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Sedano di montagna | Levisticum officinale

Appartenente alla famiglia delle Apiaceae, il Levistico (Levisticum officinale) è un’erbacea perenne molto alta, capace di svilupparsi in natura e in condizioni ottimali di coltivazione almeno fino ai 2 m. I suoi fusti e le sue foglie, quest’ultime particolarmente fragranti, sono da sempre utilizzate in cucina per la preparazione di stufati, minestroni e insalate. Inoltre, negli orti di erbe aromatiche, è un’ottima pianta frangivento.

Oltre alla sua altezza, il Sedano di Montagna è un’erbacea caratterizzata da un fogliame composto e di una tonalità simile al verde scuro. Produce, in estate, precisamente nel mese di giugno, bei fiori a grappoli di colore giallo, a cinque petali. Diffuso dai 600 ai 1700 m s.l.m., in alcune aree dell’Italia settentrionale è facile “scovarlo” presso colline o vecchi casolari. Riconoscerlo è semplice, grazie soprattutto alla aromaticità del fogliame, particolarmente speziato.

Il levistico era conosciuto per le proprietà di “levare” ogni tipo di dolore, fin dai tempi dei Benedettini, che lo coltivavano nel “Giardino dei Semplici”. Ha una lunga tradizione nel nostro paese, in quanto specie rustica e molto apprezzata in cucina. Per questo motivo la pianta di levistico è conosciuta con diversi nomi volgari, come: erba Maggi, ligustio, appio montano, sedano di monte, prezzemolo dell’amore, sistra e sedanina.

Al levistico sono ascritte diverse proprietà, fra cui ricordiamo quelle diuretiche, carminative, emmenagoghe, sedative, antimicrobiche, antielmintiche. Ottimo rimedio nella cura della ritenzione idrica e degli edemi provocati da disturbi renali, l’olio essenziale di levistico pare sia in grado di esercitare un effetto spasmolitico sulla muscolatura liscia, grazie all’azione della ligustilide in esso contenuta. Infine, alla pianta è ascritta anche la capacità di alleviare i disturbi digestivi ed aumentare sia la secrezione salivare, sia la secrezione gastrica, azione, probabilmente, dovuta alle alchilftalidi contenute nell’olio essenziale e al caratteristico sapore amaro del levistico. Infatti, non è insolito che questa pianta trovi impiego all’interno di liquori digestivi o che venga utilizzata per la preparazione di tisane con indicazioni per il trattamento della dispepsia.

Nella medicina popolare, il levistico trova indicazioni per il trattamento di disturbi dispeptici, quali flatulenza, sensazione di pienezza, bruciore di stomaco ed indigestione, e per il trattamento dei disturbi mestruali. Altro impiego è quello come rimedio secretolitico in caso di affezioni catarrali del tratto respiratorio.

La medicina omeopatica, solitamente, utilizza questa pianta (facilmente reperibile sotto forma di granuli, gocce e tintura madre) in caso di infezioni delle vie urinarie, cistiti, disturbi dispeptici, flatulenza e crampi gastrointestinali. La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può essere differente fra un individuo e l’altro, anche in funzione della tipologia di disturbo da trattare e in funzione del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole impiegare.

In cucina le foglie di levistico sono da sempre apprezzate per l’aroma intenso e il sapore piccante e persistente. Era la pianta aromatica per eccellenza degli antichi Romani, che la usavano come noi oggi consumiamo il prezzemolo e il sedano comune.

Questo sedano di montagna è in grado di conferire un sapore gradevole alle insalate, alle minestre e alle carni. Per queste sue peculiarità, questa pianta è usata come componente essenziale dei dadi vegetali, con cui si prepara il brodo. I germogli si consumano da soli e risultano squisiti se conditi con olio extra-vergine d’oliva e aceto balsamico.

L’assunzione di levistico va evitata in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da infiammazioni dei reni e delle vie urinarie, in pazienti che presentano una ridotta funzionalità renale, in pazienti con edemi causati da insufficienza cardiaca e/o renale, in gravidanza e durante l’allattamento.

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