Pillole di Conoscenza

L’acetaldeide batterica può accelerare la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH)

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La steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH) è una forma grave di steatosi epatica che si sviluppa dalla MASLD (steatosi epatica associata a disfunzione metabolica), che colpisce circa un terzo della popolazione mondiale. Circa il 16% dei casi di MASLD evolve in MASH. La progressione è influenzata da diversi fattori, tra cui stile di vita, dieta e batteri intestinali. Tuttavia, non è ancora chiaro come i microbi intestinali guidino la progressione da MASLD a MASH.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori guidati da Yajun Tang della Shanghai Jiao Tong University School of Medicine, in Cina, si sono proposti di indagare se e come lo zucchero nella dieta peggiori la steatosi epatica e ne favorisca la progressione verso la MASH.

Analizzando i dati provenienti da oltre 210.000 persone, il team ha scoperto che un elevato apporto nella dieta di zucchero, in particolare di fruttosio, è associato a un rischio maggiore di sviluppare malattie epatiche.

Esperimenti sui topi hanno confermato questi risultati: gli animali alimentati con una dieta ricca di grassi combinata con l’aggiunta di fruttosio hanno sviluppato tessuto cicatriziale e danni al fegato molto più rapidamente rispetto a quelli alimentati solo con grassi. I ricercatori hanno scoperto che un elevato consumo di zuccheri favorisce un aumento della produzione da parte dei batteri intestinali di acetaldeide, una sostanza chimica tossica derivata dall’alcol. L’acetaldeide di origine microbica si accumula nel fegato, innesca l’infiammazione e aumenta la formazione di tessuto cicatriziale attraverso una proteina chiamata MMP7. I ricercatori hanno anche identificato un batterio probiotico, Ligilactobacillus salivarius, in grado di degradare l’acetaldeide. Nei topi alimentati con una dieta ricca di grassi e fruttosio, L. salivarius ha ridotto il danno epatico e la formazione di tessuto cicatriziale.

I risultati suggeriscono che la somministrazione di L. salivarius potrebbe prevenire la progressione della steatosi epatica grave.

La somministrazione ai topi di antibiotici ha però favorito la scomparsa del danno epatico; questo dato suggerisce che il microbiota è necessario per la progressione della malattia. Inoltre, l’analisi di campioni intestinali umani e murini hanno rivelato che, con il peggioramento della malattia epatica, aumenta la produzione da parte dei microbi intestinali di acetaldeide, una sostanza chimica derivata dall’alcol che può danneggiare il fegato. I campioni di feci di pazienti con malattia in stadio avanzato hanno infatti mostrato alti livelli di acetaldeide e una fibrosi epatica più grave.

«Questi risultati evidenziano come la modulazione del metabolismo delle aldeidi mediante terapie basate sul microbiota rappresenta una promettente via terapeutica per inibire la transizione da MASLD a MASH», affermano gli autori.

Tang Y, Kuang J, Xia X, Yao C, Zhou Z, Liu J, Ren Z, Ding K, Li M, Li Y, Jiao F, Zheng D, Chen T, Zhao A, Wan X, Ji G, Zhang S, Zheng X, Jia W. Targeting microbiota-generated acetaldehyde to prevent progression of metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease. Cell Metab. 2026 Jun 2;38(6):1172-1186.e9. doi: 10.1016/j.cmet.2026.01.021. Epub 2026 Mar 2. PMID: 41775257.

Redazione amaperbene.it

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