnosi e Monitoraggio
Il primo passo per individuarla è il classico esame delle urine tramite stick colorimetrico (esame dipstick). Per un’analisi più precisa, il medico può richiedere:
- Raccolta delle urine delle 24 ore: Per misurare la quantità esatta di proteine espulse.
- Rapporto Albumina/Creatinina (ACR): Un test molto diffuso che stima la perdita di albumina su un campione di urina mattutino.
🏥 Cura e Gestione
Il trattamento non mira a eliminare le proteine in sé, ma a curare la patologia scatenante.
- Per Diabete e Ipertensione: Il controllo rigoroso della glicemia e della pressione sanguigna è vitale. Spesso si utilizzano farmaci specifici (ACE-inibitori o sartani) che proteggono i reni riducendo la pressione all’interno dei glomeruli.
- Stile di vita: Ridurre l’apporto di sale nella dieta e, se necessario, limitare le proteine assunte con l’alimentazione per non sovraccaricare ulteriormente l’organismo.



