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Il Tè

Il tè (con grafia meno corretta the o thè) è una bevanda originaria della civiltà cinese, consistente in un infuso o decotto ricavato dalle foglie (spesso miscelate con altre spezie, erbe o essenze) della Camellia sinensis.

E’ seconda solo all’acqua come bevanda.

La parola tè deriva dall’inglese tea, ed a sua volta dalla pronuncia dialettale t’e della parola cha (茶) in Amoy – 廈門 Xiamen, Fujian – lingua usata nella Cina meridionale. Da quest’ultima pronuncia cinese derivano, con lievi varianti, le parole per tè in arabo, persiano, turco, giapponese e russo nonché, tutto sommato, lo stesso inglese.

In italiano viene usata la grafia francese thé da cui derivano le forme italianizzate “the” e “thè“. In giapponese viene tradotto in cha, da cui derivano le denominazioni di matcha, genmaicha (tè verde con riso), sencha, shincha (ottenuto dalle prime foglie di tè dell’anno) e kukicha.

Tutto il tè del mondo proviene dalla Camellia Sinensis.  Gli infusi di erbe provengono invece dai fiori e anche dalla corteccia di alcune piante. Bisognosa di un clima caldo e umido, la pianta del tè può essere coltivata fino a tremila metri di altitudine, come avviene in alcuni giardini nella regione del Darjeeling, ai piedi dell’Himalaya.

Non tutte le foglie della pianta si utilizzano per fare il tè, ma vengono raccolte solamente le prime quattro, ovvero quelle più giovani. Nei paesi caldi le piante producono foglie in continuazione dando luogo ad un tè dalle caratteristiche costanti, mentre in quelli dove il clima varia tra inverno e estate il tè assume qualità differenti a seconda del periodo di raccolta.

Il tè ha una ampia gamma di aromi: floreale, fruttato, dolce, erbaceo oppure un sapore volutamente amaro e astringente.

I sei tipi base di tè sono: il tè nero, il tè verde, il tè blu, il tè bianco, il tè giallo e il tè postfermentato. Tutte le diverse varietà derivano dalle foglie della Camellia sinensis. Si differenziano per i diversi trattamenti lavorativi che permettono diversi gradi di ossidazione delle foglie, comunemente chiamata “fermentazione”. I tè rossi (detti “neri” in Occidente) sono tè fermentati, i verdi sono tè non fermentati, i blu (oolong) e gialli sono semifermentati, e i neri (pu’er) sono “postfermentati“. I tè bianchi sono ottenuti dalle gemme e dalle prime foglie con fermentazione parziale.

Una volta essiccato, il tè può essere ulteriormente lavorato per dare vita a tè aromatizzato, tè pressato e tè deteinato. Il termine “tè” è stato usato in modo improprio in passato anche come sinonimo di “tisana”, per indicare infusioni preparate con piante diverse dalla Camellia sinensis. Il termine “tè rosso” si riferisce comunemente, ma impropriamente, anche al carcadè o all’infusione di rooibos del Sudafrica, che non sono infusioni di Camellia sinensis, quindi non vanno chiamati “tè” ma “infusi” o “infusioni”.

Il tè blu, detto anche Butterfly pea flower tea, è una bevanda antichissima, usata per le sue proprietà curative; origina da un fiore a forma di farfalla, sacro per le donne in India. Si tratta di una tisana che non contiene teina e si ottiene mettendo in infusione i petali della Clitoria ternatea, una pianta asiatica della famiglia dei piselli che, in primavera, si riempie di fiori a forma di farfalla, dalle incredibili proprietà coloranti e medicinali. In india questi fiori blu vengono offerti durante le cerimonie per onorare l’energia femminile, inoltre, è uno dei principali rimedi per rilassare la mente, cancellare lo stress e favorire la depurazione del corpo.

Questa tisana è usata per stimolare l’attività celebrale in modo da alleviare stati di depressione, ansia, agitazione e per combattere l’insonnia.Studi in laboratorio hanno messo in evidenza gli effetti antinfiammatori e antiossidanti di questa pianta, contiene polifenoli e flavonoidi in grado di abbassare i livelli di trigliceridi e colesterolo e di lavorare sul metabolismo, come testimoniato da uno studio pubblicato sull’International Journal of Obesity and related metabolic disorder di Londra.

Oltre che in Oriente, il tè blu è diventato molto popolare anche in Occidente, grazie al fatto che il liquido cambia colore in base al livello di pH della sostanza che viene aggiunta, ad esempio, se si unisce del latte vegetale, il blu che lo caratterizza risulterà ancora più brillante, mentre una fettina di limone lo renderà viola.

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