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Mela | Malus domestica

La mela (dal latino malum) è il falso frutto del melo (Malus domestica), appartenente alla famiglia delle Rosaceae; pochi però sanno che il vero frutto è il torsolo, mentre per la mela vera e propria si parla piuttosto di falso frutto.

Il termine “mela” deriva dal latino tardo melum (dal greco antico μῆλον, leggi mèlon) per il classico malum, a sua volta derivante dal dorico μᾶλον, leggi màlon. Il termine potrebbe essere messo in relazione con la radice indoeuropea *mal – dal significato di “essere molle”, “dolce”, ed avere forse un legame con “malva” e “miele”.

Il melo ha origine in Asia centrale (attuale Kazakistan) e l’evoluzione dei meli botanici risalirebbe al Neolitico; fiorisce con delicati fiori bianchi appena punteggiati di rosa nel periodo tra marzo e aprile.

Esistono innumerevoli molte varietà di mele che si differenziano non solo per il colore della buccia, ma anche per la consistenza della polpa, che può essere croccante e compatta oppure più morbida e farinosa, e per il gusto più dolce o più aspro.

La mela è un frutto che ormai si trova tutto l’anno; in genere si raccolgono a fine estate. La maturazione naturale varia da fine agosto a metà ottobre. La disponibilità alla conservazione naturale dei frutti è drasticamente diversa nelle differenti varietà; dati gli elevati contenuti in acidi organici, di norma la conservazione va da uno a quattro mesi. Nella conservazione industriale sono importanti le condizioni fisiche in cui questa avviene. Dopo il raccolto, i frutti sono conservati a temperature da 1,0 a 3,5 °C con umidità relativa del 59-68%. Per conservazioni prolungate si ricorre a conservazioni in celle con atmosfera controllata (più ricca di azoto).

Buonissime da sole, intere e con la buccia, sono ottime in aggiunta a colorate macedonie. Nella stagione fredda, vi è anche l’abitudine di mangiarle cotte, magari con un pizzico di cannella e un po’ di uvetta, una preparazione ideale anche per il ripieno dello strudel. Altri famosi dessert sono la classica torta di mele e le frittelle. Nei Paesi nordici vi è poi l’usanza di caramellarle con lo zucchero, infilzandole con un bastoncino. Ma la mela si può anche tagliare a fettine da essiccare, creando così uno snack gustoso da portare sempre con sé. La mela è un ottimo spuntino, un cibo pratico, gustoso, pronto al consumo, e poi non sporca i vestiti quando ci cade addosso.

La mela è il frutto preferito degli italiani in quanto rappresenta circa il 22% di tutta la frutta acquistata dalle famiglie italiane. Appartiene al VII gruppo fondamentale degli alimenti. Ha un contenuto energetico moderato (solo 64,5 calorie/100 g) e un potere antiossidante (ORAC) molto elevato, con un indice di valore attorno a 4275, con variazioni in funzione del tipo di mela considerata. Ogni mela è formata all’incirca per il 4% di proteine (costituite da peptidi a basso valore biologico), per il 2% di lipidi e per il 94% di carboidrati principalmente semplici, costituiti da fruttosio, vitamine A, C, PP, B1 e B2. 150 g di mela contengono 130,35 g di acqua, ma anche: 0,6 g di proteine, 0,15 g di lipidi, 16,05 g di zuccheri solubili, 2,55 g di fibre (sia pectine solubili che fibre insolubili); una mela da 150 g apporta inoltre: 7,5 mg di vitamina C, 198 mg di potassio, 7,5 mg di calcio, 0,3 mg di ferro. Fra i suoi fitonutrienti spicca l’acido fitico (0,09 g).

E’ preferibile mangiare il frutto intero perché i suoi micronutrienti si concentrano soprattutto nella buccia, e perché il frutto intero è più ricco di fibre. Molto importanti in termini di protezione della salute la presenza di polifenoli, ovvero flavonoli (soprattutto quercetina, ma anche kempferolo e miricetina), catechine (in particolare epicatechina), acido clorogenico, florizina e, nel caso delle varietà a buccia rossa, antocianine.

Le mele sono frutti poveri di sodio, non contengono colesterolo, né glutine o lattosio, per cui sono adatte a qualsiasi regime dietetico. Il basso apporto calorico e il limitato apporto di grassi e sodio rendono la mela ideale per la salute del sistema cardiovascolare. I principali benefici del consumo di mele derivano però dai loro fitonutrienti e dalle loro fibre. Queste ultime, in particolare quelle solubili come la pectina, aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e a normalizzare quelli di zuccheri e di insulina; inoltre la pectina può essere utile in caso di diarrea. Le fibre insolubili promuovono invece la regolarità intestinale, facilitando il movimento del cibo nell’apparato digerente; per questo possono essere utili in caso di stitichezza, diverticolite, diabete e di alcuni tipi di cancro.

Gran parte delle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche delle mele è dovuto ad una fibra solubile, la pectina, di cui, insieme agli agrumi, rappresenta una delle fonti più generose. La pectina è un carboidrato indigeribile, un polisaccaride di struttura contenuto nelle pareti cellulari dei tessuti vegetali, aiuta a controllare i livelli di colesterolo, contribuisce a regolarizzare la funzionalità intestinale e tiene sotto controllo l’appetito. Inoltre, la sua fermentazione da parte della flora batterica intestinale, origina acidi grassi a corta catena, che sembrano avere un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon.

Le mele sono destinate prevalentemente al consumo casalingo, sia immediato che in cucina per la preparazione di primi, secondi e soprattutto diversi dolci. Inoltre si presta anche ad essere utilizzata per preparare in casa maschere di bellezza antietá e impacchi nutrienti per capelli secchi. Altre destinazioni per le mele in industria sono: produzione di succhi, sidro, olio di semi di mela (molto utilizzato nei paesi del nord Europa ed ottenuto come sottoprodotto dalla produzione del succo e del sidro), creme, fette di mela essiccate, produzione di alcol da distillazione da fermentati.

Gli obiettivi del miglioramento genetico riguardano l’ottenimento di piante resistenti agli insetti, in particolare ai rodilegno, difficilmente contrastabili, al colpo di fuoco batterico, alla ticchiolatura, oidio e afidi. Si punta anche all’ottenimento, per le varietà commerciali più note, di cloni autofertili.

Varietà

Esistono tantissime varietà di mele (chi dice 2.000, chi circa 7.000) di diversa origine nei vari paesi, differenti per colore, consistenza, sapore e contenuti nutrizionali. Alcune di queste varietà sono tradizionali, altre sono note per la loro denominazione commerciale. Tra queste:


  • Annurca IGP: è definita la “regina delle mele”; di piccole-medie dimensioni rispetto alle altre mele, di forma tondeggiante con buccia rossa striata. La polpa è bianco giallastra, compatta, croccante, succosa, dolce, aromatica, gradevolmente acidula. La annurca è una mela che viene fatta letteralmente “arrossire” a terra; il suo caratteristico colore acceso infatti è frutto della maturazione controllata nei “melai”, piccoli appezzamenti di terreno su cui le mele vengono conservate dopo la raccolta e girate a mano periodicamente, in modo che la luce le colpisca su tutta la superficie.

La “Melannurca Campana” IGP rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva per l’alto contenuto in vitamine (B1, B2, PP e C) e minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, è indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici. Anche per l’eccezionale rapporto acidi/zuccheri, le sue qualità organolettiche non trovano riscontro in altre varietà di mele. Inoltre, come dimostrato da una recente ricerca del Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università di Napoli Federico II, la mela annurca possiede un’azione gastroprotettiva dovuta alla ricchezza in composti fenolici. Due gli ecotipi previsti dal disciplinare di produzione, con due distinte indicazioni varietali in etichetta: l'”Annurca” classica e la diretta discendente “Annurca Rossa del Sud“, suo mutante naturale, diffuso nell’area di produzione da oltre un ventennio, che ha il pregio di produrre frutti a buccia rossa già sulla pianta.


