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Basilico | Ocimum Basilicum L.

Il basilico è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, normalmente coltivata come pianta aromatica. Originario dell’India, il basilico è utilizzato tipicamente nella cucina italiana e nelle cucine asiatiche in Taiwan, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Laos, per via del marcato profumo delle sue foglie, che a seconda della varietà può essere più o meno dolce o pungente.

Sono state classificate circa 60 varietà e cultivar di O. basilicum, che si differenziano per l’aspetto e l’aroma. La difficoltà nel classificare il basilico è dovuta principalmente alle caratteristiche polimorfiche della pianta e all’impollinazione incrociata, rendendo a volte dubbia l’identità botanica del basilico così come citata in diverse letterature.

Tra le varietà principali:

  • Basilico comune crespo ( basilicum ‘Crispum’), dalle grandi foglie dalla superficie increspata e dal profumo intenso.
  • Basilico classico o genovese ( basilicum ‘Italiano Classico’), rinomato in Italia per produrre il pesto. Ha un aroma di gelsomino, di liquirizia e di limone.
  • Basilico greco ( basilicum ‘Minimum’), dalle piccole foglie allungate, ha un profumo più dolce e meno pungente delle varietà a foglie larghe e si adatta meglio ai climi freddi.
  • Basilico tailandese ( basilicum var. thyrsiflora), l’aroma delle sue foglie ricorda la menta e il chiodo di garofano, e si utilizza con i frutti di mare e nelle minestre esotiche. Ha un profumo di liquirizia per il suo contenuto di estragolo.
  • Basilico porpora messicano ( basilicum ‘Purple Ruffles’), con foglie decorative di color porpora e fiori rosa pallido, ha un aroma dolce ed un po’ piccante, si può usare nelle insalate.
  • Basilico messicano ( basilicum ‘Cinnamon’), con un forte profumo di cannella e dai fiori color porpora.
  • Basilico Dark Opal ( basilicum ‘Dark Opal’), simile al basilico messicano, con sapore più intenso.
  • Basilico lattuga ( basilicum ‘Lettuce Leaf’) e basilico napoletano (O. basilicum ‘Napoletano’), varietà dalle foglie più grandi.

Al basilico vengono attribuite numerose proprietà: antispasmodiche, antiinfiammatorie, stimolanti, stomachiche (utili in caso di inappetenza), carminative e diuretiche. Il basilico è ricco di minerali, vitamine e aminoacidi. Costituenti chimici sono:

  • Olio essenziale ricco di estragolo (sino all’85%), linalolo, canfora, geraniolo, cinnamato di metile, acetato di linalile, eugenolo (in relazione ai vari chemiotipi);
  • Flavonoidi;
  • Acido caffeico e suoi derivati.

Studi eseguiti in India hanno dimostrato che il succo di basilico concentrato e prodotto in compresse riduce il gonfiore articolare nelle artriti ed abbassa il dolore dell’articolazione, inoltre viene usato come vermifugo; come infuso si rivela un ottimo digestivo; viene usato anche nei casi di ansia o insonnia, rafforza il sistema nervoso, è utile nella tosse, bronchiti, asma.

L’estratto di basilico eserciterebbe attività antiossidante e sarebbe in grado di svolgere un’azione citotossica in diversi tipi di cellule tumorali, attraverso un meccanismo d’induzione dei processi apoptotici.

In cucina, il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento. La cottura ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo profumo. Quando essiccato, perde completamente il suo sapore lasciando un debole profumo di fieno. Lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale, liberandone l’aroma. In frigorifero si può conservare per qualche giorno, avvolto in un canovaccio da cucina. Le foglie congelate conservano, invece, il sapore per diversi mesi.

Il basilico, essiccato o fresco, oltre che in cucina, può essere usato unicamente come correttore del sapore di tisane usate a scopo digestivo.

Nella medicina popolare, sarebbe utile per contrastare disturbi gastrointestinali, come senso di pienezza e flatulenza, e come rimedio per favorire la digestione, la diuresi e per stimolare l’appetito; al basilico viene infine ascritta una non comprovata attività galattogena.

Impacchi locali con foglie fresche di basilico, applicati sulla zona arrossata, placano le irritazioni cutanee e leniscono il prurito.

Inoltre, l’olio essenziale di basilico viene impiegato nella medicina tradizionale per il trattamento di dolori reumatici, dolori articolari, ferite, raffreddore e perfino per trattare la depressione; sempre l’olio ha mostrato di possedere attività antibatterica in vitro, da imputarsi, con molta probabilità, al linalolo in esso contenuto.

L’utilizzo di preparati a base di basilico è controindicato in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in gravidanza, durante l’allattamento e nei pazienti in età pediatrica. L’estragolo contenuto nell’olio essenziale della pianta ha dimostrato di possedere attività mutagena e cancerogena in vitro.

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