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Idraste | Hydrastis canadensis

L’Hydrastis canadensis (Ranunculaceae),  denominata anche Goldenseal, orange root, jaundice root, indian turmerici, eye root, eye balm o semplicemente idraste è una pianta erbacea, perenne, originaria del Canada, alta generalmente 20-30 cm, con rizoma giallo, foglie lobate (da 5 a 9) e caule peloso che in primavera fiorisce con un unico fiore di colore biancoverde;

la pianta è dotata di un corto rizoma, cilindrico e nodoso, che mostra segni evidenti di cicatrici di precedenti vegetazioni; da esso si staccano numerosi radici sottili stoloni. Il rizoma di colore bruno, in sezione invece è di colore giallo vivo;

presenta due o tre foglie apicali, quella inferiore è picciolata, mentre quella superiore sessile. Sono palmato-lobate, a 5-7 lobi, pubescenti, e a margine seghettato;

l’unico fiore è all’ascella della foglia sessile. Il fiore è ermafrodita, provvisto di un calice a tre sepali petaloidei, biancastri e caduchi; manca la corolla. Il perigonio è costituito da tepali bianco-verdastri.

Gli stami sono numerosi e numerosi sono anche gli ovari (dodici), superi e uniloculari; da ogni ovario matura un frutto a bacca di colore rosso, simile al lampone, con semi piccoli, lucidi e neri.

La pianta è molto diffusa e spontanea in gran parte delle zone umide del continente nord americano dove viene anche diffusamente coltivata.

Nonostante nessuno dei suoi effetti terapeutici sia stato ancora definitivamente (e scientificamente) dimostrato, l’idraste (Hydrastis canadensis) viene ampiamente utilizzata per le sue proprietà vasocostrittrici, emostatiche ed ipertensive attribuibili agli alcaloidi isochinolinici estratti dal rizoma e dalle radici esiccate dell’Idraste, opportunatamente trattate, come: l’Idrastina; la Berberina; la Berberastina; la Canadina; l’Idrastinina. Ai suddetti si aggiungerebbero anche l’acido clorogenico e resine di varia natura.

Nonostante i numerosi principi attivi contenuti nell’idraste, gli effetti biologici sembrerebbero per lo più riconducibili alla presenza di Berberina, alcaloide dotato di spiccate attività terapeutiche tra cui:

  • attività antibiotiche ad ampio spettro, dirette sia nei confronti di batteri Gram negativi che Gram positivi ma estendibile anche a differenti funghi e parassiti. Nonché alla Leishmaniosi cutanea.
  • attività immunostolante, dovuta alla capacità della Berberina di stimolare l’espressione di geni coinvolti nell’attivazione e nell’innesco della risposta immunitaria innata.
  • attività ipolipemizzanti, dal momento che la Berberina sembrerebbe efficace nell’indurre l’espressione di recettori per le LDL, così da ridurre le concentrazioni ematiche di queste particelle, e le relative conseguenze sul sistema cardiovascolare.
  • attività anticancerogena, perché i principi attivi contenuti nell’idraste possono facilmente regolare l’espressione di differenti geni coinvolti nel controllo dei meccanismi di proliferazione e differenziazione cellulare.
  • attività cicatrizzanti e di guarigione. I nativi Americani che applicavano topicamente la pianta su ferite e lesioni cutanee.
  • Alle suddette attività si aggiungerebbero quelle antipiretiche, antiinfiammatorie, antidiarroiche e antivirali.

Ai dosaggi normalmente utilizzati l’Idraste, in particolare la Berberina in essa contenuta, risultano generalmente sicuri e ben tollerati. Sarebbe tuttavia importante evitarne l’assunzione in caso di ipersensibilità alla pianta o durante la gravidanza e l’allattamento, vista l’assenza di studi a riguardo.

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