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Tiglio officinale | Tilia platyphyllos

Con il nome di “tiglio” si identificano differenti specie appartenenti al genere “Tilia”, fra cui:

  • Tilia cordata (o tiglio selvatico);
  • Tilia platyphyllos (o tiglio nostrano)

Il tiglio nostrano, noto anche col nome di tiglio nostrale, è un albero caducifoglie della famiglia delle Tiliacee e al genere Tilia. È un albero longevo che supera il secolo di vita, alto fino a 40 m, a foglie caduche, cuoriformi, a margine seghettato, con la pagina inferiore pubescente, con ciuffetti di peli biancastri negli angoli delle nervature, che a maggio-giugno portano all’ascella i fiori profumati, forniti di brattea, di colore bianco-giallastro e riuniti in infiorescenze pendenti formate da 2-5 fiori ermafroditi, i frutti sono piccole capsule con costole sporgenti, ed endocarpo duro e legnoso. Cresce spontaneo in tutte le regioni calde d’Europa, prediligendo i boschi di latifoglie. Il legno di questo tiglio è usato al pari di quello dell’altra specie simile, Tilia cordata.

Il nome del genere tilia deriva da ptilon che significa ala, in riferimento alla forma della brattea che avvolge i fiori. Era considerato un albero sacro presso gli antichi popoli germanici.

Il tiglio è molto noto anche come pianta mellifera, è bottinata dalle api ottenendo un miele, spesso monofloreale, che ha cristallizzazione lenta.

La droga può essere costituita da 3 parti della pianta: fiori con brattee, gemme, alburno (si trova subito dopo la corteccia ed è la parte legnosa più giovane del tronco). Ognuna possiede proprietà specifiche e diverse dalle altre, per cui quando si utilizzano prodotti a base di tiglio è importate sapere quale parte della pianta è stata usata nella formulazione del prodotto.

Nelle foglie e nei fiori di tiglio sono presenti flavonoidi (fra cui, astragalina, isoquercitrina, kamferolo-3-O-ramnoside, quercitrina, tiliroside, rutina, iperosideafzelina, kampferitrina), cumarine, oli essenziali, acidi aromatici (caffeico, clorogenico, gallico) ed organici (malico, tartarico, acetico) mucillaggini, tannini e zuccheri e sono utilizzate in fitoterapia per combattere l’insonnia, tachicardia, nervosismo e mal di testa, dovuto a stati d’ansia e di stress, perché svolgono azione rilassante sul sistema circolatorio, provocandone un abbassamento della pressione, ben tollerata in gravidanza, in fase di allattamento e dai bambini.

Al tiglio vengono attribuite molte proprietà, fra cui quelle astringenti, diaforetiche, sedative, emollienti e, soprattutto, antispasmodiche e antitussive. Il tiglio è la pianta più indicata anche in caso di disturbi alle vie aeree dei bambini e degli adulti, perché le mucillagini contenute soprattutto nei fiori, conferiscono proprietà mucolitica e antinfiammatoria efficace in caso di tosse e catarro.

Il tiglio, per le sue proprietà rilassanti e ansiolitiche, è utilizzato come integratore naturale per l’insonnia; si rivela utile anche come calmante dei crampi allo stomaco e degli spasmi addominali, oltre a vantare modeste proprietà diuretiche e vasodilatatrici.

Gli estratti di foglie e/o fiori di tiglio vengono utilizzati all’interno di integratori alimentari generalmente proposti come rimedi per favorire il sonno e il rilassamento, spesso in associazione ad estratti di piante ad azione simile o complementare.

Anche il gemmoderivato, ottenuto dalle gemme fresche, si usa per la sua azione sedativa e ansiolitica sul sistema neurovegetativo, e ipotensiva sul sistema cardiocircolatorio, palpitazioni e ipertensione, causate da tensioni nervose e stress. Inoltre è un ottimo antispasmodico con effetti benefici sul apparato intestinale indicato in caso di sindrome dell’intestino irritabile.

Un altro effetto garantito dal tiglio è quello della riduzione della temperatura corporea, molto utile in caso di febbre, ottenuta attraverso un aumento della sudorazione. Benefìci per la pelle possono infine essere ottenuti grazie a un bagno o pediluvio.

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