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Enotera | Oenothera biennis

L’enotera o Enagra comune (nome scientifico Oenothera biennis L., 1753) appartenente alla famiglia delle Onagraceae; è una pianta biennale, alta oltre un metro, dai vistosi fiori gialli, nativa delle regioni del Nord America ma ormai diffusa anche nelle regioni temperate dell’Europa. E’ anche  conosciuta col nome comune Bella di notte (perché i suoi fiori sbocciano di sera), Primula della sera, Rapunzia, Onagro, o “prosciutto dei giardinieri“, forse per l’uso culinario che si faceva dei giovani germogli e delle tenere radici, che erano consumate in insalata, mentre le radici più grandi e mature erano consumate cotte.  Oggi generalmente la “Enagra comune” viene impiegata nel giardinaggio in quanto specie decorativa e di facile impianto. Esiste una varietà (o cultivar) a grandi fiori.

Il fusto è eretto, non ramificato o con qualche ramificazione nella parte apicale. Ha foglie lanceolate, verde chiaro, riunite in una rosetta basale. I fiori sono grandi, di colore giallo, solitari, a quattro petali che fioriscono da giugno a settembre. A volte fiorisce già a partire dal primo anno. Particolare peculiarità dei fiori di Enotera è che questi si aprono dopo il tramonto o quando vi sono giornate coperte. I semi invece, maturano nel periodo che va da agosto ad ottobre.

Originaria dell’America del Nord, cresce ormai spontanea anche nelle regioni temperate dell’Europa, in particolare su terreni sciolti e in posizioni soleggiate. I nativi americani utilizzavano la sua radice come antinfiammatorio per il trattamento di gonfiori ed ematomi. L’enotera è stata introdotta in Europa nel XVII secolo, diventando un diffuso rimedio popolare, con la fama di pianta medicinale, tanto che in inglese viene chiamata king’s cure all cioé “panacea del Re“.

Il binomio scientifico attualmente accettato, Oenothera biennis, è stato proposto da Carl von Linné, nell’anno 1735, accostando due termini greci: oinos “vino” e thèra “desiderio”, che potrebbe significare “desiderio di bere vino”. Secondo alcune fonti, questa scelta fu legata al fatto, che anticamente la radice veniva usata come ingrediente aromatizzante, nella preparazione di alcuni vini. Teofrasto riteneva che le radici della pianta avessero un odore vinoso e, mescolate ad una bevanda, il potere di calmare gli animali più feroci, oltre che essere antitossiche. Il nome specifico, biennis, si riferisce si riferisce al fatto che la pianta raggiunge il pieno sviluppo al secondo anno, quando può arrivare anche a due metri di altezza. Nel 1919, Heiduschka e Lüft estrassero per la prima volta l’olio di semi di enotera, isolando il suo più importante principio attivo, l’acido γ-linolenico, che descrissero come un acido linolenico insolito, cui diedero il nome “γ” (gamma-linolenico), conosciuto oggi come omega-6.

Le parti utilizzate della pianta sono l’olio ottenuto dai semi maturi dell’enotera e la pianta fresca raccolta all’inizio della stagione della fioritura.

Dalla spremitura a freddo dei semi bruni dell’arbusto viene ricavato il citato olio essenziale dall’aspetto giallo chiaro di odore e gusto gradevoli, ricco di proprietà curative, in quanto è ricchissimo in omega-6 o acido g-linolenico (7% al 10%), e altri acidi grassi insaturi, (acido linoleico/omega 3 e l’acido oleico/omega 9), che non possono essere sintetizzati dall’organismo umano. Altri composti sono mucillagini, fitosterolo, alcol cerilico, flavonoidi e tannino. Questi acidi grassi essenziali sono costituenti importanti dei fosfolipidi delle membrane cellulari, perché servono ad assicurarne l’elasticità e l’integrità. Per questa ragione l’enotera è impiegata nel trattamento dei disturbi della pelle, come la dermatite atopica, caratterizzata da intenso prurito, arrossamenti e desquamazioni; eczema atopico, eritema solare, scottatature; aiuterebbe anche a prevenire la formazione delle rughe e risulta efficace per mantenere l’idratazione e l’elasticità cutanea. Grazie alla sua capacità di inibire l’enzima 5-alfa-reduttasi sembra esercitare un certo effetto benefico nella prevenzione dell’acne, dell’ipertrofia prostatica e della caduta dei capelli.

L’olio di enotera è sensibile alla luce, all’aria e al calore ed è ben tollerato dalla maggioranza delle persone.

Gli acidi grassi essenziali di cui l’enotera è ricca sono inoltre precursori delle prostaglandine, sostanze fondamentali per quei processi ormonali femminili che provocano i disturbi tipici della fase premestruale. L’olio di enotera è perciò utilizzato per uso interno per contrastare la sindrome premestruale, caratterizzata da irritabilità, stati depressivi o ansiosi, tensione dolorosa al seno e ritenzione idrica; fino a patologie più gravi come la mastopatia fibrocistica (presenza di cisti nel seno), perché in grado di ridurre le dimensioni delle cisti mammarie di natura benigna, di ostacolarne la formazione, riducendo così la possibilità di recidive, dopo la loro asportazione chirurgica.

Infine questi principi attivi conferiscono la pianta azione fluidificante del sangue, perché precursori di processi coagulativi, come i trombossani, giustificando l’integrazione alimentare di olio di enotera nella prevenzione e nella cura del colesterolo e delle malattie cardiovascolari.

L’impiego della pianta in cucina viene fatto risalire a metà del 1600, quando iniziò la sua coltivazione come pianta commestibile; sia delle parti ipogee come insalata o crude che le radici giovani che anch’esse possono essere consumate come insalata. La radice grande invece, a termine fioritura, può essere bollita, al pari di una carota o barbabietola, e consumata come contorno.

L’uso dell’enotera dovrebbe essere evitato in pazienti epilettici, trattati con fenotiazine o altri farmaci con potenziale pro-convulsivante; come pure dovrebbe essere evitato in pazienti con disordini della coagulazione ed in quelli trattati con farmaci anticoagulanti [Natural Medicines Comprehensive Database]. Il rischio di sanguinamento può anche essere incrementato associando l’olio di enotera a piante con proprietà antiaggreganti piastriniche o anticoagulanti quali angelica, chiodi di garofano, Salvia milthiorrhiza, aglio, ginger, ginkgo, trifoglio pratense e curcuma [Natural Medicines Comprehensive Database].

Infine, diversi casi di convulsioni sono stati riportati in pazienti già in trattamento con olio di enotera sottoposti alla somministrazione di farmaci anestetici.

Ai pazienti che utilizzano prodotti a base di enotera viene pertanto raccomandato di interromperne l’assunzione nei casi di interventi chirurgici nei quali è previsto il ricorso ad anestesia generale.

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