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Ruta | Ruta graveolens

La ruta comune (Ruta graveolens L.) è una pianta perenne della famiglia delle Rutaceae; una pianta a fusti ramificati, di 80 cm di altezza, con foglie glauche, tripennatosette alla base, meno divise all’apice dal colore verde-azzurro. Presenta fiori gialli, con il fiore centrale pentamero e gli altri tetrameri. Il frutto è una capsula subglobosa. Predilige i terreni aridi e pietrosi; è comune in Italia; anche spontanea al disotto dei 1000 metri di altitudine.

La ruta ha un aroma piacevole, non eccessivamente spiccato e viene utilizzata per aromatizzare liquori, come la grappa, per insaporire diverse pietanze e per le sue proprietà terapeutiche. I semi insieme alle foglie di menta vengono usati per aromatizzare la carne di selvaggina.

I componenti attivi sono costituiti da una serie di furanoacridoni, due alcaloidi acridonici (arborinina e evoxantina), cumarine e limonoidi. In particolare l’olio essenziale di Ruta graveolens contiene due componenti principali undecan-2-one (46,8%) e nonan-2-one (18,8%). Colture cellulari di Ruta graveolens producono il 3-(1,1-dimetilallil) cumarina), e l’estratto di acetato di etile delle foglie dà due furanocumarine, una chinolina alcaloide e quattro chinoloni alcaloidi; inoltre gli estratti cloroformici della radice, fusto e foglia mostrano l’isolamento di furanocumarine calepensine. I suoi derivati furocumarinici (bergaptene; psoraleni; xantoxantine; xantotoxina; isopimpinellina; rutamarina) sembrano contribuire all’attività farmacologica della pianta.

Ad eccezione della radice, vengono utilizzate tutte le parti della pianta raccolta durante la fioritura. La pianta è ricca di eterosidi, cioè glicosidi che aumentano la resistenza dei capillari sanguigni oltre a svolgere azione antispastica e diuretica; di flavonoidi ad attività antiossidante e antinfiammatoria; di fucumarine ad azione fotosensibilizzante e vasodilatatoria. Gli estratti di ruta vengono utilizzati per trattare molti problemi neuromuscolari e per stimolare l’inizio delle mestruazioni (effetto emmenagogo); potendo avere effetti abortivi, non va usata dalle donne in età fertile. A dosi relativamente basse la ruta ha un effetto spasmolitico, per cui dovrebbe essere assunta con cautela, considerando il potenziale di gravi effetti collaterali; infine, calma il sistema nervoso, lenisce i crampi e attenua gli stati dolorosi,  i dolori reumatici e da distorsioni.

Tuttavia, a causa della presenza di furanocumarine (che hanno azione fotosensibilizzante) e saponine,  cumarine, oggi l’impiego della ruta è sconsigliato per via della sua tossicità, e si preferisce adoperare solo il suo principale principio attivo, la rutina utilizzata dall’industria farmaceutica per la prevenzione e la cura della fragilità capillare. L’esposizione agli estratti di ruta, o ai preparati vegetali derivati da esso, può causare grave fotodermatiti, che possono determinare vere e proprie ustioni cutanee.

Gli estratti di ruta sono infine mutageni e epatotossici; a grandi dosi possono causare violento dolore gastrico, vomito, complicazioni sistemiche, fino alla morte. L’olio di ruta può causare danni ai reni e grave degenerazione epatica.

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