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Aronia | Aronia arbutifolia e Aronia melanocarpa

L’Aronia è un genere botanico della sottofamiglia delle Maloidee, famiglia delle Rosacee che comprende circa 9 specie. Le specie più diffuse sono l’Aronia arbutifolia e l’Aronia melanocarpa (detta aronia nera).

Originaria del Nordamerica orientale, pare essere stata introdotta nell’agricoltura europea agli inizi del ‘900 dal biologo e coltivatore russo Ivan Mičurin.

Aronia deriva dal greco aria che significa sorbo o nespola. Melanocarpa deriva dal greco melanos che significa “nero” e karpos il “frutto”.
Arbutifolia si riferisce alle foglie che ricordano quelle del corbezzolo. In inglese, il chokeberry è chiamato chokeberry perché gli uccelli tendono a soffocarci sopra.

Si tratta di cespugli o arbusti decidui, a crescita rapida, formano cespi estesi, che raggiungono da 2 a 3  m di altezza in Aronia arbutifolia, più densi, bassi e compatti in Aronia melanocarpa. Come suggeriscono i loro nomi latini, il primo ha foglie lanceolate e dentate che ricordano quelle del corbezzolo e il secondo si distingue per i suoi grappoli di bacche nere a maturazione. Il radicamento superficiale è formato da sottili radici fibrose che si depositano facilmente nella lettiera di un bosco.

Le foglie sono alterne, semplici, ovali e finemente dentate, lunghe da 4 a 8  cm, con picciolo abbastanza corto. Quelli dell’Aronia nera (Aronia melanocarpa) sono di un verde più opaco di quelli dell’Aronia a foglia di fragola (Aronia arbutifolia). Il fogliame è adornato da sfumature rosso fuoco, a volte leggermente violacee, molto decorative in autunno. Il loro habitat è rappresentato da boschetti, pendii umidi e il sottobosco leggero.

Aronia è un arbusto popolare nei giardini come pianta ornamentale o per la produzione di frutta.

I frutti, della dimensione di un pisello e spesso ricoperti da cera, possono ricordare i mirtilli nell’aspetto, ma non nel gusto che è molto più aspro. La maturazione avviene in autunno ed un periodo di gelo addolcisce il loro gusto; tuttavia risultano più che altro adatti a fare marmellate. I piccoli pomi vengono sia trasformati in succhi, sia consumati come l’uva passa, parzialmente essiccati.

I frutti, commestibili, impiegano quasi 3 mesi per maturare. È importante raccoglierli prima che l’alto cespuglio si spezzi. I frutti sono molto macchianti. La produzione inizia su piante di 3-4 anni cresciute da seme e raggiunge il picco dopo 7 anni. Le rese possono raggiungere i 2,4 kg per pianta. Si possono conservare fino a 2 settimane in frigorifero oppure possono essere congelati, essiccati (il loro potere antiossidante è quindi 4 volte maggiore), cotti in crosta.

Per via dell’elevato contenuto di flavonoidi, vitamina K e vitamina C, l’aronia era considerata sia in Polonia che in Russia una pianta medicinale.

Le bacche di una delle specie vengono usate come sostituto di coloranti alimentari, tipicamente il rosso cocciniglia A, per via dell’intenso colore rosso.

Il contenuto di antociani è di 1,480 g per 100 g facendone la pianta con la maggiore concentrazione.

L’aronia nera ha proprietà legate al contenuto di vitamine C e K e sali minerali, anche se sono gli antociani, polifenoli e flavonoidi contenuti nelle bacche di Aronia melanocarpa a conferirle particolari proprietà antiossidanti. Di qui i benefici nel ridurre il rischio di patologie croniche da radicali liberi, del cancro del colon-retto, delle malattie cardiovascolari, delle  infiammazioni oculari (uveite).

L’aronia è considerato dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti d’America il secondo fra gli alimenti per proprietà antiossidanti.

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