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Margheritina | Bellis Perennis

La pratolina comune (nome scientifico: Bellis perennis L., 1753), nota come margheritina comune, è una specie appartenente alla famiglia delle Asteraceae, molto comune in Europa; sembra che sia l’archetipo della margherita, da cui prendono il nome decine di specie di asteracee dalla forma del fiore molto simile.

L’etimologia del nome di questo fiore è molto particolare: alcuni la attribuiscono a una delle Danaidi, figlie di Danao re di Argo, ovvero Bellide. Secondo altri, invece, l’etimologia del nome bellis perennis, deriverebbe dal termine latino “bellum”, che significa guerra, grazie alle capacità del fiore di guarire le ferite di battaglia. Un’altra ipotesi sarebbe che il nome del fiore deriverebbe dall’aggettivo latino “bellus”, che ne indicherebbe la graziosità.

La bellis perennis si presenta come un fiore a stelo basso, di una lunghezza che varia dai 5 ai 16 centimetri, non munita di fusto e che nasce direttamente dalla terra. Il fiore viene chiamato anche “margheritina” poiché, al suo sbocciare, essa somiglia moltissimo a una margherita, diversa solo per le dimensioni di molto inferiori. La fioritura avviene praticamente durante tutto l’anno nelle zone più fresche (montagna), con riposo vegetativo estivo altrove. Cresce su tutto il territorio italiano. A volte è considerata una pianta infestante, ma è anche usata come pianta ornamentale.

La margheritina nasce in modo del tutto naturale nei prati tramite impollinazione; è un fiore molto resistente, nonostante le sue piccole dimensioni, e ha una storia antichissima, che risale a più di 1000 anni fa. Secondo antiche fonti, già in epoca rinascimentale le dame delle corti usavano le margherite per ornare i loro vestiti; con il passare del tempo riporre sul proprio scudo delle margherite divenne un pegno d’amore per la donna amata, che aspettava il giorno in cui un fido cavaliere sarebbe andato a chiedere la sua mano. Proprio per questo nasce il mito di “m’ama non m’ama”: le donzelle, per ingannare l’attesa, utilizzavano questi fiori e, strappando un petalo alla volta, tentavano di capire se il loro amore era corrisposto oppure no. Inoltre le fanciulle indecise e in età da marito si ponevano sul capo o tra i capelli delle ghirlande di margherite per indicare che erano libere. Le ghirlande indicavano che le ragazze ci stavano ancora pensando in merito magari ad alcune proposte che avevano ricevuto. Infine, la margheritina viene da sempre utilizzata nelle case sia per le sue proprietà particolari, sia come passatempo preferito dei bambini che, con questi piccoli fiori, creano ghirlande e corone. Nel linguaggio dei fiori evoca candore, purezza, bontà ma vuole dire anche “Ci penserò”. Nella mitologia nordica la margherita è il fiore sacro ad Ostara, la dea della primavera.

In queste piante sono presenti alcuni composti chimici tra i quali: acido ascorbico, malico, fumarico, tartarico, caffeico, acetico e ossalico, resine, olio essenziale, oli grassi, zuccheri, tannini, un principio amaro, inulina, mucillagini, polline, una saponina, triterpeni.

Le particolari proprietà benefiche e curative della bellis perennis sono conosciute fin dall’antichità quando, nell’antica Roma, i soldati la utilizzavano sul campo di battaglia per disinfettare le ferite.

Altre proprietà medicamentose (secondo la medicina popolare): oftalmica (cura le patologie dell’occhio); moderatamente attiva come astringente, per ridurre la produzione di muco; emolliente (risolve uno stato infiammatorio); bechica (azione calmante della tosse); antiecchimotica (rallenta la diffusione del sangue nei tessuti adiacenti ad una contusione); battericida (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi); antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso); lassativa (ha proprietà purgative).

In alcune zone le giovani foglie vengono mangiate in insalata o per le zuppe insieme ad altre verdure primaverili, i capolini possono essere preparati sott’aceto.

In cosmesi si utilizza per schiarire la pelle, detergere zone macerate dal sudore, decongestionare il viso attorno agli occhi.

Nella moderna erboristeria, per uso interno, i fiori e la pianta vengono utilizzati per le leggere proprietà lassative ma, soprattutto, per stimolare la diuresi e la sudorazione agendo, quindi, come disintossicanti. Per uso esterno, per ridurre la secrezione dei tessuti ed in funzione antinfiammatoria nelle irritazioni della bocca e della gola e per le palpebre arrossate. In genere viene riconosciuto che si tratta di una pianta utile per tosse e catarro, che può essere utilizzata liberamente e senza controindicazioni, anche come supporto alla terapia dell’artrite, nei disturbi di fegato e renali.

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