  • Ambrosia; “Ambrosia” – perché richiama il mitico “cibo degli dei” -, è una cultivar di mela originaria della Columbia Britannica, in Canada, all’inizio degli anni ’90. L’albero originale fu coltivato per la prima volta dalla famiglia Mennell della Similkameen Valley, che scoprì che una tra le loro piante produceva delle mele diverse dalle altre. Ambrosia™ è nata per caso grazie ad una mutazione naturale probabilmente di una mela rossa e una gialla. Infatti, si distingue subito anche per la sua tonalità bicolore, il suo colore di fondo è giallo e il sovracolore rosso acceso.

Ambrosia™ è una mela molto profumata, croccante, aromatica, che si contraddistingue per le sue numerose tipicità. Succosa, dal sapore dolce che sprigiona al palato note di miele e nettare. L’aroma inconfondibile, un buon tenore zuccherino e un’acidità molto bassa, ne fanno una mela dalla spiccata personalità.


  • Black Diamond: come suggerisce il nome, ha una buccia di colore viola scuro, quasi nero. È una mela molto rara, coltivata in Tibet all’ombra dell’Himalaya, a oltre 3 mila metri di altitudine. Le condizioni climatiche estreme e la forte escursione tra il giorno e la notte determinano la pigmentazione peculiare della sua buccia, regalandole anche una dolcezza particolare; la polpa rimane bianca e lucente,particolarmente gustosa e croccante, molto zuccherina. Una piccola mela che è un gioiello, in senso letterale: si trova infatti solo nei supermercati di fascia alta in Asia, a un prezzo che arriva a 20 dollari a frutto.

  • Braeburn: La Braeburn è una mela croccante, dalla buccia colore rosso scuro o scarlatto, polpa soda e con un gusto che da dolce si fa leggermente acidulo, con aroma di rosa e finocchio e note di susino. Nel finale si manifesta una certa sensazione di astringenza. Si tratta di una varietà molto robusta, originaria della Nuova Zelanda, che cresce bene al caldo. È una delle varietà più produttive tra le mele rosse.

  • Campanina;
    La Campanina è la mela “ufficiale” del Modenese e del Mantovano conosciuta anche come mela della nonna. I frutti del melo campanino sono piccoli con forma obloida costante, piuttosto simmetrica, appiattita o a volte sferoidale (circa 64 millimietri di diametro per 58 mm di altezza), con peso di circa 85-95 grammi. Registrata come PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) dell’Emilia-Romagna, questa varietà di mela è caratterizzata da una buccia molto spessa e poco cerosa, di colore giallo-verde che diventa rosso-verde nei frutti esposti ai raggi del sole. La polpa è bianca-verdastra, molto soda e zuccherina. Il gusto è molto aromatico e leggermente acidulo. La Campanina è la mela cotta per definizione: anche con il calore infatti la sua polpa, dal caratteristico sapore aromatico e acidulo, rimane integra e compatta. Ciò la rende ideale in particolare per la preparazione della tipica mostarda, nonché per marmellate, conserve e dolci da forno.

A differenza di altre varietà, le mele campanine si conservano facilmente per cinque-sei mesi, fino ad aprile, e senza l’uso del frigorifero: tale caratteristica ne ha consentito la sopravvivenza fino ad oggi.


  • Cox; Cox Orange è una pianta di vigoria medio elevata, dalla rapida messa a frutto ma soggetta ad alternanza. Si dice che sia la sola mela che, quando agitata, emette un leggero suono a causa dei semi che sono quasi staccati dalla polpa. E’ pronta per il consumo a partire da Ottobre e mantiene le sue caratteristiche per circa tre mesi. Cox Orange è molto apprezzata per il buon sapore, specialmente in Gran Bretagna, ed è un ottimo impollinatore. Cox Orange presenta frutti di dimensioni medie, forma non costante. La buccia è abbastanza spessa, liscia ed un pò cerosa, di colore giallo aranciato con striature rosso scuro specialmente nella parte soleggiata. Sono presenti molte lenticelle. La polpa è di colore bianco crema, molto succosa, fine, abbastanza consistente, croccante, mediamente zuccherina, acidula, lievemente aromatica

  • Elstar: frutto di colore rosso e giallo, saporita, succosa; Elstar è una cultivar di mela realizzata nel 1950 nei Paesi Bassi incrociando le varietà Golden Delicious e Ingrid Marie. La varietà è divenuta subito molto popolare in tutta Europa e negli anni settanta venne introdotta in America dove non ha raggiunto la stessa popolarità. Il frutto è di medie dimensioni, la buccia è per lo più rossa e gialla. La polpa è bianca, morbida e croccante. Può essere usata in cucina ed è particolarmente buona per la purea o salsa di mele. Più in generale, per il suo sapore, è utilizzata per i dolci.

  • Fuji: La Mela Fuji è una varietà di mela sviluppata nella città di Fujisaki in Giappone negli anni trenta dai coltivatori della Tohoku Research Station nella Provincia di Aomori intorno al 1960. Si tratta di un incrocio fra due tipi di mela diffusi in Nord America, le Red Delicious e le Virginia Ralls Genet (a volte citate come “Rawls Jennet”). Oggi è la varietà più coltivata al mondo.

La mela fuji appartiene al genere Malus, specie M. Pumila. Ha forma tondeggiante, buccia colore rosso-rosato con parti gialle, polpa croccante e succosa, sapore dolce ed è ricca di fruttosio, tra il 9 e l’11% di zuccheri in peso. Le mele Fuji hanno una dimensione da grandi a molto grandi, con una media di 75 mm di diametro. Hanno una polpa densa più dolce e più croccante di altre cultivar di mele, il che le rende popolari tra i consumatori di tutto il mondo. Essendo una varietà tardiva è ideale per la coltivazione negli ambienti di pianura, dove le temperature rimangono alte più a lungo per tutto il mese di settembre. In Italia la zona di produzione si trova principalmente in bassa Val Venosta. La raccolta avviene ad ottobre ed è disponibile fino a fine giugno. In Giappone, le mele Fuji sono le mele maggiormente consumate, ma la loro popolarità va ben al di là.


  • Golden Delicious: Golden Delicious è una cultivar (varietà) di mela scoperta negli Stati Uniti d’America nel 1891 e successivamente diffusa. E’ una mela con forma tondeggiante, buccia colore giallo/oro, polpa compatta, granulosa e tenera, succosa, sapore leggermente acidulo ed è ricca di fruttosio. Presenta forti note di anice e cannella e un aroma fruttato che ricorda il miele e le pere.

La Golden Delicious è coltivata in tutto il mondo; in Europa solitamente raggiunge la maturazione nei mesi di settembre – ottobre. In Italia è una delle varietà più coltivate.

La Golden Delicious è la varietà principale in Alto Adige e, per così dire, il fiore all’occhiello della frutticoltura altoatesina. Viene raccolta tra l’inizio di settembre e la metà di ottobre, e produce mele di altissima qualità soprattutto se coltivata in quota, dove sviluppa la tipica “faccetta rossa”. Ha un rapporto acido-zuccherino perfettamente equilibrato, il che la rende molto popolare tra i bambini.

La mela Golden contiene zuccheri di rapido assorbimento, è diuretica, rinfrescante e disintossicante, ricca di polifenoli ad alta bioattività, ed in grado di rallentare l’azione dannosa dei radicali liberi e di prevenire l’invecchiamento.


