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Liquirizia | Glycyrrhiza glabra L.

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.) è una pianta erbacea perenne, alta fino a un metro, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, nonché il nome dell’estratto vegetale ottenuto dalla bollitura del suo fusto sotterraneo. Il termine glycyrrhiza deriva dal greco “glicos – rhizos” che significa “radice dal gusto dolce”.

La radice di liquirizia ha sempre destato un grande interesse sia per il suo gusto che per il suo valore come una delle migliori piante officinali tradizionalmente utilizzate in erboristeria; originaria del Mediterraneo, è usata in Asia da circa 5.000 anni per curare tosse, intossicazioni alimentari e disturbi al fegato.

Cinque sono le varietà più conosciute:

  • Glycyrrhiza glabra typica: detta anche Liquirizia di Spagna, che cresce in Italia, Grecia e Spagna. E’ la qualità più pregiata contenente per lo più glicirrizina, il principio attivo dell’estratto di liquirizia;
  • Glycyrrhiza glabra glandulifera: detta anche Liquirizia di Russia, diffusa nelle zone orientali dell’Europa, nella Russia meridionale e in Asia minore;
  • Glycyrrhiza echinata: o Liquirizia ungherese;
  • Glycyrrhiza glabra violacea: dai fiori di colore viola, detta anche Liquirizia Turca o Liquirizia Persiana, per le zone dove cresce;
  • Glycyrrhiza uralensis: detta anche Liquirizia cinese, a basso contenuto di zucchero.

La liquirizia è utilizzata in erboristeria e nella medicina cinese, in cucina per la preparazione di dolci, caramelle e tisane, ed infine è utilizzata come additivo per le sigarette insieme al cacao. Viene utilizzata quindi a scopo sia alimentare che fitoterapico; se ne utilizzano le radici, ricche di zuccheri, resine, minerali e importanti flavonoidi. Le sue radici sono raccolte nel periodo autunnale e invernale.

La liquirizia è ricca di costituenti chimici: saponine triterpeniche (glicirrizina); flavonoidi (liquiritina, isoliquiritina); fitosteroli; glucidi; cumarine; tannini; acidi benzoici; resine. Il principio attivo più importante è la glicirrizina.

In via generale, alla liquirizia – più in particolare, alla sua radice e ai suoi estratti – vengono attribuite numerose proprietà, fra cui quelle

  • antiossidanti: la liquirizia favorisce la riduzione di trigliceridi e transaminasi nei tessuti del fegato e l’aumento del glicogeno epatico; assicura infine un’adeguata protezione al fegato;
  • antiinfiammatorie;
  • emollienti;
  • gastro-protettive: la liquirizia svolge azione citoprotettiva, antinfiammatoria e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale (azione anti-ulcera), formando un sottile film protettivo della mucosa gastrica; inoltre aiuta a migliorare i disturbi dell’apparato gastrointestinale, compresi aerofagia, stitichezza, digestione lenta.
  • dimagranti: avendo un effetto saziante della fame la liquirizia può essere utilizzata come stratagemma per placare gli attacchi di fame;
  • espettoranti ed antimicrobiche, che la rendono utile nelle affezioni dell’apparato respiratorio;
  • antibatteriche ed antivirali. In particolare, sembra che la glicirrizina sia in grado di inibire in cellule umane la replicazione del virus HIV e del coronavirus associato alla SARS;

La liquirizia può aumentare i livelli serici di corticosteroidi ed aumentare la possibilità di reazioni avverse, a cominciare dalla ipertensione. Più precisamente, la glicirrizina e l’acido glicirretico sarebbero in grado di inibire l’enzima 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi deputato alla conversione del cortisolo in cortisone, con conseguente aumento dei livelli di cortisolo che, a sua volta, è in grado di esercitare un effetto simile a quello dell’aldosterone, interagendo con i recettori mineralcorticoidi. Tutto ciò si traduce in una diminuzione dei livelli plasmatici di potassio e in un aumento di quelli di calcio, con conseguente comparsa di ipertensione. Per questo motivo la liquirizia può essere assunta solo saltuariamente, facendo attenzione a non superare il dosaggio di 2 mg/kg al giorno di glicirrizina (cosa che può capitare assumendo caramelle alla liquirizia o lassativi ricchi di estratti di concentrati di liquirizia). Inoltre la glicirrizina ha effetti collaterali sull’equilibrio dei sali minerali nel corpo; un abuso di liquirizia, quindi, può provocare ritenzione idrica, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e astenia. Pertanto le persone con ipertensione o predisposte a ipertensione, ad edemi, i diabetici, le donne in gravidanza o in allattamento, devono fare attenzione ad evitare l’uso prolungato di estratti di questa pianta; analoga attenzione va prestata da persone con epatopatie colestatiche, cirrosi epatica, ipopotassiemia e grave insufficienza renale.

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