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Piccoli Frutti

I frutti di bosco appartengono al VI e VII gruppo degli alimenti, in quanto particolarmente ricchi di vitamina C (anche se non mancano modeste concentrazioni di carotenoidi ed alcune vitamine del gruppo B).

I frutti di bosco sono anche ricchi di fibre, acqua, sali minerali, sostanze fenoliche e fruttosio, ma soprattutto sono ricchi di polifenoli (antocianine del gruppo dei flavonoidi) delle molecole fondamentali antiossidanti, antinfiammatorie, antinvecchiamento utili per arginare i danni causati dai radicali liberi e per prevenire patologie croniche, oltre che per migliorare le capacità cognitive.

Il gruppo dei frutti di bosco non è ben definito e al suo interno possono essere collocati tutti i frutti tipici della macchia boschiva. I più rappresentativi sono senz’altro: fragoline di bosco (frutti della F. vesca), lamponi (frutti della R. idaesus), more di rovo (frutti del R. ulmifolius), mirtilli rossi, neri e ossicocchi (frutti delle piante Genere Vaccinium), ribes rossi o neri ed uvaspina (frutti delle piante Genere Ribes); d’altro canto, potrebbero rientrare nella stessa categoria anche amarene (frutto del P. cerasus), more di gelso (frutti del M. nigra M. alba), bacche del sambuco nero (frutti del S. nigra) ecc…

Per frutti rossi si intendono i frutti di bosco, come fragole, more, mirtilli, lamponi, ribes rossi e ribes neri, ma anche la ciliegia, l’uva spina e in generale le bacche rosse.

Sono diversi per sapore e stagionalità (generalmente dall’inizio della primavera alla fine dell’estate) ma sono accomunati dal colore rosso, o comunque scuro, che testimonia la presenza di una serie di nutrienti con effetti benefici per la salute e la forma fisica.

I frutti rossi sono infatti ricchissimi di antiossidanti, in particolare di flavonoidi, polifenoli, carotenoidi, antociani e vitamine C ed E, che aiutano a contrastare i danni da radicali liberi, lo stress ossidativo e la degenerazione cellulare, oltre a rendere più forti le difese immunitarie. Hanno anche un buon contenuto di vitamine come la A e quelle del gruppo B, soprattutto l’acido folico (B9).

Sono anche una fonte di sali minerali, come ferro, calcio e potassio, e di fibre, che favoriscono il senso di sazietà e il transito intestinale.

La terminologia corretta vorrebbe che l’uso del termine “frutti di bosco” sia riservato a tutti quei frutti che si sviluppano e crescono spontaneamente in particolari condizioni climatiche e ambientali, come il sottobosco di alcune zone montane. Tra questi ci sono mirtilli, lamponi e ribes nelle loro varianti selvatiche, ma anche amarene, visciole e bacche come quelle del sambuco. È una terminologia che sicuramente, per molti, evoca anche un particolare immaginario, spesso di tipo affettivo.

In realtà, il termine corretto per parlare di mirtilli, lamponi, more, ribes rosso, ribes bianco e baby kiwi coltivati (non, quindi, cresciuti spontaneamente) è “piccoli frutti”. Il motivo è semplice: nella quasi totalità dei casi i frutti presenti sugli scaffali del supermercato, sui banchi del fruttivendolo o del mercato (così come quelli che ordinate online) non sono cresciuti in un bosco.

Il ricorso alla lingua inglese ritorna utile perché diventa tutto più semplice: in inglese, il termine “berries”, “bacche”, permette di parlare senza problemi di tutti questi frutti, siano essi spontanei o meno, comprese le fragole e ad eccezione delle ciliegie.

Allora con il termine “piccoli frutti” si identifica un gruppo molto vario di frutti, di colore rosso, blu o viola, dalle dimensioni ridotte, edibili e nella maggior parte dei casi altamente deperibili. Usare la vecchia terminologia, frutti di bosco, è pertanto divenuto fuori luogo, in quanto la quasi totalità dei “berries” commercializzati sono prodotti seguendo appropriate tecniche colturali. Le specie di piccoli frutti più diffuse e commercializzate nell’ambito del settore ortofrutticolo europeo e mondiale sono la fragola, il lampone (nero o rosso), il ribes (nero, rosso o bianco), l’uva spina, la mora, il mirtillo, la fragolina di bosco.

