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Ginepro | Juniperus communis L. + var.

Juniperus L., più comunemente noto come ginepro, è un genere di piante della famiglia delle Cupressaceae, comprendente 60 specie legnose, arboree e arbustive, tra cui sette spontanee della flora italiana e adatte alla selvicoltura. Il genere è diffuso praticamente in tutto l’emisfero boreale (bacino del Mediterraneo, Africa settentrionale, Europa, Caucaso – Antille, Nord America – Giappone, Cina, Himalaya).

Le proprietà aromatiche delle bacche del ginepro sono note già dall’epoca dei Greci e dei Romani, che le usavano per insaporire le carni. Ancor oggi le bacche sono usate per aromatizzare la cacciagione, arrosti, stufati e ripieni e per la preparazione di liquori; il distillato di ginepro è infatti alla base del “gin”. Se, per cuocere le carni alla griglia, viene usata della legna di ginepro, questa comunica ai cibi il suo aroma.

Per disinfettare la bocca e combattere l’alitosi si possono masticare 5 o 6 bacche fresche al giorno; sempre con le bacche fresche si prepara un decotto che favorisce la digestione e può risultare utile nel caso di malattie respiratorie. Poiché può nuocere ai reni il decotto di ginepro va però sempre assunto, per uso interno, sotto stretto controllo medico. Se viene usato esternamente, per esempio aggiungendolo all’acqua del bagno, non presenta alcuna controindicazione ed è tonificante e riscaldante. L’intera pianta, se viene bruciata, deodora e rinfresca gli ambienti.

La droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali, è costituita dai galbuli, detti comunemente bacche o coccole, le quali  contengono un’alta percentuale di olio essenziale, che contiene mircene, sabinene, pinene alfa e beta, 1,4-cineolo, 1-terpinen-4-olo, canfene, thujene, thujopsene, limonene, borneolo, geraniolo e cadinene. Inoltre sono presenti acidi diterpenici: acido communico, acido torulosico, acido isopimarico, acido sandaracopimarico. Il terpinen-4-olo ed altri diterpeni dell’olio stimolano l’epitelio renale secernente, conferendo proprietà diuretica volumetrica. Il ginepro, inoltre, ha dimostrato di possedere proprietà antisettiche (in caso di infezioni delle vie urinarie basse, azione batteriostatica verso stafilococco aureo, streptococco piogeno, Escherichia coli e Salmonella typhi.)  e antivirali (nei confronti dell’Herpes simplex virus).

Grazie alle proprietà stomachiche e carminative di cui è dotato, il ginepro può essere impiegato come rimedio per contrastare i disturbi dispeptici. Da tener presente però la potenziale tossicità dell’olio essenziale di ginepro. In effetti, in seguito al sovradosaggio o all’utilizzo eccessivo per lunghi periodi di olio essenziale di ginepro, possono manifestarsi sintomi da intossicazione, quali: dolore nella zona renale, spiccato aumento della diuresi, ematuria, albuminuria, tachicardia, ipertensione. In alcuni rari casi possono anche manifestarsi convulsioni e metrorragia.

Un’altra serie di principi attivi è costituita dai flavonoidi: tannini, juniperosidi, apigenina, rutina, ipolaetina-7-pentoside, gossipetina-glucopentoside, quercitrina. A questa componente della pianta si attribuiscono le proprietà antiossidanti, ipoglicemizzanti ed eupeptiche, che ne giustificano l’impiego popolare in caso di diabete e coliche intestinali.

Nella tintura usata esternamente, i suddetti composti conferiscono potere antinfiammatorio in caso di nevralgie o dolori reumatici. L’altra componente viene assegnata al pinene, che è stato scoperto inibire in vitro la sintesi di alcune citochine infiammatorie a livello delle cellule della cartilagine umana o condrociti.

I preparati di ginepro non devono essere usati in caso di a) insufficienza renale, glomerulonefriti e ipersensibilità accertata verso uno o più componenti; b) gravidanza ed allattamento; c) insufficienza renale grave. Infine possono interagire con ipoglicemizzanti orali e diuretici.

Nella medicina popolare, il ginepro è impiegato internamente per il trattamento delle infiammazioni delle vie urinarie inferiori, della gotta e dell’arteriosclerosi; oltre ad essere utilizzato come rimedio per regolarizzare il ciclo mestruale e ridurre i dolori associati alle mestruazioni. Esternamente, invece, il ginepro viene sfruttato dalla medicina tradizionale per contrastare i reumatismi.

La pianta trova impieghi anche nella medicina omeopatica, dove la si può trovare sotto forma di granuli, gocce e macerato glicerico. In questo campo, il ginepro viene utilizzato come rimedio contro disturbi delle vie urinarie inferiori, cistiti, calcoli renali e disturbi digestivi.

La quantità di rimedio omeopatico da assumere può variare da individuo a individuo, anche in funzione del tipo di disturbo che si deve trattare e del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che s’intende utilizzare.

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