  • Granny Smith: buccia verde intenso, polpa croccante, particolarmente ricca di magnesio;

Grazie all’alto contenuto di acidi della frutta, la Granny Smith è una delle mele più acidule, caratterizzata da elevata succosità; l’aroma  ricorda i frutti rossi e gli agrumi, con note di marzapane e mandorla. La buccia ricorda vagamente il gusto del peperone verde.

La Mela Granny Smith è l’esatto contrario della Golden Delicious. Per arrivare a completa maturazione questa varietà ha bisogno di un clima molto caldo, pur temendo il sole.

La cultivar è originaria dell’Australia. La tradizione vuole che sia stata scoperta e diffusa da Maria Ann Smith, con il cui soprannome, Granny Smith, la neonata varietà sarebbe stata in seguito conosciuta in tutto il mondo. Si tratta di un ibrido del melo selvatico col melo ottenuto casualmente in natura, propagato poi dalla Smith. La plantula originaria pare che sia derivata da un semenzale di French Crab, un’antica varietà autoctona francese di melo selvatico europeo. Si diffuse rapidamente in Nuova Zelanda, poi nel Regno Unito (a partire dal 1935) e solo dal 1972 negli Stati Uniti d’America.


Imperatore; La Mela Imperatore è una delle migliori e più ricercate mele da tavola italiane. Il frutto è di medie/grandi dimensioni, ha una bella buccia leggermente ruvida, di forte colorazione rossa ma che lascia intravvedere tra le striature una base giallo verdastra. La sua polpa morbida e profumata ha un delicato color bianco crema ed un sapore dolce acidulo. Contiene 44 calorie in 100 g di frutto. Matura a fine Settembre, inizio Ottobre.

Il Melo Imperatore (Malus Communis) appartiene alla famiglia delle Rosaceae. E’ il frutto più diffuso nelle zone a clima temperato, resistente ai freddi e alle gelate primaverili perché fiorisce la metà di Aprile. Per una buona fioritura ha bisogno di un buon numero di ore di freddo invernale. In Italia può essere coltivato in tutte le regioni. Le varietà sono numerose, si coltivano in tutti i terreni tranne quelli argillosi.


  • Jonagold: La varietà Jonagold deriva da un incrocio nel 1953 fra Golden Delicius e Jonathan.

Cresce principalmente ad alta quota e i frutti sono tendenzialmente grandi. Quando è matura la Jonagold ha una buccia leggermente erbacea e un sottile aroma di pera e banana con una leggera astringenza. La polpa è leggermente granulosa, il sapore piacevolmente agrodolce. Estremamente succosa, è particolarmente apprezzata per la produzione del succo di mela.


  • Jonathan: Il melo Jonathan è una varietà di melo a crescita abbastanza ridotta ed è molto attraente, sia per il suo bel colore rosso brillante che per la sua notevole pezzatura. Il frutto della mela Jonathan è di pezzatura medio grande e un poco schiacciato. La buccia è di colore rosso-arancione con venature gialle e rade lenticelle. La polpa è di colore giallo chiaro, tenera, succosa, profumata e mediamente zuccherina.

  • Lady Williams: è una cultivar di mela proveniente da una fortunata piantina prodotta a Donnybrook, nell’Australia occidentale intorno al 1935; si crede che sia un incrocio tra la varietà Rokewood e Granny Smith. Nel 1979, l’incrocio tra Lady Williams e Golden Delicious diede alla Cripps Pink la migliore nota con il marchio ” Pink Lady “.

Lady Williams è un’attraente mela rossa, con un buon sapore equilibrato dolce/aspro. Le sue caratteristiche principali sono il periodo di maturazione molto tardivo e le eccezionali qualità di conservazione.

Nonostante le sue buone qualità rimane in gran parte sconosciuta al di fuori dell’Australia occidentale. La sua principale pretesa di fama è che è uno dei genitori di una mela moderna molto famosa – Cripps Pink, meglio conosciuta come Pink Lady®.


  • Morgenduft: La Morgenduft è una mela di medie dimensioni dalla forma sferica leggermente schiacciata. La buccia è opaca di colore giallo-verde, che maturando diventa rossa con chiazze chiare. La polpa è succosa e soda, e il gusto dolce leggermente acidulo e un aroma fresco e delicato; lascia un gusto erbaceo e fondente di mela verde. Il nome di questa varietà è splendido: significa “fragranza del mattino”. La mela ricorda un po’ le mele della nonna ed è una classica mela da cuocere: ancora oggi molto popolare, è perfetta per torte e composte e si conserva per lungo tempo.

  • Pink lady: questa varietà è nata dall’ibridazione di due varietà già note quali la “Lady Williams” e la “Golden Delicious”; è stata ottenuta nel 1973 dall’australiano John Cripps, un ricercatore del Dipartimento dell’Agricol-tura dell’Australia occi-dentale. Cripps ha scelto il nome Pink Lady® dal cocktail che assapora il protagonista del suo romanzo preferito, The Cruel Sea di Nicholas Monsarrat. Dal nome del ricercatore è derivato anche il nome della cultivar, Pink Cripps. Dopo che, la pianta fu sviluppata e le piantagioni commerciali di prova ebbero successo in Australia, negli Stati Uniti e in Europa, verso la fine degli anni Novanta si cominciò ad intraprendere l’iter legale per proteggere la proprietà del marchio attraverso l’introduzione dei diritti di riproduzione vegetale di Cripps Pink (PBR) con il brand Pink Lady®.Lo sviluppo internazionale del marchio Pink Lady® è cominciato nel 1991 con il lancio a Londra. Seguì la prima spedizione di mele marchiate dall’Australia al Regno Unito nel 1992. Dopodiché cominciò la produzione europea di Pink Lady, con la creazione di piantagioni nel sud della Francia nel 1995. Nel 1996 in Australia erano più di un milione gli alberi piantati e la produzione superava le 10.000t. Da allora la produzione è aumentata rapidamente nei paesi produttori di mele in tutto il mondo. Nel 1999, è stata fondata l’International Pink Lady Alliance Ltd (IPLA) come una società costituita dai licenziatari Pink Lady per rappresentare i principali territori di produzione e commercio in tutto il mondo. L’IPLA ha un ruolo fondamentale nel promuovere e sviluppare il marchio Pink Lady® in modo uniforme nel mondo. Nel 2013 è stata lanciata una nuova società, la Pink Lady Development Limited (PLD), per creare nuovi mercati nei Paesi emergenti in Asia, Medio Oriente e Sud America. In Europa ha trovato il suo habitat nel sud della Francia, in Catalogna e in Italia, in Emilia-Romagna e in Trentino-Alto Adige.

La mela Pink Lady® ha una forma tondeggiante ed ha una caratteristica colorazione rossa con sfumature verdi, mentre il gusto è tra lo zuccherino e l’acidulo. La polpa è croccante e succosa dal sapore molto aromatico. Oltre ad essere gustosissima, questa mela ha eccellenti proprietà nutrizionali. È ricca di vitamina C, contiene, infatti, il 4% di vitamine e minerali, che costituiscono ¼ del fabbisogno giornaliero raccomandato. Ciò aiuta a mantenere un bell’aspetto e a rafforzare le difese immunitarie. Contiene poi antiossidanti, che limitano l’invecchiamento cellulare e riducono la permeabilità dei vasi sanguigni, contribuendo a una pelle più giovane e fresca e alla riduzione del rischio di problemi al sistema cardiocircolatorio. La Pink Lady® è infine ricca d’ acqua utole a mantenere un’idratazione ottimale e l’eliminazione delle scorie dal corpo. In ultimo, in questa mela abbondano le fibre, che migliorano la salute intestinale.


