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Mango | Mangifera indica

Il mango è un frutto esotico di tipo drupa che proviene da numerose specie di alberi tropicali appartenenti al genere Mangifera, coltivati prevalentemente per la loro frutta.

La maggior parte di queste specie si trova nella natura in maniera selvatica. Il genere appartiene alla famiglia Anacardiaceae degli anacardi. I mango in particolare sono autoctoni dell’Asia meridionale, da dove proviene il “mango comune” o il “mango indiano“, Mangifera indica, che è stato distribuito in tutto il mondo per diventare uno dei frutti più coltivati nei tropici. Altre specie di Mangifera (es. Mangifera foetida) vengono coltivate in luoghi differenti.

Il mango è il frutto nazionale delle Filippine, del Pakistan e dell’India, e anche l’albero nazionale del Bangladesh e dell’Australia.

L’albero del mango, propriamente chiamato Mangifera Indica, è una pianta sempreverde di origine indiana e leggenda vuole che quest’albero sia considerato sacro dagli Indù, che utilizzano le foglie del mango per adornare i propri templi. L’India è anche il principale produttore al mondo di questo prodotto, del quale esistono circa 400 specie.

Per quanto riguarda l’etimologia, la parola mango deriva da “mangai” o “mankay“, parole in lingua tamil originaria dell’India meridionale. A partire dal XVII secolo, il termine mango ha cominciato a essere diffuso con il significato di conservazione “sott’aceto/salamoia” o comunque di conservazione “in barattolo”, poiché durante gli antichi lunghi viaggi in mare il frutto veniva imbottigliato per essere conservato.

Il frutto del mango è caratterizzato da un gusto dolce, poco acidulo, che richiama i sentori di pesche e ananas ed è idoneo alla realizzazione di diverse ricette per gelati, granite, bevande analcoliche, dolci e dessert. Dal mango si può estrarre anche un gustoso succo, il che lo rende un alimento completo e versatile, dalle forti proprietà benefiche.

Forma, colore, consistenza della buccia e della polpa possono cambiare molto in base alla varietà e soprattutto alla specie – che può provenire da coltivazioni situate in diversi posti del mondo.

Il mango è un tipo di frutta particolarmente nutriente, ricco di zuccheri e con pochissimi grassi. Le peculiari proprietà del mango sono ampiamente riconosciute e il gusto intenso legato alle sue caratteristiche benefiche lo hanno elevato a un vero e proprio superfood, buono e salutare.

Tra le proprietà del mango fresco c’è il suo essere ricco di polifenoli: quercetina, acido gallico, catechine, acido caffeico, mangiferina, kaempferolo, xantoni e tannini. Il mango è ricco di vitamine, tra le quali spiccano soprattutto l’acido ascorbico (vitamina C), il beta carotene e luteina zeaxantina (retinolo equivalenti o RAE, provitamina A). Tali sostanze, come vedremo più avanti, conferiscono a questo frutto eccezionali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Il mango è ricco di acqua e la presenza di fibre è abbastanza consistente. Glutine e lattosio sono praticamente assenti e allo stesso modo non si riscontra la presenza di istamina.

Il mango apporta un valore energetico abbastanza elevato, costituito principalmente da carboidrati solubili, affiancati da quantità poco rilevanti di proteine e lipidi. I glucidi sono costituiti da fruttosio; i peptidi hanno basso valore biologico – non contengono cioè, tutti gli amminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni e quantità rispetto al modello proteico umano – e tra gli acidi grassi è apprezzabile una piccola quantità di acidi grassi essenziali del gruppo omega 3 e omega 6. Il profilo minerale del mango è invece meno ricco e nonostante la forte presenza di potassio non presenta alcun particolare contenuto nutrizionale.

In Italia il mango maturo si consuma fresco, con o senza buccia – anche a seconda della varietà o della specie – da solo o in associazione con altri frutti ed ingredienti. Dal mango si può estrarre il succo, tramite centrifugazione o estrazione, oppure una purea tramite il frullatore. Pertanto viene spesso utilizzato anche per la formulazione di gelati, granite, bevande analcoliche, dolci e dessert di vario tipo.

