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Felce maschio | Dryopteris filix-mas

La felce maschio (Dryopteris filix-mas) è una pianta appartenente alla famiglia Dryopteridaceae. È una delle felci più comuni nei boschi ombrosi e freschi di castagno e di quercia. Forma rigogliosi cespugli che superano anche 1 m di altezza. Ha foglie monopennate, lunghe oltre 1 m, disposte a stella, pinnule frastagliate con bordi seghettati, sori reniformi. Viene utilizzata anche come ornamentale nei giardini e nei vasi. Cresce ai margini dei ruscelli, su pietraie e in prati di altitudine, su suoli profondi e umiferi, piuttosto ricchi in composti azotati, dal livello del mare (ove è rara) alla fascia subalpina. I rizomi sono tossici e un tempo erano ampiamente usati come vermifugo. Il nome generico deriva dal greco “drys” (quercia) e “pterís” (ala, felce), e significa “felce delle querce”; il nome della specie allude alle fronde più tenaci di quelle della felce femmina.

Il nome deriva dal genere Dryopteris, dal greco drys (quercia) e pteris (felce); gli antichi greci designavano con questo nome una felce che cresceva alla base delle querce.

La droga vegetale è costituita dal rizoma suddiviso in pezzi cilindrici lunghi fino a 15 cm e del diametro di 2 cm. Alla superficie porta le palee, le radici avventizie e anche la base dei piccioli fogliari e risulta di sapore prima dolciastro e poi nauseante.

I principi attivi sono contenuti nell’oleoresina secreta dai piccoli peli unicellulari interni; da questa vengono estratti l’essenza e l’olio contenenti i derivati del floroglucinolo il cui insieme costituisce la filicina (24% dell’oleoresina).

Proprietà curative: la filicina è soprattutto attiva come antielmintico (in particolare contro la tenia) se assunta insieme a un purgante salino; risulta però assai tossica se assorbita a livello intestinale (non ingerirla a stomaco pieno, insieme ad alcool o a un purgante oleoso quale l’olio di ricino).

L’uso attuale è soprattutto veterinario mentre quello umano è abbandonato.

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