  • Red Delicious; Red Delicious è una cultivar (varietà) di mela, creata a partire da un semenzale trovato nella Contea di Madison nel 1880. È nota anche con il nome Stark Delicious, il nome con il quale veniva chiamata prima del 1914. In Italia è una varietà molto coltivata; specialmente nell’arco alpino, come ad esempio in Valtellina o in Alto Adige. La mela Red Delicious ha la classica forma tondeggiante, caratterizzata dalla base a 5 punte, il colore va dal rosso rubino al rosso scuro con sfumature marroni o gialle. Il gusto è pieno, dolce ed intenso, la polpa succosa e croccante. Le mele Red Delicious sono frutti facili da conservare e dalle eccellenti proprietà nutritive, ricche di fibre, vitamine B1 e B2, polifenoli e fruttosio, contengono inoltre importanti valori di vitamina A e C e un bassissimo apporto di sodio.

Le mele Red Delicious sono caratterizzate da una forte “instabilità” genetica: due frutti nati dallo stesso ramo, in condizioni diverse, possono produrre eredi dalle caratteristiche molto diverse tra loro. Questa vocazione alla mutazione ha reso possibile la creazione di numerose sotto-varietà come la Ruby-red, la Royal Red, la Top Red, la Starkrimson o la Early Red One. Il ceppo originale di Red Delicious è conservato a New York dal dipartimento di Agricoltura Americano.


  • Renetta: La renetta è una mela acidula zuccherina e profumata originaria della Francia di colorazione diversa a seconda della varietà: dal verde uniforme al giallo rugginoso uniforme al grigio rugginoso uniforme, bicolore verde-rosso oppure giallo-rosso più o meno rugginoso; la polpa croccante ha un gusto speciale, vinoso, più o meno dolce. In Italia viene coltivata nella Val di Non in Trentino, in Valle d’Aosta, in Valtellina e in provincia di Cuneo nella varietà Grigia di Torriana. In piemontese è anche chiamata mela Savoia in onore alla Casa Reale, i cui membri pare ne fossero ghiotti.

Il nome renette appartiene alla nomenclatura arboricola dal XVI secolo. La prima traccia del nome risale al 1540, quando fu citato da Charles Estienne, che si riferiva alla renetta bianca. Henri Louis Duhamel du Monceau, nel 1768, descrisse invece 12 varietà di renette.

La renetta è particolarmente indicata per il ripieno dello strudel di mele.


  • Renetta Grigia: La mela Renetta Grigia di Torriana è una mela di tipo renetta riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T.) italiano (cod. 259). Viene prodotta in Piemonte ed in particolare nei comuni di Barge (CN), Bagnolo (CN) e Cavour (TO). È anche riconosciuta come Presidio di Slow Food tra le vecchie varietà di mele piemontesi.

Il frutto prende il nome dalla frazione Torriana di Barge, dalla quale la sua coltivazione si è diffusa nell’area circostante. L’aggettivo grigia dipende invece dall’aspetto della buccia, totalmente rugginosa. La sua forma è schiacciata, con peduncolo corto e polpa acidula con tessitura piuttosto grossolana e colore bianco-crema. Si conserva bene anche senza l’utilizzo di tecniche di refrigerazione.

Oltre che per il consumo fresco o come marmellata la Grigia di Torriana è adatta alla cottura al forno. A differenza di altre tipologie di mela, con la conservazione il frutto tende a diventare più saporito e aromatico. Questa renetta è inoltre l’ingrediente principale del Tronchetto di Caterina, dolce caratteristico del quartiere torinese di Mirafiori Sud.


  • Rome Beauty; Le mele Rome Beauty sono mele grandi, attraenti, di colore rosso brillante con un sapore rinfrescante che è sia dolce che piccante. La polpa varia dal bianco al bianco crema o al giallo paglierino.

Sebbene abbiano un ottimo sapore direttamente dall’al-bero, le Rome Beauties sono particolarmente adatte per la cottura perché hanno un ottimo sapore e mantengono bene la loro forma. Introdotti in Ohio nel 1816, i famosi meli Rome Beauty sono ampiamente coltivati ​​in tutto il Nord America. Gli alberi Rome Beauty sono disponibili in due misure: gli alberi nani, che raggiungono altezze mature da 8 a 10 piedi (2-3 m.), con una diffusione simile; e semi-nano, che raggiungono altezze di 12-15 piedi (3.5-4.5 m.), anche con una diffusione simile.

Sebbene i meli di Rome Beauty siano auto-impollinatori, piantare un altro melo nelle immediate vicinanze può aumentare le dimensioni del raccolto. Buoni impollinatori per Rome Beauty includono Braeburn, Gala, Honeycrisp, Red Delicious e Fuji.


La Mela Rosa dei Monti Sibillini, anche nota con il nome “mela rosa marchigiana”, appartiene alla varietà di mela domestica della famiglia delle Rosacee.

È un prodotto tipico che viene coltivato tra i 400 ed i 900 mt di altitudine sui Monti Sibillini, in particolare a: Amandola, Arquata del Tronto, Comunanza, Montedinove, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montemonaco, Smerillo. Il nome deriva dalle striature rosso-vinose che si sovrappongono al verde intenso della mela ancora acerba ed al profumo di rosa che emanano i suoi fiori durante la primavera.

Un tempo le mele rosa erano preziose e ricercate soprattutto per la loro serbevolezza (capacità ad essere conservate a lungo): raccolte nella prima decade di ottobre, infatti, si conservano perfettamente fino ad aprile. Le diverse tipologie hanno in comune una polpa acidula e zuccherina e il profumo intenso e aromatico, e sono perfette anche per la preparazione di torte e dolci.

Si presenta in dimensioni medio-piccole dalla forma appiattita ed irregolare con la buccia liscia e mediamente spessa. Le mele provenienti dalla zona pedemontana del Tronto hanno qualche macchia di rugginosità ma questa caratteristica è simbolo di salubrità e dolcezza. La polpa è solitamente poco succosa, di colore bianco, croccante, soda con sapore zuccherino leggermente acido.

La Mela Rosa dei Sibillini è un frutto autoctono e le prime testimonianze della sua presenza nell’antichità risalgono addirittura all’epoca romana venendo menzionate in scritti dell’epoca e raffigurate in dipinti.

Da sempre la Mela Rosa dei Sibillini è stata coltivata in orti e piccoli frutteti per soddisfare i bisogni delle famiglie grazie alla sua qualità di conservazione per lunghi periodi. Per evitare che l’umidità, durante i mesi invernali, potesse rovinarla, veniva spesso conservata anche in mezzo alla paglia, per cui è nota anche con il nome di “mela del fienile”. Veniva infine cotta sotto la brace oppure nei forni per essere trasformata in marmellate e composti da utilizzare principalmente per accompagnare piatti di carne.

La coltivazione della Mela Rosa dei Sibillini non richiede nessun tipo di trattamento e quindi viene considerato un frutto biologico, riconosciuto dal 2008 come Presidio Slow Food. La loro coltivazione era stata quasi completamente abbandonata perché  scarsamente richiesta in commercio ed era sopravvissuto solo qualche vecchissimo albero sparso, ma da qualche anno sono tornate in coltura, grazie al lavoro della Comunità Montana dei Sibillini, che ha reintrodotto sul territorio gli ecotipi conservati nei centri di ricerca locali dall’Assam Regione Marche.

In autunno alla varietà di mela sono dedicati due festival nella zona dei Sibillini, uno nel comune di Montedinove e l’altro a Monte San Martino.


  • Royal Gala: Gala è una cultivar di mela creata in Nuova Zelanda nel 1930 incrociando le varietà Golden Delicious e Kidd’s Orange. Questa varietà precoce di mela ha forma tondeggiante, buccia di colore rosso intenso con venature giallo chiaro, polpa soda, croccante e succosa, sapore dolcemente aromatico leggermente aspro. Amata anche dai piccoli golosi, la Gala conquista con il suo spiccato gusto dolce e poco aspro. Queste caratteristiche ne fanno lo snack perfetto e l’ingrediente ideale per torte, dolci e piatti creativi.

