Il Tè

Proprietà del Tè Verde

Da tempo si fa un gran parlare del tè verde cui vengono attribuite innumerevoli proprietà salutistiche gran parte delle quali sarebbero da attribuire all’elevato contenuto in epicatechine, presenti sia in forma libera che legata all’acido gallico, con l’ossidrile dell’anello C in posizione 3 [Jun X et al, 2010]. Il più noto e studiato di questi composti è l’(-)-epigallocatechina-3-gallato (EGCG), un noto antiossidante naturale; altri composti presenti corrispondono a epigallocatechina (EGC), catechina, epi-catechina (EC), epigallocatechina-3-O-gallato, gallocatechina-3-O-gallato, epigallo-3-O-metilgallato ed epicatechina-3-O-gallato (ECG) [Savitri Kumar N et al, 2009].

Il tè verde essiccato contiene il 15-20% di catechine, il 2-3% di caffeina (metil-xantine) e tra l’1% ed il 6% di amminoacidi (rappresentati per la metà da teanine ovvero γ-glu-tamiletilammina). Il 25-40% delle catechine presenti nel tè verde è rappresentato da EGCG, alla quale vengono attribuiti la maggior parte degli effetti biologici di tale bevanda. Sono inoltre presenti flavonoli e flavonglicosidi (kempferolo, quercetina, miricetina e loro glicosidi) in misura del 3-4%, e piccole quantità di acidi fenolici, tannini idrolizzabili, saponine.

Per ottenere un’efficace azione protettiva occorrerebbe bere circa 5 tazze di tè verde al giorno, facendo attenzione a scegliere una buona qualità, possibilmente giapponese, e osservando una corretta prassi di preparazione (temperatura dell’acqua alta e tempo di infusione lungo). E’ sufficiente versare acqua bollente nella teiera, possibilmente già pre-riscaldata da un piccolo risciacquo con acqua bollente, e lasciare in infusione per 10 minuti, o meglio anche più a lungo, per esempio fino a quando si intiepidisce abbastanza da potersi bere. E’ importante anche mescolare una o due volte e chiudere con un coperchio la teiera, per non perdere la parte volatile dell’infusione ma soprattutto per mantenere alta la temperatura il più a lungo possibile.

Ovviamente quanto più risulta scuro e concentrato il tè, tanto più alto sarà il tenore di principi attivi. Chi teme che la bevanda risulti così troppo eccitante, tenga presente che di norma occorrono 4 o 5 tazze di tè verde per ottenere la stessa quantità di teina di una sola tazza di tè nero. Ottima cosa sarebbe inoltre consumare il tè verde invece del caffè, che è uno stimolante nervino e a lungo andare contribuisce ad esaurire le energie dell’organismo perché crea un perenne stato di eccitazione surrenalica, stressando anche il corretto sistema di metabolismo degli zuccheri e quindi la vera produzione di energia.

La “cura del tè verde” si può e anzi si deve accompagnare ad altre profilassi valide, in particolare una dieta sana, per aumentare la certezza di una sicura prevenzione.

Epigallocatechina a parte, la miscela delle varie sostanze presenti nel tè verde ha dimostrato un’azione antiossidante superiore rispetto ai singoli componenti, confermando l’ormai accettata tesi secondo cui i fitocomplessi alimentari sono molto più attivi dei singoli componenti isolati e purificati.

La composizione chimica del tè verde è costituita da:

Polifenoli (circa il 30% del peso secco)

  • Flavan-3-oli (catechine ed i loro isomeri epicatechine)
  1. epigallocatechina-3-gallato (EGCG): il componente più caratteristico del tè verde, dovuto alla non-fermentazione del tè verde. Il tè verde ha un contenuto di EGCG 5-10 volte superiore al tè nero e 2,5 volte superiore al tè Oolong. L’EGCG è il principale responsabile delle proprietà del tè verde, ed agisce mediante vari meccanismi tra cui la riduzione dei livelli di TNF-alfa, una citochina proinfiammatoria.
  2. epigallocatechina (EGC)
  3. epicatechina-3-gallato (ECG)
  4. epicatechina (EC)
  5. gallocatechina
  6. catechina
  • Flavandioli
  • Flavonoidi
  • Acidi fenolici (tra cui l’acido gallico ed il suo estere teogallina)
  • Tannini con questo termine si indica in maniera inesatta i polifenoli antiossidanti responsabili dell’aroma e del gusto amarognolo. Sarebbe più opportuno chiamarli “polifenoli del tè “oppure “flavonoidi del tè “, dato che sono molto diversi dai tannini commerciali e dall’acido tannico.

Una tazza di tè verde (200 mL di Gunpowder, Hangzhou) contiene circa 142 mg di EGCG, 65 mg di EGC, 28 mg di ECG, 17 mg di EC, e 76 mg di caffeina [http://www.teatalk.com/science/chemistry.htm].

