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Il consumo di zuccheri può avere numerose conseguenze sfavorevoli sulla salute

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Lo studio

Di studi che mostrano gli effetti nocivi sulla salute dell’eccessivo consumo di zucchero ce ne se sono un’infinità. Il lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal[1] merita di essere preso in considerazione perché si tratta di una “umbrella review”, ossia di una analisi delle meta-analisi, che è il tipo di indagine scientifica più approfondito e dettagliato che si possa eseguire. I ricercatori della Sichuan University (Chengdu, Cina) hanno passato in rassegna 73 meta-analisi (67 di studi osservazionali e sei di studi randomizzati controllati) per un totale di 8.601 studi su 83 diversi problemi di salute legati al consumo di zucchero nei bambini e negli adulti. Lo scopo era proprio quello di mettere in evidenza eventuali correlazioni tra consumo di zucchero nella dieta e tipo di danno causato alla salute del consumatore.

L’eterogeneità di quanto pubblicato sul tema in termini di design degli studi, misurazioni e definizioni, ha infatti portato a conclusioni talvolta discordanti, che vanno sapute interpretare.

Per ogni tipo di associazione emersa, gli scienziati hanno indicato il grado di affidabilità delle evidenze scientifiche che ne erano alla base, distinguendole in “grado alto”, “moderato”, “basso” o “molto basso”.

I risultati

Sono state trovate prove evidenti dell’associazione tra una dieta ricca di zucchero e svariati problemi di salute raggruppati in quattro categorie:

  • disfunzioni endocrine e malattie metaboliche: lo zucchero è legato ad alterazioni dell’indice di massa corporea nei bambini e a cambiamenti (aumento) di peso in bambini e in adulti, alla gotta, a ipercolesterolemia (livelli alterati di colesterolo HDL e LDL), iperuricemia, diabete autoimmune latente negli adulti, sindrome metabolica, obesità, diabete di tipo 2, fegato grasso e accumulo di grasso nei muscoli;
  • malattie cardiovascolari: convincenti sono anche i risultati che mostrano un’associazione tra il consumo eccessivo di zucchero e le malattie cardiovascolari, come coronaropatia, mortalità cardiovascolare; ipertensione nei bambini, negli adolescenti e negli adulti; infarto del miocardio e ictus.
  • cancro: una significativa associazione dannosa è stata osservata inoltre tra eccessivo consumo di zuccheri e l’aumento del rischio di cancro della mammella, del carcinoma epatocellulare, del cancro alla prostata, del cancro al pancreas.

Il consumo di zucchero è ad ogni modo associato a un aumento del rischio di cancro in generale e del rischio di morte per ogni tipo di cancro.

  • disturbi vari: analogamente, una significativa associazione dannosa è stata osservata tra eccessivo consumo di zuccheri e disturbi vari, tra cui infantile, disturbi neuropsichiatrici (disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), depressione), problemi di densità ossea, carie ed erosione dentale.

Non esiste, o almeno finora non è stato individuato, alcun effetto benefico dello zucchero. La presunta associazione con un minor rischio di glioma avanzata in qualche studio, spiegano i ricercatori, si basa su dati deboli e va interpretata con cautela.

Secondo gli autori della “umbrella review”, l’aumento di peso, l’accumulo di grasso ectopico, l’obesità e le malattie cardiovascolari, possono essere in gran parte attribuiti al consumo eccessivo di zuccheri contenenti fruttosio, presenti, per esempio, nelle bibite zuccherate che sono la principale fonte di zuccheri nella dieta dei più giovani. I meccanismi all’origine degli effetti dannosi degli zuccheri e del fruttosio in particolare sono diversi. Il fruttosio, per esempio, compromette la capacità del fegato di metabolizzare i grassi alterando il microbiota intestinale o inibendo reazioni chimiche di ossidazione degli acidi grassi. Inoltre, il fruttosio contenuto nelle bevande zuccherate riduce il dispendio energetico a riposo e promuove la resistenza alla leptina, un ormone coinvolto nella regolazione del metabolismo dei grassi. I ricercatori concludono invitando a non superare la dose giornaliera di zucchero 25 grammi, pari a circa 6 cucchiaini da tè.

Conclusioni

Nonostante la maggior parte degli studi inclusi nella metanalisi risulti di qualità bassa o molto bassa, dallo studio cinese è possibile trarre alcune conclusioni

  1. viene confermato (dato già presente in letteratura da tempo) che il consumo di zuccheri può avere numerose conseguenze sfavorevoli
  2. in genere, la presenza di zucchero nella dieta si rivela più dannoso che benefico per la salute, soprattutto per le malattie cardiometaboliche
  3. tra queste, quelle che sembrano essere più attendibili riguardano le associazioni dannose tra
    1. consumo di zuccheri con la dieta e cambiamenti nel peso corporeo (bevande zuccherate)
    2. accumulo di grasso ectopico (zuccheri aggiunti)
    3. obesità infantile (bevande zuccherate)
    4. coronaropatia (bevande zuccherate)
    5. depressione (bevande zuccherate)
  4. meritevole di ulteriori ricerche le evidenze riguardo all’associazione tra consumo di zuccheri e cancro, che resta limitata.

Preoccupa la sempre crescente popolarità delle bevande zuccherate (sode, bibite, succhi di frutta, sport ed energy drink) che rappresentano la principale fonte di zuccheri aggiunti e possono contribuire in maniera importante alla quantità di calorie ingerite. Diverse organizzazioni nazionali e internazionali, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno già raccomandato di ridurre il consumo di zuccheri liberi o zuccheri aggiunti a meno del 10% dell’apporto energetico giornaliero.  In linea con le raccomandazioni di OMS, World Cancer Research Fund (WCRF) e l’American Institute for Cancer Research (AICR) che raccomandano di ridurre il consumo di zuccheri liberi o zuccheri aggiunti a meno di 25 grammi (all’incirca 6 cucchiaini) al giorno e di limitare il consumo di bevande zuccherate a meno di una porzione (approssimativamente 200-355 ml) alla settimana.

[1] Huang Y, Chen Z, et al. Dietary sugar consumption and health: umbrella review. BMJ 2023;381:e071609. doi: 10.1136/bmj‑2022‑071609

Redazione amaperbene.it

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