  • Seuka: autoctona della provincia di Udine è di forma allungata, un po’ depressa all’estremità, di grandezza media, e in molti soggetti, più sviluppata da una parte. Il peduncolo robusto e assai breve è inserito in seno profondo. La buccia è liscia, molto consistente, di colore giallo carico a maturazione, colorita di rosso verso il sole. La polpa è bianca, e talvolta sfumata di rosa sotto la buccia, semifondente, dolce acidula e con tenue aroma assai gradevole.

Viene prodotta nelle Province di Udine e Pordenone, in particolare nelle Valli del Natisone (UD) e nel comprensorio di Castelnuovo del Friuli (PN). Il nome deriva da “Seuza”, frazione del comune di San Leonardo (UD), posto nel cuore delle Valli del Natisone. Alla fine del 1800 essa costituiva i due terzi della produzione melicola del Mandamento di Cividale – allora una delle più importanti zone frutticole del Friuli – ed assommava a 2.000 t/anno (Dorigo, 1909).


  • Stark; La Stark è la mela rossa più conosciuta al mondo e una delle più consumate in assoluto nel nostro Paese. Farinosa, dolce e succosa, molto nota per il suo retrogusto aromatizzato che lascia un piacevole sapore fruttato in bocca; è davvero una delle tipologie maggiormente digeribili, per questo motivo è ottima da mangiare anche a fine pasto, o appena svegli la mattina. Dalla forma leggermente allungata e meno tondeggiante, viene usata anche per preparare ottimi strudel o altre tipologie di dolci.

  • Stark Delicious: Antica varietà americana, appartenente alla famiglia delle Red Delicious è tra le varietà più coltivate in Italia, soprattutto al Nord; resiste molto bene al freddo.

Il frutto è di grande dimensione di color rosso vivo, la polpa fondente, zuccherina, succosa e leggermente acidula. Ricca di fruttosio è una varietà ad elevata e costante produttività. Matura a metà Settembre. E’ ottima sia per consumo fresco, marmellate, confetture e dolci. Ha buccia rossa, polpa fine e croccante, sapore aromatico, è particolarmente ricca di carotene e retinolo.

La Stark Delicious (o Red Delicious), che dal 2006 in val Venosta può fregiarsi del titolo di “mela Alto Adige Igp”, è la seconda varietà più coltivata della val Venosta.


  • Stayman Winesap: Stayman o Winesap è una delle più antiche varietà di mele che ancora oggi viene coltivata a scopo commerciale. Coltivata nel New Jersey dai primi pionieri giunti negli Stati Uniti, la varietà d’origine Winter Winesap appare nella letteratura specializzata già nel 1875. Il frutto è grande e di forma schiacciata, ha un colore che va dal rosso pieno al rosso molto striato, ha la buccia ruvida di colore giallo-verde punteggiata di rosso, polpa soda e croccante, sapore agrodolce. Matura inizio/metà ottobre. Può consumata cruda, ma anche per macedonie, dessert, cocktail, strudel e torte.

Le mele sono coltivate in tutto il territorio italiano, ma sono tradizionalmente concentrate nelle regioni montane e pedemontane: soprattutto Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige. Il clima particolare e la perfetta esposizione al sole dei frutteti consentono in questi ambienti di ottenere un prodotto molto saporito e di ottima colorazione. La melicoltura meridionale occupa invece una piccola fetta di mercato, con poco meno del 10% del totale per produzione che per superfici. Se si esaminano i soli dati numerici (fonte Istat), l’unica regione del centro-sud Italia in grado di “competere” con il comprensorio melicolo settentrionale è la Campania (707mila quintali di mele prodotte in 3510 ettari), seguita a grandissima distanza dalla Toscana (220 quintali di mele prodotte in 847 ettari) e Sicilia (159 quintali di mele prodotte in 713 ettari). Ad ogni modo si riportano le più rappresentative.


Mela Val di Non Dop

La Mela Val di Non DOP si riferisce al frutto allo stato fresco della specie Malus communis Lam., nelle varietà:

  • Golden Delicious, presenta forma tronco-conica oblunga, colore dal verde al giallo a volte con faccia rosata, polpa croccante, succosa e dal sapore dolce-acidulo;
  • Renetta Canada, presenta forma tronco-conica o appiattita, colore giallo-verdastro, con buccia rugosa, polpa che a seconda dell’epoca del consumo, passa da croccante e acidula a pastosa e dolce;
  • Red Delicious, presenta forma tronco-conica oblunga, colore rosso su sfondo verde-giallo, polpa più pastosa e gusto prevalentemente dolciastro.

La zona di produzione della Mela Val di Non DOP interessa parte del territorio della provincia autonoma di Trento. Oltre ai tradizionali metodi di coltura, a “pieno vento” e “a fusetto”, la mela Val di Non Dop è caratterizzata dai terreni ricchi di magnesio, che le conferiscono spiccate ed eccellenti qualità organolettiche.


  • Mela Alto Adige Igp
    La Mela Alto Adige IGP o Südtiroler Apfel g.g.A. si riferisce al frutto allo stato fresco della specie Malus communis Lam., nelle varietà Braeburn, Elstar, Fuji, Gala, Golden Delicious, Granny Smith, Idared, Jonagold, Morgenduft, Red Delicious, Stayman Winesap, Pinova, Topaz e loro cloni.

La zona di produzione della Mela Alto Adige IGP o Südtiroler Apfel g.g.A. comprende 72 comuni della provincia autonoma di Bolzano.

La Mela Alto Adige IGP o Südtiroler Apfel g.g.A. si contraddistingue per colore e sapore particolarmente accentuati, polpa compatta e alta conservabilità.

Caratterizzano la mela Alto Adige Igp (o Südtiroler Gga): il clima, con alternanza di aria fredda e venti caldi, escursione termica tra giorno e notte, cose che che permettono una maturazione lenta ma costante dei frutti.; la tessitura dei terreni, soffici, drenanti, ricchi di ossigeno e provvisti di manto erboso che, da una parte, favoriscono lo sviluppo radicale, dall’altra, proteggono le piante da inaridimento ed eccessivo riscaldamento; il profilo organolettico dal sapore intenso, caratterizzato da polpa compatta e alta conservabilità.


  • Mele del Trentino Igp
    Le Mele del Trentino IGP sono i frutti allo stato fresco della specie Malus x domestica Borkh, nelle varietà Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Renetta, Granny Smith, Pinova.

La zona di produzione interessa l’intero territorio della provincia autonoma di Trento.

Le Mele del Trentino IGP sono caratterizzate da un calibro medio, una polpa bianca e un sapore mediamente acidulo, equilibrato e piacevole, con buccia liscia, a eccezione della varietà Renetta. A seconda della tipologia, presentano forma e colore differenti. La forma va da rotondeggiante a tronco conica per Golden, Red Delicious, Pinova; rotondeggiante per Gala, Fuji, Morgenduft, Granny Smith; rotondeggiante appiattita per Renetta. La colorazione varia dal verde al giallo, con possibile faccetta rosata per Golden; dal verde al giallo con sopraccolore rosso per Red Delicious, Fuji e Morgenduft; sopraccolore da rosso aranciato a rosso vivo per Gala e Pinova, e con buccia rugosa-rugginosa per Renetta; verde con possibile sfaccettatura rosata per Granny Smith.


