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Crescione | Nasturtium officinale

Il crescione d’acqua o nasturzio è una specie subcosmopolita presente in tutte le regioni d’Italia. E’ una pianta erbacea perenne appartente alla famiglia delle Brassicaceae. Fusto ascendente, glabro, ramoso in alto; foglie basali con picciolo di 3-5 cm, 2-3 coppie di segmenti laterali progressivamente ingrossati, i maggiori patenti o più o meno conniventi, ovali, oscuramente dentellati al margine; segmento terminale reniforme più grande; foglie cauline con picciolo più breve e segmento terminale subrotondo oppure ovale; racemi abbreviati; sepali brunastri, i due interni saccati alla base; petali bianco-lattei, più o meno patenti; antere gialle; silique 2 x 13-18 mm con semi reticolato-foveolati su due serie. Varia molto nelle dimensioni, secondo il mezzo dove vive e cresce, da pochi centimetri, nelle acque poco profonde, sino ad 1-2 m e più, nei corsi d’acqua.

Cresce in vegetazioni umide nei fossati, in piccoli corsi d’acqua, sulle rive degli stagni, su suoli fangosi a lungo sommersi, ricchi in basi, dal livello del mare alla fascia alpina. Le foglie giovani sono commestibili, soprattutto in insalate miste a causa del sapore molto marcato.

Pianta conosciuta sin dall’antichità per le sue molteplici virtù. Ricca di vitamine e sali minerali è un prezioso antianemico, antiscorbutico e decongestionante per il fegato. Comunemente usato nelle insalate, il crescione va adoperato fresco, perché la cottura o l’essiccazione lo privano di tutte le sue qualità depurative, diuretiche e corroboranti.

Dalla scuola salernitana il Nasturzio era considerato rimedio infallibile come odontalgico, caso nel quale veniva prescritto in decozione vinosa insieme con una corteccia di Melograno. Era inoltre ritenuto molto efficace per arrestare la caduta dei capelli e per favorirne la crescita, scopo per il quale i preparati di Nasturzio vengono impiegati anche attualmente per la loro azione leggermente iperemizzante che determinano sul cuoio capelluto.

Ben nota era anche l’azione diuretica, depurativa e quella antiscorbutica, azione quest’ultima giustificata dal contenuto di vitamina C, la quale insieme con la vitamina A e con il carotene, è contenuta nella droga in proporzioni relativamente elevate.

L’azione modificatrice della secrezione bronchiale del succo di Nasturzio risulterebbe utile nella terapia delle bronchiti croniche con espettorazione muco-purulenta, azione verosimilmente dovuta all’olio etereo contenente isosolfocianato di feniletile al quale è dovuta anche l’azione iperemizzante posseduta in vario grado dai diversi derivati solfocianici contenuti nelle crucifere.

Il composto solfocianico contenuto nel Nasturzio sarebbe dotato infatti di un’azione iperemizzante più energica e più duratura di altri composti solfocianici a peso molecolare inferiore.

Da tener presente che la somministrazione di preparati di Nasturzio può provocare, specialmente nei soggetti particolarmente sensibili, forme di cistalgie transitorie ma molto penose, dovute verosimilmente, all’azione irritante del composto solfocianico contenuto nell’essenza soprattutto nei casi in cui la droga venga ingerita cruda, mentre dopo cottura essa risulta perfettamente tollerata.

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