0

Pungitopo | Ruscus aculeatus L.

Il pungitopo (Ruscus aculeatus L.) è un arbusto sempreverde con tipiche bacche rosse impiegate come ornamento natalizio, appartenente alla famiglia delle Asparagaceae.

Il rusco, o pungitopo, è un basso arbusto sempreverde con tipiche bacche rosse, alto dai 30 agli 80 cm, con rizoma robusto, spesso ramificato e provvisto, nella parte inferiore, di grosse radici. I fusti, originati all’apice del rizoma, sono alti fino a 60 cm, hanno la porzione basale lignificata e sono molto rigidi, semplici inferiormente e abbondantemente ramificati in alto. Quelle che sembrano foglie, in effetti, sono dei rametti appiattiti detti cladodi, che hanno preso la forma e la funzione delle foglie; sono ovali e terminano all’apice in una punta rigida e pungente; le nervature sono più o meno parallele. Le vere foglie sono molto piccole e inserite al centro dei cladodi, hanno forma triangolare o lanceolata e sono lunghe solo alcuni millimetri. I fiori, inseriti isolati o più raramente appaiati all’ascella delle vere foglie, hanno un involucro composto da 6 petali e sono tutti di colore verdastro. Il frutto è una bacca sferica di colore rosso vivo contenente 1-2 semi.

Originario dell’Europa, si trova nei boschi, prevalentemente su terreni calcarei, costituendo una delle componenti del sottobosco delle pinete e delle leccete.

Il pungitopo viene coltivato come pianta ornamentale, soprattutto come decorazione durante le feste natalizie. I germogli di pungitopo, dal gusto amarognolo, raccolti da marzo a maggio, vengono utilizzati in cucina a mo’ di asparagi, lessati per insalate, minestre e frittate.

Le radici di rusco contengono ruscogenina e muroscagenina, sapogenina, acidi organici, calcio e sali di potassio, oli essenziali e resine, che hanno dimostrato efficaci proprietà vasoprotettrici, e antinfiammatorie sulla circolazione venosa periferica, unitamente ad una ottima tollerabilità. La pianta è impiegata nel trattamento dei disturbi associati all’insufficienza venosa cronica quali dolori e senso di pesantezza alle gambe, edema, prurito e crampi notturni ai polpacci. È utile contro le emorroidi e nelle turbe della circolazione retinica. Il rusco presenta infatti una spiccata attività flebotonica data dalle ruscogenine (2% min.), che aumentano il tono venoso, rendendo più elastiche le pareti dei vasi, utili in caso di fragilità capillare; e inoltre riducono l’eccessiva permeabilità dei capillari, che provoca ristagni linfatici e cellulite. Il rusco possiede anche proprietà antiedemigene e diuretiche indicate in caso di flebiti, gonfiore agli arti, eccesso di acidi urici che causano reumatismi e gotta.

Tutti questi possibili benefici non sono corroborati da prove scientifiche a sostegno.

Articoli correlati