Il Friuli Venezia Giulia, produce frutti fin dai tempi dell’Impero Romano. Il boom vero e proprio esplose alla fine dell’Ottocento, epoca in cui le mele friulane erano largamente richieste ed esportate, dall’Egitto fino agli Stati Uniti. A poco a poco tuttavia le specie autoctone furono sostituite dagli ibridi internazionali più produttivi: ecco spiegata l’entrata in gioco del Presidio Slow Food a tutela, appunto, delle Antiche mele dell’Alto Friuli. Le varietà da conoscere sono: Corone, forma conica e buccia rosso scuro con polpa soda e croccante; Gialla di Priuso, caratterizzata dalla tinta dorata e dal sapore acidulo; Blancon, conica, gialla e rugosa; Ruggine Dorata, dolcissima, rugosa e farinosa, regina dei dolci dalla classica torta alla morbida ciambellaMarc Panara, la mela “gigante”; Chei di rose, al contrario molto piccola e profumata; Zeuka, croccante e succosa; infine Naranzinis, che si gioca il campionato dei pesi massimi con la Marc Panara distinguendosi per la bellissima buccia rosa.


  • Mele bellunesi
    Fra il nord del Veneto, con il suo splendido Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, e l’Alto Adige al di là del confine regionale in fondo non c’è chissà che differenza. E questo vale anche per i prodotti tipici, tra cui le mele che abbondano in particolare nei territori della Val Belluna e del Feltrino. Almeno tre le varietà antiche da segnalare: la Ferro Cesio è una rarità marchiata Arca del Gusto Slow Food il cui nome (in dialetto pom dal fèr) richiama la sua straordinaria resistenza, anche post-caduta. La buccia spessa riesce a preservare in (quasi) tutti gli incidenti la polpa interna, poco succosa ma assai dolce. La Prussiana, una bella mela rossa croccante e saporita, importata agli inizi del Ventesimo secolo dagli operai di ritorno dalla Germania. Infine la Rosettanomen-omen: piccola come il suo vezzeggiativo, rosa come il suo nome, dolce come l’immagine che evoca. Da provare cotta nelle crostatine di mele, altrettanto graziose e soavi.

  • Antiche varietà di mele piemontesi
    Le Antiche varietà di mele piemontesi sono un Presidio Slow Food che vanta una selezione quanto mai biodiversa e interessante. Quasi tutte le specie sono accomunate da una buona capacità di conservazione e da un progressivo miglioramento delle caratteristiche organolettiche con il passare del tempo.

Le più conosciute sono: Runsè, rossa, lucente e succosa; Dominici, gialla e allungata con polpa croccante e sapore acidulo; Gamba Fina, di forma appiattita, colore rosso e sapore delicato; Calvilla, nelle versioni Bianca (ottima per una classica torta di mele) e Rossa d’Inverno, croccante da consumare cruda; Carla, piccola mela giallo paglierino con sfumature rosate e dal sapore dolcissimo; Magnana, rossa minuta con un potenziale di gusto esplosivo; infine la Buras, una grigia simile alle renette che insieme alla Grigia di Torriana fa il paio delle varietà che danno il meglio di sé cotte in forno.


  • Mela Rossa Cuneo Igp
    Fra le varietà annoverate nella Igp della Mela Rossa Cuneo, le sfumature ci sono tutte. Si va dal rosso intenso vinoso della Red Delicious, al brillante della Gala, all’aranciato della Braeburn, fino al classico striato della Fuji. Queste rosse internazionali, accomunate dalla polpa soda, succosa e croccante, hanno trovato terreno fertile nel basso Piemonte, e non è un caso. Uno studio dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha dimostrato la vocazione produttiva delle mele a buccia rossa nell’area di interesse, frutto della ricerca varietale che ha caratterizzato l’attività delle accademie e associazioni agrarie in Piemonte fin dal Settecento. Talmente belle che sbucciarle è un peccato: mangiatele intere (dopo averle lavate bene).

  • Mela Sarvai d’la Roca
    La sarvai d’la Roca è un’antica varietà di mela conservata con cura dai piccoli coltivatori di Roccasparvera, all’imbocco della Valle Stura (Piemonte).

La sarvai d’la Roca è una mela di pezzatura media, dalla forma rotonda e leggermente appiattita ai poli. Il colore di fondo della mela è giallo e presenta alcune sfumature di rosso; le sfumature possono aumentare di intensità rendendo così il frutto più piacevole alla vista. Quando raggiunge la completa maturazione la polpa della mela risulta con una buona consistenza, un buon profumo e un ottimo sapore. Dopo la raccolta, che avviene verso la fine di ottobre, si conserva in un luogo fresco e poco luminoso. Se ben conservata, questa varietà si mantiene fino alla primavera avanzata.

La sarvai d’la Roca è una mela che si presta ottimamente alle cotture da forno: si usa per le torte oppure per le frittelle di mele. In occasione delle fiere d’inverno che si tengono in Valle Stura e a Borgo San Dalmazzo è possibile acquistarla dai coltivatori e gustare le preparazioni dolci che la vedono come ingrediente.

Alcune fonti locali dimostrano come agli inizi del Novecento la Servai d’la Roca venisse coltivata diffusamente nell’intero territorio del Comune di Roccasparvera e che con una parte del raccolto si produceva il sidro. Agli inizi del Duemila la coltivazione però è stata di fatto abbandonata e dimenticata. Ad oggi esistono solamente poche piante in tutto il comune dunque la scarsa quantità di frutti permette una limitata disponibilità del prodotto, usata soprattutto per presentazioni e degustazioni presso le due fiere di inverno. Grazie a chi ne ha custodito degli alberi nei propri frutteti, si stanno costruendo delle iniziative volte al rilancio del prodotto.


Mele delle Valli di Lanzo
Sulle Alpi Graie piemontesi, racchiuse tra la Valle dell’Orco a nord e la Val di Susa a sud, si estendono le tre Valli di Lanzo: Grande, d’Ala e di Viù. Questi territori sono particolarmente vocati per la coltivazione delle mele, tanto che l’Arca del Gusto Slow Food ivi registra ben due varietà autoctone. La Bugìn, giallo-verde con striature rosse coltivata dall’omonima famiglia Bogino, è una mela particolarmente zuccherina ideale nella preparazione dei dolci tipici, tra cui frittelle e glara, realizzato con il pane raffermo. Un’altra rarità è il Pum dla Lira, una mela verde brillante che assomiglia moltissimo alla Granny Smith e che negli anni Venti veniva venduta a una lira ogni 10 chili. Con il tempo il pum dla lira si è preso la rivincita: praticamente introvabile, è oggi assai più preziosa.


Mele della Valle Bormida
La Valle Bormida si estende tra Piemonte e Liguria ed è un piccolo paradiso per le mele autoctone. Le varietà classificate sono ben 18, tanto che dal 2010 il secondo sabato di marzo si celebra il Meladay, il giorno dedicato alle specie antiche promosso da Slow Food. Varietà molto particolari sono: la Campanellina, mela verde-rossa e “sonora”: agitandola bene, al momento della raccolta, i semi producono un suono simile a uno scampanellio. La Cappelletta è tipica dell’entroterra savonese e sembra che il suo nome derivi da una cappella votiva nei cui pressi crescevano spontaneamente alcune piante, cariche di piccoli frutti rossicci dal sapore acidulo.

La Cinque Coste si distingue per la forma costoluta, la buccia giallo-verde e le alte prestazioni in cucina, specialmente se cotta al microonde. La Cichinetta o mai cichinat potrebbe aver ereditato il suo appellativo da Francesco, in dialetto “Cichen”. Forse il santo, forse un semplice contadino, chi lo sa: di sicuro questa mela giallo-limone si fa apprezzare per il gusto dolce, esaltato dalla cottura. Infine, la Boccone del Prete, una vera prelibatezza dalla polpa densa, aromatica e zuccherina, riservata – come vuole il nome – alle autorità locali e alle occasioni speciali.


