0

Pepe cubebe | Piper Cubeba

Il cubebe (Piper cubeba), conosciuto come pepe di Giava, è una pianta della famiglia delle Piperaceae, diffusa nel sud-est asiatico. È coltivata per i suoi frutti, che vengono fatti essiccare per essere usati come spezie e dai quali si ricavano oli essenziali.

La pianta, diffusa nelle zone di Giava e Sumatra, è rampicante; può raggiungere i 6 metri; ha foglie ovali e allungate, coriacee e di colore verde scuro. I fiori sono sessili e riuniti in infiorescenze. Il frutto è una drupa, simile alle drupe di pepe nero ma rimane ad essa attaccato, anche una volta essiccata, il peduncolo col quale era unita alla pianta. Il pericarpo del frutto essiccato è grinzoso, il seme interno è bianco e oleoso (contiene numerosi oli essenziali). L’aspetto del frutto è molto simile a quello del pepe nero, col quale spesso è stato confuso, per questo viene anche chiamato pepe grigio.

Le prime testimonianze del cubebe risalgono al 300 a.C, quando Teofrasto, filosofo e botanico greco, racconta di una spezia, il komakon (il cubebe, secondo le ricostruzioni di due storici francesi), utilizzata assieme alla cannella come ingrediente in miscele aromatiche. Nel libro “Le mille e una notte” (X secolo) è citato come rimedio per l’infertilità, a riprova del suo uso antico nella medicina araba. Marco Polo, qualche secolo dopo, descrive Giava come la maggior produttrice di cubebe, la cui fama esplode nel Medioevo per via del costo inferiore al pepe. L’ostracismo del re di Portogallo che ne proibisce la vendita per promuovere il pepe nero nel XVII secolo, però, porta ad un suo progressivo oblio nella cultura europea.

Sostanze chimiche contenute:

  • Cubebina (C10H10O3), sostanza cristallina scoperta da Eugène Soubeiran nel 1839.
  • Canfora di cubebe o cubebene C15H24.
  • Acido cubebico.
  • Glicosidi e polisaccaridi
  • Sesquiterpeni (caryophyllene, copaene, α- e β-cubebene, δ-cadinene, germacrene)
  • Monoterpeni (sabinene 50%, α-tuiene, carene)
  • Sali minerali (calcio, potassio e fosforo)

Ha un odore gradevole e aromatico ed un gusto associabile al pimento (noto anche come pepe garofanato: dal sapore molto più tenue e delicato del pepe) ma con note più amare. è caratterizzato da un aroma inconfondibile e variegato. La sua piccantezza di lunga durata ha un sottofondo di aromi di menta e di agrumi e una nota leggermente aspra ed amara. Poiché era molto diffuso nel Medioevo, molte ricette risalgono a quel periodo. Viene usato in ricette di carne o salse. Può anche essere candito con zucchero o glassa di tamarindo. Nella cucina marocchina è spesso utilizzato in pasticceria; inoltre può comparire occasionalmente nella lista degli ingredienti per il ras el hanout. Nella cucina indonesiana può essere ingrediente del masala. In Polonia è usato per il Ocet Kubebowy, un condimento tipico composto di aceto, cubebe, cumino e aglio.

I frutti del cubebe possono vantare proprietà diuretiche, balsamiche e antisettiche delle vie urinarie; sono un rimedio naturale, come detto, per contrastare l’asma, faringiti, meteorismo e fermentazioni intestinali, diarrea, impotenza sessuale.

Sigarette al cubebe erano, fino a non molti anni fa, usate frequentemente per il trattamento di asma, faringiti croniche e riniti allergiche.

L’olio di cubebe è stato incluso nella lista degli additivi delle sigarette pubblicata dal Settore Prevenzione e Controllo Tabacco del Dipartimento della Salute del Nord Carolina.

Il cubebe spesso è utilizzato nella cosmesi per adulterare l’olio essenziale di patchouli. Diverse note case cosmetiche utilizzano il cubebe nei loro prodotti antirughe.

Articoli correlati