Salute

Lipoproteina(a) e rischio cardiovascolare

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Delle Lipoproteina(a) – spesso scritta come Lp(a) – ci siamo già occupati nell’articolo Lipoproteina (a) – Lp(a).

La lipoproteina(a) [Lp(a)] è più pericolosa e aterogena del colesterolo LDL classico perché possiede una speciale proteina aggiuntiva chiamata apolipoproteina(a) che la rende letale per il sistema cardiovascolare attraverso tre meccanismi principali:

  • infiammazione e aterosclerosi: trasporta fosfolipidi ossidati altamente infiammatori che penetrano facilmente nella parete delle arterie e vi si depositano.
  • rischio di trombosi: la sua struttura imita quella del plasminogeno, una proteina coinvolta nello scioglimento dei coaguli, ostacolando l’attività fibrinolitica e favorendo la formazione di trombi.
  • maggiore adesività: si lega in modo più tenace e aggressivo ai componenti della parete dei vasi sanguigni (proteoglicani) rispetto alle LDL ordinarie.

I suoi livelli nel sangue sono determinati per circa il 90% dalla genetica, rimangono stabili per tutta la vita e non risentono in modo significativo di dieta o esercizio fisico;

I dati dicono che

  • Circa il 20–25% della popolazione mondialeha livelli elevati
  • Circa 1 persona su 5 ha Lp(a) > 50 mg/dL (soglia di rischio)
  • Il 5% della popolazione ha livelli molto alti (>120–150 mg/dL) → rischio estremamente elevato

Rischio cardiovascolare (dati forti)

  • lp(a) > 50 mg/dl: → +20–30% rischio di eventi cardiovascolari
  • lp(a) molto elevata (>100–150 mg/dl): → rischio raddoppiato (2x) di infarto o ictus
  • nei soggetti con livelli estremi: → rischio fino a 3–4 volte maggiore
  • secondo grandi studi genetici (Mendelian randomization): → la Lp(a) è causale, non solo associata

Placca aterosclerotica e calcificazione

La Lp(a) è particolarmente pericolosa perché:

  • trasporta fosfolipidi ossidati → altamente infiammatori
  • favorisce la formazione di placca instabile
  • stimola la calcificazione vascolare
  • interferisce con la fibrinolisi → aumenta il rischio di trombi

Dati:

  • Maggiori livelli di Lp(a) → più placca coronarica (TAC coronarica)
  • Associata a:
    • aterosclerosi precoce
    • stenosi aortica calcifica (CAVS)
  • Nei pazienti con Lp(a) alta: → progressione della placca più rapida

Mortalità

  • Lp(a) elevata: → +15–20% mortalità cardiovascolare
  • Nei livelli più alti: → aumento significativo di:
    • morte per infarto
    • morte improvvisa
    • ictus fatale
  • Studi su larga scala (UK Biobank): → correlazione diretta tra livelli crescenti e mortalità totale

Dato chiave

La cosa più importante da capire è questa:

👉 Puoi avere colesterolo “normale”… ma Lp(a) alta = rischio comunque elevato

Questo spiega molti casi di:

  • infarti “inspiegabili”
  • persone sane che sviluppano aterosclerosi
  • stenosi valvolare senza cause apparenti

 Soglie di riferimento

  • meno di 30 mg/dL → basso rischio
  • 30–50 mg/dL → borderline
  • 50 mg/dL → rischio aumentato
  • 100 mg/dL → rischio alto
  • 150 mg/dL → rischio molto alto

C’è poi un altro aspetto fondamentale da capire. I livelli di Lp(a) sono in gran parte determinati geneticamente. Questo significa che, a differenza di altri parametri metabolici, non è così semplice modificarli con dieta o stile di vita. È proprio per questo che per anni è stata considerata una sorta di “condanna biologica”.

Certo, qualcosa si può fare dal punto di vista alimentare, evitando zuccheri, farine raffinate e oli industriali, perché aumentano infiammazione e ossidazione. Questo non abbassa direttamente la Lp(a), ma protegge le arterie.

Gli integratori servono più a ridurre il rischio, non il valore:

  • la Vitamina C aiuta i vasi,
  • gli Omega-3 riducono l’infiammazione,
  • la Nicotinamide Riboside migliora il metabolismo cellulare.

Ma in realtà c’è qualcosa di molto più decisivo su cui possiamo lavorare, perchè un studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders (aprile 2026)[1]* racconta una storia completamente diversa, e molto più interessante perché il punto non è tanto avere la Lp(a) alta, ma in quale contesto metabolico si inserisce. Lo studio ha seguito 530 pazienti con malattia coronarica per 36 mesi e ha scoperto una cosa che pochi stanno davvero capendo.

La Lp(a), da sola, non è il problema principale. Diventa un problema serio quando si combina con livelli elevati di omocisteina.  Infatti, quando la Lp(a) è elevata, il rischio di eventi cardiovascolari maggiori aumenta in modo significativo, così come il rischio di eventi coronarici acuti. Questo aumento di rischio emerge però in modo chiaro solo nei soggetti che presentano anche livelli medio-alti di omocisteina. Nei soggetti con omocisteina bassa, invece, la stessa Lp(a) elevata non mostra una correlazione significativa con gli eventi cardiovascolari. Quindi, Lp(a) alta e omocisteina alta insieme creano un contesto ad alto rischio. Se uno dei due fattori viene meno, l’equilibrio cambia.

Purtroppo, l’omocisteina viene spesso ignorata; eppure è un parametro strettamente legato al metabolismo della metilazione, dipende dalla disponibilità di vitamine come B6, B12 e folati ed è influenzata da alimentazione, stress e stato infiammatorio; inoltre, a differenza della Lp(a), è un parametro che può essere modificato. Pertanto il rischio cardiovascolare non è un numero fisso, ma il risultato di interazioni complesse. Non è il singolo marker a determinare il destino, ma il contesto in cui quel marker si trova.

Valori ideali:

  • Lp(a)  deve essere inferiore 50 mg/dL
  • Omocisteina deve essere entro 8 micromoli per litro 

Conclusione

Questo studio del 2026 conferma una cosa che la medicina riduzionista fatica ancora ad accettare. Il corpo non funziona per compartimenti stagni, e, soprattutto, non esistono numeri “buoni” o “cattivi” in senso assoluto. Esistono contesti che amplificano o riducono il rischio.

Se vuoi davvero capire cosa sta succedendo nel tuo organismo, devi smettere di guardare i singoli valori isolati e iniziare a ragionare in termini di sistema.

*Sun T, Zhang W, Fei P, Shi Y, Zhang X. Correlation between elevated Lp(a) levels and cardiovascular risk in coronary heart disease patients with different homocysteine concentrations. BMC Cardiovasc Disord. 2026 Apr 16. doi: 10.1186/s12872-026-05847-0. Epub ahead of print. PMID: 41992155.Sebastian SA, Bimal T, Ayyalu T, Vartak N, Bhatia HS, Tsimikas S. Association of Lp(a) with coronary plaque burden and high-risk plaque features: A meta-analysis of imaging studies. Atherosclerosis. 2026 Apr;415:120706. doi: 10.1016/j.atherosclerosis.2026.120706. Epub 2026 Mar 13. PMID: 41850136.[1] Sun T, Zhang W, Fei P, Shi Y, Zhang X. Correlation between elevated Lp(a) levels and cardiovascular risk in coronary heart disease patients with different homocysteine concentrations. BMC Cardiovasc Disord. 2026 Apr 16. doi: 10.1186/s12872-026-05847-0. Epub ahead of print. PMID: 41992155

Redazione amaperbene.it

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