  • Mela Pomella della Valle Staffora
    La Pomella della Valle Staffora è una varietà della provincia di Pavia registrata nell’Arca del Gusto Slow Food. Il progressivo declino nel consumo e nella commercializzazione è dovuto alla forma irregolare e all’abitudine di raccoglierla acerba, con la polpa ancora molto acida e astringente. Un peccato perché in realtà questa mela verde, con le dovute tempistiche, diventa estremamente aromatica e zuccherina.

Piccola curiosità: il secondo nome della Pomella è “genovese”, niente a che fare con l’origine, piuttosto con la destinazione. In passato infatti veniva venduta soprattutto sui mercati liguri, seguendo le antiche “vie del sale” che collegavano i versanti appenninici.


  • Mela Valtellina Igp
    La Valtellina (Sondrio) ha ottenuto nel 2010 il marchio Igp abbinato alle varietà di Golden Delicious, Red Delicious e Gala, varietà di pregio che vantano ottime caratteristiche organolettiche e di conservazione, ancor più esaltate dall’ambiente montano. I meleti vengono coltivati tra i 200 e i 900 metri di altitudine, la raccolta eseguita a mano, e le mele, che maturano tra agosto e ottobre, possono essere conservate fino a 11 mesi. Le tre varietà presentano una bella gamma di colori (dal giallo al rosso intenso), consistenza della polpa (croccante, dura, farinosa) e usi in cucina. Le mele Valtellina Igp sono ottime crude, ma anche cotte in tutti i modi non ci dispiacciono: da provare nelle sfogliatine mele e miele, cinque ingredienti e meno di mezz’ora per una merenda deliziosa.

  • Mele genovesi
    Tra le cultivar antiche e pregiate dell’entroterra di Genova ci sono anche le mele. Da segnalare almeno tre:

la Roncallina: di pezzatura molto piccola, ha profilo circolare e asimmetrico; la buccia liscia, con lenticelle grandi e rugginose, ha colore giallo-verde, sul fondo, e rosso striato in superficie. La polpa, di colore bianco-crema, ha tessitura fine e consistenza croccante; il sapore è acidulo-aromatico. La raccolta viene effettuata a fine Settembre.

la Limonina: dalle piccole dimensioni, la Mela limonina, è ormai una rarità che è possibile scorgere nei pressi del promontorio di Portofino, in provincia di Genova, ove è rimasto un unico produttore. La Limonina si caratterizza per il sapore fresco e pungente, quasi acidulo ma tuttavia gradevole; alla vista si presenta di un giallo-verde intenso e forma medio-piccola conica, polpa bianca e croccante, priva di un forte sentore aromatico. Ottima per marmellata o incorporata in un dolce speziato come la torta di mele e carote.

La raccolta avviene manualmente ad ottobre, e date le caratteristiche organolettiche è possibile conservarla per addolcirne i sentori, oppure utilizzarla per confetture e fresche macedonie.

la Teresa, Con ogni probabilità si tratta di un ecotipo appartenente alla numerosa famiglia delle Renette di origine francese, ancora diffuso nell’entroterra genovese, in particolare Valle Scrivia. Apparentemente poco attraente (pezzatura medio-piccola; forma appiattita; profilo costoluto e asimmetrico), ha, però, un gradevole sapore dolce ed aromatico. La buccia è liscia di colore giallo, sul fondo, e rosso-aranciato in superficie; la polpa è giallo crema con consistenza farinosa. Si raccoglie a fine settembre.


La provincia di Forlì-Cesena in Romagna pare un terreno fertile per le mele. Qui hanno attecchito ben tre varietà

La Mela Francesca, ancora presente nella provincia di Forlì Cesena, è particolarmente adatta alla cottura. Ha pezzatura medio-piccola e forma leggermente schiacciata. La buccia è untuosa, di colore verde-giallastro e la polpa è croccante, succosa, profumata e piuttosto acidula.

Pare sia originaria della provincia di Arezzo. Nota fin dal Rinascimento, ‘Francesca’ è stata raffigurata, nella seconda metà del 1600, da Bartolomeo Bimbi (1648-1729), pittore di piante e fiori alla corte di Cosimo III de’ Medici, per il quale ritrasse ogni tipo di ortaggio e frutto nelle celebri tavole e nature morte che molto hanno contribuito a identificare le varietà dell’epoca. Nel 1815 è stata descritta da Giorgio Gallesio (1772-1839), autore del celebre Pomona Italiana (compendio illustrato della maggior parte delle varietà fruttifere coltivate nel nostro Paese nel 1817-1839), dopo averla incontrata durante il suo viaggio in Toscana. Piaceva tanto, questa mela gustosa e serbevole, che negli anni Sessanta del secolo scorso era la seconda varietà più coltivata in Toscana, prima che con l’avvento della frutticoltura industriale fosse sostituita dalle cultivar moderne.

La Mela Commercio è una vecchia cultivar (dal 1865) di origine americana, di buona pezzatura, dalla forma tonda e leggermente appiattita, diffusa in Romagna, nella provincia di Forlì Cesena. La buccia è liscia, grossa e cerosa, di colore giallo-rosato tendente al rosso con l’esposizione al sole. La polpa, di colore bianco-crema, è soda, croccante e succosa con tessitura fine e sapore leggermente acidulo. La maturazione avviene a partire da dicembre, una volta raccolta si conserva fino a primavera.

La MelaRosa Mantovana, nonostante il nome è una romagnola doc: qui la buccia si tinge di rosa intenso con uno spessore che le permette un lungo e glorioso periodo di conservazione.

Antica cultivar appartenente al gruppo delle cosiddette “Mele Rosa” (fra cui la “Rosa Romana” e la “Rosa di Caldaro”) è chiamata anche “Mantuaner” o “Mantovana”. Era la cultivar di melo più diffusa e apprezzata in Trentino fino agli anni 50, poi si diffuse anche nel mantovano ed in Emilia Romagna.


 Mela Verdone piacentina
La mela verdone piacentina è una cultivar tipica delle colline in provincia di Piacenza, elencata già nel 1813 tra le cultivar di melo diffuse nella zona.

Il nome richiama il colore che ha il frutto nel momento della raccolta, di un verde acceso con una piccola sovra colorazione rosata. Ha una forma conica, con una polpa soda e bianca. Durante la conservazione il frutto cambia sia all’aspetto, assumendo note gialle, che al gusto: l’iniziale acidità con sentori di cedro lascia il posto a un gusto più dolce e delicato, trasformandola in tutt’altra mela. Mela tardiva, viene raccolta manualmente a fine ottobre, per essere solitamente consumata cotta, se appena colta, oppure fresca nei mesi invernali.

In passato il prodotto era particolarmente presente sul territorio, assorbita principalmente dai mercati locali. Tuttavia, negli anni è stata messa da parte, poiché non particolarmente resistente alle malattie.


Mela Mangione
La mela mangione è una varietà locale di mela diffusa nel versante meridionale del Parco Nazionale della Majella. Si tratta di una varietà quindi ben adattata agli ambienti di montagna e si può trovare ben oltre i 1000 metri di quota. Il melo è una pianta di media vigoria e con un portamento assurgente; le foglie sono piccole e con il margine dentellato. Il frutto è una mela di pezzatura medio-piccola ed ha una forma ad elisse. La buccia è di colore giallo intenso ma a piena maturazione si formano delle striature verticali di colore rosso. La polpa si presenta di colore bianco tendente al verde ed è molto croccante, di media consistenza e dal sapore gradevole. La mela mangione si raccoglie in autunno e si caratterizza per un’abbondante produzione e per la lunga conservazione che si protrae per tutto l’inverno. Questa mela presenta una buona predisposizione per tutti gli usi e può, infatti, essere consumata fresca, cotta o trasformata in succhi.


