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Poligono giapponese | Reynoutria Japonica o Polygonum cuspidatum

Il Poligono del Giappone è una pianta infestante presente nella lista nera delle 100 piante più invasive vietate secondo l’Ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente (OEDA, RS 814.911). La World Conservation Union (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali) ha classificato questa pianta erbacea come: “una delle peggiori specie invasive al mondo”.

La Reynoutria Japonica o Polygonum cuspidatum   nota come Poligono Giapponese o Fallopia Giapponese (in Giapponese si chiama col nome “itadori” (虎杖,イタドリ) o (虎杖); l’espressione kanji deriva dal cinese che significa “bastone tigre“) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, che raggiunge e supera i 2 metri di altezza, dando l’impressione di essere un arbusto. L’intera parte aerea della pianta scompare però durante l’inverno, ricrescendo con robusti getti in primavera. Il poligono del Giappone, è una pianta esotica molto invasiva e difficile da estirpare a causa del suo sviluppato apparato radicale, che si estende anche fino a 7 metri. Basta inoltre che nel terreno rimanga un pezzettino di radice, perché la pianta ricresca. Forma popolamenti densi che riducono la biodiversità della flora e di conseguenza della fauna locale.

La pianta è dotata di fusti vigorosi e glabri, che possono raggiungere un’altezza massima di 3-4 metri. Il Polygonum cuspidatum produce fusti sotterranei (rizomi) lunghi e robusti, capaci di svilupparsi in profondità. Le foglie sono grandi, ovali disposte in maniera alterna, con 7-14 cm di lunghezza e 5-12 cm di larghezza, troncate alla base e provviste di un margine interno. I fiori sono piccoli, di color bianco crema, prodotti in tarda estate ed inizio autunno in racemi (grappoli) eretti in 6-15 cm di lunghezza.

Il Polygonum cuspidatum è anche chiamato “falso bambù”, in quanto il suo aspetto è quello di un cespuglio formato da una dozzina di canne nodose simili al bambù, ma di tutt’altro Genere o Famiglia, e non legnose, che si dipartono da un unico occhio che può trovarsi su di un lunghissimo rizoma che può vivere fino a 10 anni ed estendersi per 7 metri attorno alla base del cespuglio, rendendone estremamente difficoltoso l’espianto.

E’ una pianta infestante lungo i corsi d’acqua, in particolare sui greti, incolti e stazioni ben soleggiate lungo strade e ferrovie. La pianta può danneggiare pavimentazioni, edifici, argini di fiumi e alterare la biodiversità dei luoghi.

Gli steli sono commestibili ed in Giappone vengono persino commercializzati col nome di Sensai, come ortaggio primaverile dal sapore simile al rabarbaro, benché estremamente acido.

L’elevato contenuto in acido ossalico costituisce un deterrente al loro consumo.

La medicina tradizionale cinese e giapponese utilizza questa pianta per scopi medicinali di cui però non esiste alcuna comprovata efficacia ed attendibilità.

In Cina, il Polygonum cuspidatum è stato storicamente impiegato soprattutto come erba lassativa e, occasionalmente, come alimento nelle culture asiatiche.

L’interesse nei confronti del Polygonum cuspidatum si sono accresciuto da quando si è osservato che l’estratto secco della radice della pianta ha un alto contenuto di resveretrolo, un derivato fenolico responsabile di diverse proprietà terapeutiche (attività antiossidante, cardioprotettiva, antitrombotica, fitoestrogenica, ipotensiva, ipocolesterolizzante, antiinfiammatoria, antitumorale). L’attività biologica del resveretrolo è supportata e potenziata dalla presenza da altri componenti presenti nel Polygonum cuspidatum: la emodina, un derivato antrachinonico dotato di proprietà lassativa, antineoplastica, antimutagena, antinfiammatoria, e la polidatina (che inibisce l’aggregazione piastrinica e protegge le cellule del miocardio dalla deplezione di ossigeno e glucosio).

L’elevato contenuto di resveretrolo (400 volte superiore rispetto all’uva ed ai suoi derivati) rende il Polygonum cuspidatum la maggiore fonte naturale di questo fitocomponente.

L’estratto derivante dalla radice del Polygonum cuspidatum trova indicazioni per il trattamento di: ipertensione, prevenzione delle patologie cardiovascolari, ipercolesterolemia, iperlipidemia, prevenzione delle neoplasie, patologie gastrointestinali.

L’assunzione di Polygonum cuspidatum determina anche altri effetti:

  • stimola il sistema immunitario: aumenta la produzione di interleuchina 2 (promuove il differenziamento dei linfociti T) e di anticorpi
  • protegge la mucosa gastrica, inibendo lievemente la secrezione gastrica
  • modula azione antipiretica
  • svolge un’azione analgesica

Non sono riportati dati relativi alla tossicità acuta per quanto riguarda l’assunzione di estratti di Polygonum cuspidatum ma in alcuni casi hanno causato problemi intestinali transitori nell’uomo. Non sono note eventuali interazioni con farmaci.

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