Vitamine

  • vitamina C
  • vitamine del gruppo B
  • vitamina K

Metilxantine (alcaloidi a nucleo purinico)

  • caffeina: 30-50 mg per tazza da 225 grammi [Caffeine content for coffee, tea, soda and more – MayoClinic.com]. Si tratta di un tasso relativamente basso, se confrontato con il tè nero (40-80 mg) e molto inferiore al caffè espresso (tenendo conto dell’inevitabile approssimazione di queste misurazioni). Inoltre gli effetti eccitanti della caffeina sono attenuati dalla presenza della L-teanina, che ne riduce l’assorbimento
  • teofillina
  • teobromina

ll contenuto di metilxantine varia in base al tipo di tè, alla temperatura dell’acqua utilizzata e alla durata dell’infusione. Il tè nero contiene mediamente più caffeina mentre le altre due xantine sono contenute in percentuali maggiori nel tè verde. Il contenuto di caffeina varia dal 1 al 5% del peso della foglia (dai 20 mg ai 50 mg di caffeina in una tazza da 150 cc). Un adulto può assumere fino a 400 mg di caffeina al giorno, senza incorrere in problemi cardiovascolari e alterazione degli stati umorali. Gli alcaloidi hanno sicuramente contribuito alla sua diffusione nelle abitudini dell’uomo sin dall’antichità.

Aminoacidi

  • L-teanina (5-N-etilglutamina): aminoacido responsabile del potenziamento del gusto umami ovvero della trasmissione del sapore del tè [Kaneko S et al, 2006]. La teanina tra l’altro contribuisce a ridurre l’effetto eccitante dato dalla caffeina e quindi riduce lo stress mentale e fisico [Kimura K et al, 2006].

Minerali [Graham HN, 1992]

  • Alluminio
  • Manganese
  • Potassio
  • Fluoro
  • Zinco
  • Ferro
  • Calcio
  • Magnesio

L’olio essenziale di tè verde contiene più di 300 composti tra cui aldeidi, alcoli, e fenoli.

Nella lavorazione del tè nero, invece, la maggior parte di questi composti monomerici va incontro ad una polimerizzazione detta “ossidazione” (con formazione di bisflavanoli, tearubigine e teaflavine dal caratteristico anello benzotropolonico che conferisce al tè nero il colore ed il sapore caratteristici). In questo modo il tè perde le proprietà “anti-cancro” ed assume un alto contenuto di teina e di purine e un aroma particolarmente gradito nel mondo occidentale. Inoltre diviene più stabile e più adatto ad una lunga conservazione, meglio prestandosi al trasporto: bisogna tenere conto del fatto che nei secoli scorsi, quando si è creata in occidente l’abitudine al consumo di tè, il trasporto avveniva via mare su clipper a vela, il che implicava tempi lunghi di navigazione e condizioni di stivaggio in ambienti umidi e in imballaggi poco idonei. Quindi il tè nero risultava dal punto di vista commerciale meglio adatto ad un consumo in luoghi lontani dai Paesi di produzione.

Gli unici tè neri che ancora mantengono un livello di catechine significativo, per quanto pur sempre inferiore a quello del tè verde, sono il Darjeeling (proveniente dall’omonima regione indiana, piovosa e ventosa, posta a quota relativamente elevata) e il tè Oolong, che in realtà è parzialmente ossidato (possiede catechine, teaflavine e tearubigine monomeriche).

L’ossidazione è resa possibile dalla presenza di un enzima caratteristico, una polifenolo-ossidasi che catalizza l’ossidazione aerobica delle catechine nel momento in cui la struttura cellulare è danneggiata, durante la lavorazione dei tè nero ed Oolong [Graham HN, 1992].

Come fatto curioso bisogna evidenziare come il tè nero sia consumato quasi esclusivamente in occidente e in India, che ancora risente della dominazione inglese di cui ha in parte assorbito la cultura, mentre in oriente viene al 95% consumato tè verde.

Un altro buon motivo per consumare tè verde e non tè nero è che quest’ultimo, a differenza del tè verde, contiene 20 mg per tazza di acido ossalico, che in soggetti predisposti e in concomitanza ad una dieta acida e ad una forte carenza di magnesio, condizione purtroppo assai diffusa nel mondo moderno, può provocare forti dolori alla parte bassa della schiena dato che tende a precipitare sotto forma di micro-cristalli acuminati simili a frammenti di vetro, con conseguente infiammazione dei nervi e irrigidimento dei muscoli (colpo della strega).

 

Per quanto riguarda gli aspetti di farmacodinamica si può notare che [Liao S, Kao YH, Hiipakka RA., 2001]:

  • I polifenoli del tè verde, assunti oralmente ad un dosaggio equivalente 5-10 tazze di tè hanno pochi, se non nessun effetto collaterale.
  • La dose letale media di un estratto di tè verde contenente l’85% di EGCG, somministrato oralmente, è di 3-5g/kg.
  • La biodisponibilità delle catechine dipende da numerosi fattori, tra i quali la struttura, la purezza ed il dosaggio.
  • L’assorbimento e la distribuzione delle catechine nell’organismo dipendono dalla via di somministrazione e dal tipo di molecola somministrata.
  • L’emivita nel plasma è di 5 ore per EGCG e di 3 ore per EC ed EGC.
  • La maggior parte delle catechine sono trasportate nel plasma e nella bile sotto forma di glucoronidi e solfati e sono escreti 6-10 ore dopo la somministrazione con l’urina e le feci.
  • Nell’urina e nel plasma si sono ritrovati più di una dozzina di metaboliti, derivati da trasformazioni dell’anello delle catechine; alcuni di questi sono probabilmente dovuti all’azione dei batteri intestinali.

 

Redazione amaperbene.it

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