  • Mela Zitella

La mela zitella è un’antica varietà dell’alto Molise e dell’Abruzzo che si coltiva ad un’altitudine minima tra i 600 e i 700 metri, ma si può trovare anche in altri territori dell’Italia centrale, come le aree collinari e montane della Campania.

La sua caratteristica peculiare è la longevità: si conserva infatti fino a sei mesi in ambiente oscuro. Il frutto contiene poca pectina, ragion per cui non gelifica al di sopra di una certa temperatura; è adatta alla produzione di canditi, nonostante siano necessarie molte mele per ottenere un buon numero di canditi.

La buccia è giallognolo-rossastra, con una “guancia” rosea. I frutti, leggermente appiattiti e asimmetrici, sono medio-grandi, oscillando tra un minimo di 50 e un massimo di 120 gr. Molto profumata e aromatica, all’assaggio sprigiona tutta la sua succosità. La polpa è bianca, compatta e croccante.

Il nome deriva dal fatto che un tempo le donne nubili erano solite utilizzare la sua polpa come cosmetico. Quando ancora non esistevano i deodoranti, la mela zitella si usava anche per profumare armadi e cucine. Ancora oggi le famiglie molisane dell’area di Agnone in particolare possiedono un albero di mele zitella e la tradizione natalizia vuole che sia posto sulla tavola un cesto di mele zitelle, per proporle agli ospiti e dimostrare così la propria ricchezza.

Normalmente la zitella viene cotta o candita, per essere poi usata in dolci lievitati come, ad esempio, il tradizionale panettone.


  • Mela Milappa
    La milappa – puma milappa in dialetto locale – è una varietà rara e antica della provincia di Reggio Calabria, una mela di piccole dimensioni di colore giallo paglierino, dal gusto dolcissimo e dall’intenso profumo. Di forma tonda e appiattita, sull’albero si presenta a grappoli. È una varietà tradizionale tipica della zona di Cardeto, coltivata nell’alta Valle del Sant’Agata, lungo gli argini del torrente e nei pendii circostanti. Proprio per le caratteristiche morfologiche del territorio, questa varietà non era coltivata a filari ma si piantava ai bordi di “nasidi”, appezzamenti di terreno rubati alla fiumara, oppure sui pendii, più sicuri dalle inaspettate piene del torrente. Il territorio in cui è coltivata ricade nell’Area di minoranza linguistica dell’Aspromonte Grecanico, dove vive una comunità che conserva usi e tradizioni secolari. “A milappa”, così chiamata dalla comunità locale, ha una storia legata al suo intenso profumo, che in passato la rendeva protagonista nelle occasioni importanti, come ad esempio nei matrimoni o per addobbare le chiese: una tradizione millenaria, di reminiscenza bizantina, che ancora oggi si può ritrovare in Calabria nell’allestimento delle chiese ortodosse durante il periodo pasquale.

La milappa è un frutto di difficile reperimento. Era ed è, per quel poco che ancora si riesce a reperire, una varietà destinata al consumo domestico. La raccolta viene effettuata a partire dalla metà di ottobre; tradizionalmente erano le donne della comunità locale ad occuparsene, rispettando rigorosamente le fasi lunari. A milappa è conservata sopra dei tralicci, o in legno, su paglia o felci e viene consumata durante il periodo invernale.

  • Antiche mele dell’Etna
    Presidio Slow Food “collettivo”, le antiche mele dell’Etna contano circa una ventina di varietà, ma le più famose e apprezzate sono quattro.

La Cola, il cui nome fa riferimento alla vicinanza del convento di San Nicola. La pianta del melo cola dell’Etna è molto vigorosa e produttiva, i frutti sono piccoli di colore verde o rosso alla raccolta, abbastanza succosi e dalla consistenza croccante. La mela può essere di colore verde o rosso pigmentato. E’ un frutto ricco di vitamina C, dalle proprietà rinfrescanti, dissetanti nonché diuretiche.

La Gelato, dalla buccia giallo paglierino e il sapore dolcissimo; la Cola Gelato, che è un felice incrocio tra le prime due; e la Cirino, la più rara che spicca per il suo colorito rossastro.


Mela Lappedda
La lappedda è una piccola varietà rara di mela che viene coltivata nella zona di San Pier Niceto, sulle pendici dei monti Peloritani nella fascia tirrenica. La comunità comprende circa venti produttori; la mela, una volta raccolta, ha una conservazione che non supera i trenta giorni, e viene quindi snobbata dal commercio di massa. Negli ultimi vent’anni, gli alberi di mela sono diminuiti, così come il personale dedicato alla sua coltivazione e il peso sul mercato locale. Negli anni sessanta molte piantagioni sono state sostituite dagli agrumi, che nella zona sono molto più redditizi. Nonostante ciò, chi conosce questa mela e il suo incredibile sapore, la coltiva per autoconsumo.

La mela lappedda ha una forma leggermente schiacciata, un colore giallo paglierino ed è molto profumata; ha un aroma e sapore straordinari, soavi e delicatissimi. Con un diametro di circa sei centimetri, è molto piccola con una polpa densa e compatta. La maggior parte è mangiata fresca, ma si può anche mettere in forno. Per conservare questa mela si può ricorrere anche alla trasformazione in mostarde o marmellate, o lasciarla al sole per l’essicazione.

Curiosità

  • Il frutto che fece cadere in tentazione Adamo ed Eva è una mela;
  • La mela è il simbolo della città di New York, appunto soprannominata “Big Apple” (“Grande mela”);
  • Secondo la leggenda Guglielmo Tell pose una mela sulla testa del figlio affinché la potesse colpire con una freccia;
  • Secondo la leggenda una mela cadde in testa a Isaac Newton, ispirandogli la legge di gravitazione universale;
  • Nel cartone animato di Walt Disney Biancaneve e i sette nani, ispirato all’omonima fiaba dei fratelli Grimm, Biancaneve cade in un sonno profondo mordendo una mela avvelenata;
  • Nella mitologia greca il principe troiano Paride diede in premio ad Afrodite una mela d’oro ritenendo la dea dell’amore la più bella dell’Olimpo;
  • Nella mitologia greca l’undicesima fatica di Eracle consiste nel cogliere tre mele d’oro dal Giardino delle Esperidi. Anche nel mito di Atalanta e Melanione compaiono tre mele d’oro colte dallo stesso giardino;
  • La Apple Records (“mela” in inglese) è la casa discografica inglese fondata dai Beatles nel 1968;
  • La mela morsa sul lato è il simbolo dell’azienda statunitense Apple Inc. (il cui nome significa, appunto, “mela”) nonché dell’azienda Mentadent dei Paesi Bassi.
  • La città kazaka di Almaty deve il suo nome alle mele: in lingua kazaka il nome significa infatti “posto delle mele” o “padre delle mele”;
  • Nel manga e anime Spice and Wolf la protagonista Holo, dea del raccolto dalle sembianze di ragazza-lupo, adora le mele e quasi non mangia altro;
  • Nel manga e anime Death Note il dio della morte Ryuk adora le mele e mangia praticamente solo quelle;
  • Nella saga cinematografica Pirati dei Caraibi il capitano Hector Barbossa è particolarmente ghiotto di mele verdi, frutto che – secondo l’attore Geoffrey Rush – gli ricorderebbe l’infanzia trascorsa nelle campagne inglesi;
  • Alan Turing si suicidò mordendo una mela nella quale aveva iniettato cianuro di potassio, prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve;
  • La Melevisione è una nota trasmissione televisiva per bambini;
  • Un noto proverbio riguardante questo frutto afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in riferimento alle proprietà benefiche sulla salute dell’organismo possedute da tale frutto.

Redazione amaperbene.it

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