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Fieno Greco | Trigonella Foenum-Graecum

Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Fabaceae (sottofamiglia Faboideae) nativa del sud oriente e dell’Asia occidentale, alta fino a 60 cm. Le foglie sono composte, trifogliate, simili a quelle del trifoglio. Fiorisce da maggio a giugno. I frutti sono legumi di circa 8 cm contenenti una ventina di semi triangolari di colore giallo-bruno, contenenti saponine steroidee, alcaloidi, flavonoidi, acido nicotinico, vitamine, sali minerali e cumarine [Capasso F, Grandolini G, Izzo AA, 2006; Basch E et al, 2003]. Il nome del genere – Trigonella – si riferisce alla forma triangolare dei semi; l’epiteto specifico – fieno greco – al suo uso nell’antichità per l’alimentazione del bestiame. Il componente caratteristico del fieno greco è la trigonellina contenuta all’interno dei semi.

I semi vengono largamente utilizzati in cucina. Hanno un odore caratteristico, per taluni di difficile apprezzabilità. In India – il maggior produttore e consumatore di fieno greco – l’uso dei semi in cucina è assai comune (p.es. per alcuni tipi di curry). Si consumano anche i germogli e le foglie, sia fresche che essiccate.

Numerose le proprietà espletate. Le attività ipocolesterolemizzante ed ipoglicemizzante della pianta sono da attribuire alle mucillagini ed alle saponine che determinano un ispessimento del muco di rivestimento del tratto gastrointestinale, impedendo l’assorbimento delle sostanze nutritive e riducendo di fatto la glicemia ed i livelli plasmatici di colesterolo [Capasso F, Grandolini G, Izzo AA, 2006].

A causa della notevole viscosità delle fibre e delle mucillagini in esso contenute, il fieno greco può ridurre l’assorbimento dei farmaci somministrati per via orale. I pazienti in trattamento con farmaci da prescrizione dovrebbero assumere i prodotti a base di fieno greco separatamente da tali medicinali [Basch E et al, 2003].

A causa del loro effetto ipoglicemizzante, gli estratti di fieno greco non dovrebbero essere utilizzati in pazienti diabetici in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali [Sharma RD, Raghuram TC, 1990]. Nei casi di assunzione concomitante si raccomanda comunque di monitorare attentamente la glicemia del paziente [Madar Z et al, 1988; Bordia A et al, 1997; Sharma RD, 1986; Sharma RD et al, 1996; Sharma RD et al, 1990].

Il fieno greco è in grado di ridurre i livelli plasmatici di potassio [Sauvaire Y et al, 1991], pertanto la somministrazione concomitante di estratti della pianta e di diuretici, lassativi, mineralcorticoidi o altri farmaci ipokaliemici può precipitare l’ipokaliemia e porre i pazienti in trattamento con tali farmaci a rischio di aritmie [Abdel-Barry JA et al, 2000].

Per la presenza di derivati cumarinici, il fieno greco può determinare un aumento del tempo di protrombina e può predisporre i pazienti in trattamento con anticoagulanti orali ad un incremento del rischio di emorragie [Lambert JP, Cormier A, 2001].

In letteratura viene riportato un caso clinico riferito ad una donna in trattamento con warfarin che ha manifestato un incremento dell’INR (International Normalized Ratio) in seguito all’assunzione di un prodotto erboristico contenente fieno greco. La sospensione del rimedio erboristico ha favorito la risoluzione dell’evento avverso che però si è rimanifestato al momento in cui la paziente ha ricominciato ad assumere il fitoterapico [Lambert JP, Cormier A, 2001]. Sulla base di tale dato, nei pazienti in trattamento con anticoagulanti orali, è auspicabile evitare l’uso di rimedi erboristici contenenti fieno greco.

Studi sugli animali da esperimento hanno infine dimostrato che il fieno greco, per la presenza di derivati estrogenici, è in grado di ridurre i livelli plasmatici di T3 e di alterare il rapporto T3/T4 [Panda S et al, 1999].

Bibliografia

  1. Abdel-Barry JA et al, Hypoglycaemic effect of aqueous extract of the leaves of Trigonella foenum-graecum in healthy volunteers. East Mediterr Health J 2000; 6: 83-88.
  2. Basch E et al, Therapeutic applications of fenugreek. Altern Med Rev. 2003; 8: 20-7.
  3. Bordia A et al, Effect of ginger (Zingiber officinale Rosc.) and fenugreek (Trigonella foenumgraecum L.) on blood lipids, blood sugar and platelet aggregation in patients with coronary artery disease. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids 1997; 56: 379-384.
  4. Capasso F, Grandolini G, Izzo A.A. Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali. Ed. Springer, 2006, pp. 448-451.
  5. Lambert JP, Cormier A. Potential interaction between warfarin and boldo-fenugreek. Pharmacotherapy 2001; 21: 509-512.
  6. Madar Z et al, Glucoselowering effect of fenugreek in non-insulin dependent diabetics. Eur J Clin Nutr 1988; 42: 51-54
  7. Panda S et al, Inhibition of triiodothyronine production by fenugreek seed extract in mice and rats. Pharmacol Res 1999; 40: 405-409.
  8. Sauvaire Y et al, Implication of steroid saponins and sapogenins in the hypocholesterolemic effect of fenugreek. Lipids 1991; 26: 191-197.
  9. Sharma RD et al, Effect of fenugreek seeds on blood glucose and serum lipids in type I Eur J Clin Nutr 1990; 44: 301-306.
  10. Sharma RD et al, Use of fenugreek seed powder in the management of non-insulin dependent diabetes mellitus. Nutr Res 1996; 16: 1331-1339.
  11. Sharma RD, Raghuram TC. Hypoglycaemic effect of fenugreek seeds in non-insulin dependent diabetic subjects. Nutr Res 1990; 10: 731-739.
  12. Sharma RD. Effect of fenugreek seeds and leaves on blood glucose and serum insulin responses in human subjects. Nutr Res 1986; 6: 1353-1364.

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