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Melograno | Punica Granatum

Il melograno (nome scientifico Punica granatum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Lythraceae (precedentemente in Punicaceae), originaria della regione compresa tra l’Iran e la catena himalayana, oltre presente sin dall’antichità nel Caucaso e nell’intera Macchia mediterranea. Il frutto viene chiamato melagrana ed è coltivato da molti millenni.

L’unica altra specie appartenente a Punica è la Punica protopunica (Melograno di Socotra), endemica dell’isola di Socotra, (Oceano Indiano). Differisce per avere fiori rossi, o rosa, di minori dimensioni, e frutti meno dolci.

Il nome melograno (punica granatum) deriva dal latino malum (mela) e granatum (che ha molti grani, semi). La forma del melograno ricorda in effetti quello della mela, ma con all’interno i numerosi chicchi dal gusto acidulo, chiamati arilli. Con il nome melograno si intende propriamente l’albero, il frutto viene chiamato melagrana.

Il nome di Genere Punica deriva invece dal fatto che la pianta fu importata  a Roma dalla regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese (popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); in effetti, punicus = “cartaginese, punico, fenicio” (i Fenici, che importarono la pianta dall’Iran, furono probabilmente i primi coltivatori a Cartagine, per cui i Romani la credettero originaria di quei luoghi; Plinio chiamava la pianta anche malum punicum = “mela cartaginese”, presumibilmente equivocando sulla sua origine) o da puniceus = “purpureo, scarlatto” [Virgilio et al.] (con allusione al colore del frutto ma soprattutto dei fiori e dei semi).

La Punica granatum è un grande arbusto o alberello cespuglioso a foglia caduca, eretto, con chioma arrotondata, a volte spinoso. Corteccia grigia che con il tempo si squama a chiazze più chiare, decorativa. Foglie opposte, oblunghe, di un bel colore verde brillante e lucide, con venature ramate da giovani, di una splendida colorazione gialla in autunno. Bellissima e vistosa fioritura estiva prolungata di fiori imbutiformi a 5 petali di colore arancio-rosso solitari o a mazzetti. Seguono frutti globosi giallo-rossi, molto decorativi sulla pianta, larghi fino a 12 cm., con all’interno semi rossi commestibili.

La radice del melograno (Punica granatum) è nota sin dall’antichità per le sue proprietà antielmintiche, in particolare nei confronti della tenia, attribuibili agli alcaloidi piperidinici. La melograna contiene il 78% di acqua, l’1,2% di grassi, 1,8% di proteine, il 4% di fibre, il 13,5% di zuccheri e lo 0,5% di ceneri. Il frutto del melograno è particolarmente ricco di sali minerali, quali potassio, manganese, zinco, rame, fosforo, ferro, magnesio, sodio, selenio e calcio, e vitamine B1, B2, B3, B5, B6, C, E, K e J (colina). È caratterizzato dalla presenza di sostanze benefiche per l’organismo come per esempio i flavonoidi, gli antiossidanti, vari tipi di acidi, tra cui l’acido ellagico e l’acido gallico, la punicalagina e la quercetina e altri principi attivi molto benefici che gli hanno fatto meritare il nome di “frutto della medicina”.

Da un punto di vista calorico 100 grammi di melagrana apportano 50-60 kcal.

Tra le proprietà e benefici del melograno rientrano:

  • vermifughe e antielmintiche, contro i parassiti intestinali; con le sue virtù antibatteriche e antivirali riduce gli effetti della placca dentale e protegge bocca e denti
  • astringenti antidiarroiche grazie alla presenza di tannino. A tale scopo vengono anche utilizzate le foglie della pianta per preparare un tè con cui si curano i disturbi digestivi.
  • anticoagulanti, antitrombotiche, antiallergiche, vasoprotettrici e gastroprotettrici; secondo taluni studi l’assunzione protratta nel tempo del suo succo sarebbe in grado di abbassare i livelli di colesterolo LDL, e aumentare il colesterolo HDL nel sangue, proteggendo il cuore dalla formazione di placche aterosclerotiche.
  • antiossidanti attribuibili alla presenza di flavonoidi e antocianine che potrebbero giustificare un possibile ruolo della pianta nel trattamento dell’ipercolesterolemia e di patologie cardiovascolari
  • anti-aging ovvero anti-invecchiamento: fin dall’antichità questo particolare frutto è stato simbolo di abbondanza e longevità
  • antitumorali: attribuibili alla presenza di sostanze ad alta attività antitumorale come l’acido ellagico, i flavonoidi ed altre sostanze con proprietà antiossidanti che sembrano siano in grado di uccidere le cellule tumorali e di rallentarne la velocità di replicazione, giustificando un potenziale utilizzo del succo di melograno nel trattamento adiuvante del tumore mammario o prostatico
  • antidepressive: sembra che alcune sostanze contenute nel succo stimolano i recettori della serotonina.

Se i frutti sono particolarmente maturi, vi è un’elevata quantità di fitoestrogeni, utili nel combattere i sintomi della menopausa, come le vampate di calore, gli sbalzi d’umore, il nervosismo e il calo della libido.

Le proprietà benefiche di questo frutto sono innumerevoli e può essere inserito nella dieta come frutto nelle insalate, nei primi piatti (risotto alla melagrana), nelle pietanze (salmone alla melagrana) o come frutto in quanto tale per assaporare il sapore acidulo e dolce insieme.

Studi in vitro, condotti su epatociti umani e in vivo, su animali da esperimento, hanno evidenziato la capacità del succo di melograno di inibire l’attività delle isoforme CYP3A e CYP2C9 del citocromo P450 con una potenza simile a quella osservata per il succo di pompelmo. In un recente studio è stato infine dimostrato che la melograna riduce anche l’espressione del CYP1A2. Sulla base di tali dati, il succo di melograno dovrebbe essere utilizzato con cautela nei pazienti sottoposti alla somministrazione di farmaci metabolizzati da questi sistemi enzimatici anche se allo stato attuale non sono noti casi di interazioni tra farmaci ed estratti della pianta.

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