L’assunzione abituale di caffè modella il microbiota intestinale e modifica la fisiologia e le funzioni cognitive dell’ospite.
Pillole di conoscenza

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L’assunzione abituale di caffè agisce come un potente modulatore dell’asse microbiota-intestino-cervello, modificando in modo significativo la composizione batterica intestinale, il profilo metabolico e le risposte psicofisiologiche dell’ospite.
Questo legame biologico è stato ampiamente dettagliato in un importante studio del 2026 pubblicato su Nature Communications e condotto dall’APC Microbiome Ireland (University College Cork) in collaborazione con l’Università di Parma. I ricercatori hanno confermato che i benefici del caffè sulla mente e sul corpo derivano da un’interazione complessa che va ben oltre il semplice effetto stimolante della caffeina.
🦠 Modellamento del microbiota intestinale
Il consumo regolare di caffè modifica l’ecologia batterica dell’intestino agendo come un nutrimento selettivo:
- Aumento di specie specifiche: si osserva un incremento significativo di batteri come Cryptobacterium ed Eggerthella, oltre a generi benefici come Bifidobacterium, Prevotella e Faecalibacterium.
- Contrasto ai patogeni: i composti fenolici riducono la proliferazione di popolazioni potenzialmente nocive come Escherichia coli e Clostridium.
- Dipendenza dall’abitudine: nei consumatori abituali sottoposti a due settimane di astinenza si nota la scomparsa di specifici gruppi microbici, che si riattivano immediatamente alla reintroduzione della bevanda.
🧬 Modifiche alla fisiologia e ai metaboliti
L’interazione tra i chicchi e la flora intestinale altera i segnali chimici in circolo nell’organismo:
- Rimodellamento metabolico: lo studio ha evidenziato una riduzione dei livelli di acidi e metaboliti derivati dall’indolo (come l’acido indolo-3-propionico) e del neurotrasmettitore GABA nel tratto digerente.
- Azione antinfiammatoria: i polifenoli e le sostanze derivate dalla tostatura (come le melanoidine) attivano vie antiossidanti che riducono l’infiammazione sistemica e la euroinfiammazione.
- Salute d’organo: la fermentazione delle fibre del caffè favorisce la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), migliorando la motilità intestinale e supportando la protezione epatica e cardiometabolica.
🧠 Impatto sulle funzioni cognitive e sull’umore
La ricerca evidenzia che gli effetti neurobiologici variano in modo netto tra il caffè tradizionale e quello decaffeinato, suggerendo percorsi d’azione multipli:
- Caffè decaffeinato (Polifenoli): ha mostrato un impatto specifico e positivo sull’apprendimento e sulla memoria a lungo termine, grazie all’azione neuroprotettiva dei suoi antiossidanti indipendenti dalla caffeina.
- Caffè con caffeina: garantisce benefici distinti sull’attenzione visiva, sulla vigilanza e sulla riduzione dell’ansia situazionale.
- Benessere mentale complessivo: entrambe le varianti riducono significativamente la percezione dello stress, i sintomi depressivi e l’impulsività, grazie al rilascio di molecole collegate a stati emotivi positivi.
Questi risultati rivelano effetti del caffè finora sconosciuti sull’asse microbiota-intestino-cervello, suggerendo che i profili del microbioma potrebbero potenzialmente predire i modelli di consumo di caffè e sottolineando una stretta associazione tra l’assunzione di caffè e la composizione del microbiota intestinale.
Bosconi S, Bastiaanssen TFS, Moloney GM, Bergamo F, Zeraik L, O'Leary C, Ferri A, Irfan M, van der Rhee M, Lindemann TIF, Schneider E, Meyyappan AC, Harold KB, Long-Smith CM, Carbia C, O'Riordan KJ, de Alvarenga JFR, Tosi N, Del Rio D, Rosi A, Bresciani L, Mena P, Clarke G, Cryan JF. Habitual coffee intake shapes the gut microbiome and modifies host physiology and cognition. Nat Commun. 2026 Apr 21;17(1):3439. doi: 10.1038/s41467-026-71264-8. PMID: 42014402; PMCID: PMC13100100.