A queste possono essere affiancate specie la cui coltivazione è in netto incremento, quali l’olivello spinoso (Hippophae rhamnoides), impiegato sostanzialmente per la produzione di succhi, e il goji (Lycium barbarum e L. chinensis L.), di recente introduzione nel nostro Paese ed i cui frutti vengono commercializzati quasi totalmente dopo disidratazione.

Esistono numerose altre specie di “piccoli frutti” di minore importanza economica, derivati da ibridazioni interspecifiche, quali boysenberry (ibrido lampone x mora), josta (ibrido uva spina x ribes nero), loganberry (ibrido mora x lampone) ed altri ancora, spontanei o la cui coltivazione è in fase iniziale, tra cui il camemoro (Rubus chamaemorus L., cloudberry), l’aronia (Aronia melanocarpa), specie spontanea in zone continentali fredde, il mirtillo “nero” (Vaccinium myrtillus L.), tipico di zone montane in Italia, il mirto (Myrtus communis L.), tipico delle zone costiere mediterranee, il calafate (Berberis microphylla Forst.), ben noto in Patagonia per le sue proprietà nutraceutiche e l’açai (Euterpe oleracea Mart.), tipica specie delle zone tropicali.

Sono piccoli frutti:

Frutto Nome botanico Termine in inglese
açaí Euterpe oleracea açaí
amla Phyllanthus emblica emblic o Indian gooseberry
aronia Aronia arbutifolia e Aronia melanocarpa chokeberry
boysenberry – lampone rosso Rubus idaeus x Rubus ulmifolius boysenberry
calafate Berberis microphylla G. Forst. box-leaved barberry, Magellan barberry, box-leaf barberry
camemoro – Rovo artico Rubus chamaemorus cloudberry
corbezzolo Arbutus unedo arbutus
corniolo Cornus mas dogwood
crespino Berberis vulgaris barberry
fragola Fragaria strawberry
fragola di bosco Fragaria vesca wild strawberry
goji Lycium barbarum o Lycium chinense wolfberries
jostaberry Ribes nigrum x Ribes uva-crispa Ribes × nidigrolaria
kiwiberry Actinidia arguta Mini kiwi, baby kiwi
lampone Rubus idaeus raspberry
lampone nero Rubus occidentalis black raspberry
loganberry Rubus × loganobaccus loganberry
mirtillo gigante Vaccinium corymbosum blueberry
mirtillo rosso Vaccinium vitis-idaea lingonberry
mirtillo selvatico Vaccinium myrtillus wild blueberry
mirtillo siberiano – Haskap o caprifoglio turchino Lonicera caerulea var. kamtschatica honeyberry o blue honeysuckle
mora Rubus fruticosus blackberry
mora di gelso bianca Morus alba white mulberry
mora di gelso nera Morus nigra black mulberry
mora di gelso rossa Morus rubra red mulberry
olivello selvatico Elaeagnus rhamnoides sea-buckthorn
ossicocco – mortella di palude Vaccinium oxycoccos cranberry
pero corvino Amelanchier ovalis juneberry
pineberry Fragola-ananas
ribes bianco Ribes sativum white currant
ribes nero Ribes nigrum black currant
ribes rosso Ribes rubrum red currant
rosé berries
salmonella Rubus spectabilis salmonberry
sambuco nero Sambucus nigra elderberry
tayberry Rubus fruticosus x idaeus
uva spina Ribes uva-crispa gooseberry
youngberry Rubus ursinus
amarena Prunus cerasus
ciliegio Prunus avium
gelso bianco Morus alba
gelso nero Morus nigra
mirto Myrtus communis L. myrtle
mora o rovo Rubus ulmifolius
ossicocco americano Vaccinium macrocarpon
visciole Prunus cerasus

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