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Mandragora Femmina | Mandragora Autumnalis

La mandragola autunnale è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae.

Originaria dell’Europa meridionale, è una pianta erbacea perenne acaule (ovvero con fusto così corto che le foglie sembra nascano dalla radice); le grosse radici bulbose possono raggiungere una lunghezza di 40 cm.; queste hanno un aspetto grossolanamente antropomorfo; da qui origina il nome assonante con il persiano mandrun-ghia che vuol dire “erba-uomo”.

Le foglie, di forma ovato-oblunga, corrugate, sono disposte a formare una rosetta basale al centro della quale, in autunno, è presente un ciuffo di fiori peduncolati, con corolla violacea, imbutiforme, lunga 3–4 cm, suddivisa in 5 lobi. La fioritura è lunghissima, si protrae per tutto l’inverno, continuando a fiorire anche in presenza di nevicate.

Alla fioritura seguono i frutti, che da verdi quando sono immaturi virano al colore giallo-rossastro a maturazione fino a diventare nerastre quando seccano. Le bacche maturano in estate e come tutte le altre parti della mandragora emanano un odore sgradevole quasi fetido. Il frutto viene chiamato anche mela del diavolo per la sua elevata tossicità. I semi racchiusi all’interno delle bacche sono numerosi, piccoli, reniformi e dotati capaci germinare anche se in tempi molto lunghi.

Da tener ben presente che la grossa radice scura a fittone raggiunge, negli esemplari adulti, il metro e mezzo di lunghezza. È una pianta diffusa nella area mediterranea meridionale, dal Portogallo alla Grecia, dalla Sardegna al Nord Africa e al Medio Oriente. In Italia cresce nei campi incolti lungo nelle zone collinari e gli aridi sentieri di montagna esposti al sole.

Nell’antico Egitto questa pianta veniva utilizzata come additivo per la birra, mentre nell’Europa medievale alla mandragora, specialmente alla sua radice, erano attribuite diverse proprietà magiche. Se la radice assumeva la forma di un essere umano, completa di braccia, gambe e testa, tirarla fuori dal terreno era considerata una condanna a morte certa. Al contrario, chi possedeva una radice di mandragola con queste sembianze e la nutriva e la curava era, secondo la credenza popolare, destinato a grande ricchezza e successo.

Le due specie autoctone dell’Europa che possono essere coltivate a partire dai semi e piantate all’aperto sono la Mandragora Officinarum, che fiorisce in primavera con fiori bianco-verdognoli, e la Mandragora Autumnalis, che fiorisce in autunno con fiori azzurro-violetti. La conformazione antropomorfa delle radici ha sempre esercitato un fascino particolare sull’immaginario collettivo, contribuendo probabilmente a far attribuire alla mandragola poteri sovrannaturali in molte tradizioni popolari. Occorre tuttavia tener presente che queste piante sono realmente e fortemente dotate di azione tossica ed allucinogena; contengono infatti potenti alcaloidi con un’azione simile a quella dell’atropina.

Colpisce della Mandragora autumnalis il modo di comportarsi rispetto alle stagioni: in estate, non appena le temperature si alzano, la pianta scompare dal terreno andando in letargo (riposo vegetativo) e diventando ipogea, ma sotto lo strato della terra è perfettamente viva, in una calma e paziente attesa delle lunghe ombre autunnali per rispuntare in autunno forte e rigogliosa, emettendo nuove foglie e nuovi fiori dando spettacolo di sé nella stagione fredda.

La mandragora è una pianta antichissima e fin dall’antichità è stata considerata una pianta magica dotata di  proprietà particolari ma da maneggiare con grande cura in quanto non priva di effetti collaterali anche molto pesanti; veniva custodita avvolta in un panno rosso in un luogo nascosto per poi essere utilizzata per vari scopi quali: proteggere la salute del possessore, vincere e gettare il malocchio, avere o togliere fortuna e ricchezza, favorire la fertilità, stimolare l’amore, vincere le calamità e la morte. La pianta viene citata infatti nella Bibbia nel libro della Genesi: Rachele richiese a Lia la radice di mandragora per ottenere la fecondità.

Nella credenza popolare la mandragora era considerate magica per via delle radici che hanno sembianze umane. Gli antichi Greci chiamavano la radice di Mandragola anthropomorphon per il suo aspetto antropomorfo che assume biforcandosi e ramificandosi ed erano capaci addirittura di poterne distinguere il sesso: mandragora maschio con radice bianca, grossa e carnosa e mandragora femmina con radice più piccola e nerastra.

Per la sua particolare forma questa pianta, è chiamata con nomi diversi: mela del Diavolo, Vecchietto barbuto, Vecchia signora e semi-homo.

Famosa la leggenda del pianto della mandragora (riportata anche nel film “Harry Potter e la camera dei segreti “ secondo la quale detto urlo si poteva “sentire” quando veniva estirpata dal terreno, un pianto in grado addirittura di uccidere. Per evitare rischi, il metodo più sicuro di raccoglierla era, come scrive anche Machiavelli nella sua commedia, legarla al guinzaglio di un cane che una volta libero l’avrebbe tirata e quindi tolta dal terreno, uccidendola velocemente e impedendone quindi anche il pericoloso pianto.

Le prime tracce dell’utilizzo della mandragora si trovano già a partire dall’antica Grecia dove veniva utilizzata in particolare per favorire il sonno. Nella Bibbia viene citata come rimedio afrodisiaco e contro la sterilità. Nell’antichità la Mandragora veniva usata anche come amuleto per propiziare la fortuna, soprattutto in amore ma anche salute e ricchezza. In questo caso la radice doveva essere intagliata in un certo modo e conservata con cura in casa o portandola con sé.

Tra le proprietà principali della mandragora vi è appunto la capacità di indurre uno stato simile a quello della fase Rem del sonno; dunque, grazie ad alcuni principi attivi contenuti in essa, la pianta ha potere narcotico e sedativo (anche nei confronti della tosse). Altre proprietà sono la capacità analgesica, quindi l’effetto di riduzione del dolore, ad esempio in caso di crampi intestinali o mal di denti e secondo la tradizione medica antica, offre benefici anche nella sfera sessuale. La mandragora sarebbe in grado infatti di aumentare il desiderio e la potenza sessuale ma si mostrerebbe anche utile a combattere i problemi di sterilità.

I principi attivi sono la scopolamina, l’atropina e la josciamina.

Bisogna fare però molto attenzione ad utilizzare la mandragora in fitoterapia in quanto si tratta di una pianta estremamente tossica e non commestibile dato che contiene degli alcaloidi che possono provocare allucinazioni, vomito e problematiche gastrointestinali, tachicardia, pressione alta, convulsioni e in casi estremi anche la morte.

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