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Cappero | Capparis spinosa

Il cappero è un piccolo arbusto alto fino a 80 cm; rami molto allungati, da decombenti ad ascendenti, legnosi nella porzione basale. Contrariamente a quanto si pensa, la parte edibile più conosciuta, che viene volgarmente detta “cappero“, non è il frutto, bensì il bocciolo fiorale non ancora schiuso, che va presto raccolto perché sboccerebbe nell’arco delle 24-48 ore successive alla sua comparsa.

I fiori, intensamente profumati, sono ermafroditi, inseriti singolarmente con un lungo peduncolo all’ascella delle foglie superiori; essi hanno 4 sepali cocleariformi verdi-arrossati, caduchi, e 4 petali obovati, molto grandi, di colore bianco o bianco-roseo. Stami numerosi di colore violaceo verso l’apice, biancastri alla base; l’ovario è portato da un lungo ginoforo e contiene numerosi ovuli, lo stigma è sessile; la fioritura può protrarsi per diversi mesi: da maggio a settembre si formano bottoni floreali ad ogni ascella fogliare. I frutti sono delle bacche ovoidali-allungate o, più di rado, piriformi, dapprima verdi, e poi, a maturazione, rossicce; contengono molti semi reniformi di colore nerastro, immersi in una polpa appiccicosa. Anche i frutti sono comunque, commestibili.

La pianta cresce sui muri a secco, negli anfratti, sulle rocce, preferibilmente in vicinanza del mare, su suolo calcareo, dal piano fino a 1000 m di quota. Sembra sia la lucertola, ghiotta del succo dei frutti dei capperi, a portarne in giro i semi che le restano appiccicati al corpo, e seminarli negli anfratti dei muri, facendo germinare nuove piantine.

I capperi sono utilizzati in gastronomia da millenni: si raccolgono ancora chiusi e si conservano in macerazione sotto sale o sotto aceto. I capperi sono solitamente usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta. I capperi, consumati prima dei pasti, costituiscono un eccellente aperitivo, che stimola l’appetito.

Anche i frutti si possono mangiare, ma hanno un sapore meno intenso, più delicato. I frutti, dopo il trattamento sotto sale o aceto, si usano per insaporire pietanze a base di pesce, insalate e per fare salse da accompagnare alle carni. Il frutto è detto cucuncio, cocuncio o capperone, e si trova in commercio sotto sale, sott’olio o sotto aceto. È usato tradizionalmente nella cucina eoliana per condire piatti di pesce. Gli eoliani usano anche dissalare i cucunci o i capperi e consumarli al pari di una qualsiasi verdura, di solito in insalata. In ambito culinario vengono utilizzate anche le giovani foglie come insalata, previa cottura per pochi minuti in acqua bollente.

L’ampia diffusione in Sicilia e l’uso tradizionale che se ne fa nella cucina siciliana hanno portato i capperi ad essere inseriti nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) come prodotto tipico siciliano. Il Cappero di Pantelleria ha invece ottenuto l’Indicazione geografica protetta (IGP).

La pianta contiene alcaloidi, carboidrati, colina, acidi organici, arabinosio, proteine (foglie e semi), flavonoidi (quercetina, rutina), tannino. I capperi contengono più quercetina in rapporto al peso di ogni altra pianta.

In erboristeria è utilizzata la corteccia della radice. I principi attivi hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni.

Accreditato nell’antichità di un potenziale afrodisiaco il cappero è usato come un analgesico, antielmintico (vermifugo), depurativo, diuretico, espettorante, tonificante, vasocostrittore. Per uso interno, nel trattamento di infezioni gastrointestinali, diarrea, gotta e reumatismi. Esternamente per trattare alcune condizioni della pelle, specie la fragilità capillare. Dalla corteccia si estrae la “capperirutina”, utile nel trattamento antireumatico; l’estratto alcolico ha proprietà di analgesico ed antinfiammatorio. Decotti dalla radice sono stati utilizzati nella medicina tradizionale per trattare l’idropisia, l’anemia, l’artrite e la gotta.

L’olio di cappero, ottenuto dal frutto macerato in olio d’oliva, protegge dai raggi solari ed è un ottimo abbronzante. L’estratto di cappero può essere impiegato per proteggere l’epidermide da fattori di invecchiamento o per le punture di insetti o meduse, per arrossamenti da sudore o allergie da contatto.

Dalle gemme dei fiori si ricavano due estratti che hanno proprietà antistaminiche ed antiallergeniche. La rutina ha proprietà antiossidanti.

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