All’estero il mango acerbo cotto è un ingrediente molto utilizzato per alcuni contorni, per i “chutney” – salse vegetali piccanti e dense – e può anche venire conservato sottaceto. Maturo e a crudo è invece ottimo con peperoncino o salsa di soia. È nota una bevanda rinfrescante a base di mango, detta “panha”. La gelatina di mango o il mango cotto sono impiegati nella formulazione di piatti a base di “dhal” – zuppa di lenticchie – spesso in associazione ai peperoncini verdi. In Asia è parecchio diffuso il “mango lassi“, una salsa a base di mango maturo, latte grasso – una specie di crema di latte – e zucchero; “amras” è il nome di un succo denso di mango, con zucchero e latte, da servire con riso o pane. Dal mango maturo si produce un’ottima marmellata, la “mangada”. Alcuni impiegano il mango nella formulazione del curry. La “andhra aavakaaya” è una salsa aspra a base di mango acerbo crudo mescolato con polvere di peperoncino, semi di fieno greco, senape in polvere, sale e olio di arachide. I “gujaratis” – gruppo etnico indiano – utilizzano il mango per fare la “chunda” – conserva di mango tagliato finemente. Il mango spaccato in due si presta anche alla cottura in griglia, mentre attraverso una lavorazione col coltello assume una caratteristica forma a piccoli rettangoli. Il mango acerbo conservato, oltre che in barattolo – sott’olio, sott’aceto, sotto spirito –si può trovare esiccato e polverizzato, detto “amchur“. I frutti maturi, invece, vanno a costituire delle barrette di frutta secca simili a quelle fatte col guava – altro frutto esotico. Il mango disidratato può arricchire alimenti per la prima colazione come muesli ed avena. Nelle Filippine, il mango acerbo è consumato con “bagoong“, una salsa di pesce. Anche il “mangorind” – fette di mango maturo secco talvolta in combinazione a semi di tamarindo – è un prodotto commerciale molto popolare in tutta l’Asia. Il mango è diffusamente impiegato nella produzione di succhi di frutta, nettare, aromi, gelati e sorbetti, granite, torte ecc.

Una porzione da 100g di mango contiene 53 calorie, facendo di questo frutto l’alimento perfetto per diete ipocaloriche. Mangiare il frutto del mango comporta diversi benefici, attribuibili alle sue proprietà tra cui:

  • proprietà antiossidanti e antinfiammatorie grazie ad agenti tra i quali spiccano il lupeolo e alcuni fenoli come l’acido gallico e la quercetina, che possiedono comprovate capacità antinfiammatorie, utili a prevenire l’invecchiamento, proteggere dai radicali liberi; il mango fa bene alla vista, grazie alla presenza di vitamina A e dei suoi precursori (carotenoidi);
  • proprietà digestive, dovute alla massiccia presenza di sostanze come i terpeni e di numerosi enzimi e proteine. A questi elementi nutritivi si aggiunge una particolare ricchezza di acqua e di fibre che rende il mango un frutto particolarmente utile per l’equilibrio del sistema digerente. Allo stesso modo, l’effetto diuretico dell’acqua e del potassio favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso, ed è per questo che il frutto del mango è un alimento idoneo per chi soffre di ritenzione idrica e cellulite. Mangiare regolarmente una fetta di mango contribuisce a depurare l’organismo e a contrastare l’ipertensione, grazie alla sua capacità di riequilibrare i liquidi corporei
  • proprietà diuretiche, essendo ricco di fibre che lo rendono perfetto per regolare le varie funzioni dell’intestino, combattendo la stitichezza oltre che la ritenzione idrica;
  • proprietà antitumorali, in quanto il lupeolo, di cui il mango è ricco, aiuterebbe a contrastare la formazione di cellule cancerogene aiutando a prevenire l’insorgenza di tumori;

Infine il mango

  • combatte la stanchezza e lo stress fisico, grazie alla sua ricchezza di calcio, ferro, sodio, fosforo, magnesio, rame, manganese, zinco e potassio, tutti elementi nutritivi dall’accentuata funzione energizzante e ricostituente
  • combatte l’adipogenesi: l’assunzione della buccia di questo frutto sembra in grado di prevenire la formazione di cellule di grasso, impedendo così l’adipogenesi.

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