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Limone | Citrus limon

Il limone (Citrus limon (L.) Osbeck) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Il nome comune limone si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto.

Albero sempreverde, che può raggiungere i 4-6 metri di altezza, con tronco robusto, di colore grigio con rami robusti e spinosi, le foglie sono grandi, di colore verde, coriacee, quelle giovani rossastre, i fiori sono di colore bianco e rosati esternamente, profumatissimi, hanno 5 petali, numerosi stami con filamenti bianchi e antere gialle, 1 stilo con stigma grande, ovario supero. Il frutto è una grossa bacca modificata (esperidio) con epicarpo spesso di colore giallo vivo o verde, a seconda della specie, mesocarpo bianco e spugnoso, amarognolo, e all’interno un endocarpo diviso da diaframmi contenenti polpa acidula che contiene i semi e che se spremuta ne fornisce il succo. Fiorisce 2 o più volte l’anno, coltivato in tutta Italia, con prevalenza nelle zone climatiche temperate di Liguria, Lago di Garda, Campania e tutto il Meridione, da 0 a 800 m s.l.m..

Secondo alcuni studi genetici, il limone è un antico ibrido tra il pomelo e il cedro, anche se ormai da secoli è una specie autonoma, che si riproduce per innesto e talea. I primi limoni sono originari dell’India Settentrionale, della Cina e del nord della Birmania, mentre la presenza in Italia è testimoniata già dai tempi dei romani e da alcune raffigurazioni di questo agrume a Ercolano e Pompei. Di certo furono gli arabi durante l’epoca delle invasioni a reintrodurli in Italia, soprattutto nel Regno di Napoli. Proprio qui, infatti, si trovano i sei limoni che hanno ottenuto il riconoscimento IGP, in ordine di maggior produzione: Limone di Siracusa, Limone Interdonato di Messina, Limone Femminello del Gargano, Limone Costa d’Amalfi, Limone di Sorrento e recentemente Limone di Rocca Imperiale.

Esistono innumerevoli varietà del frutto che si differenziano principalmente per l’aspetto esteriore come, ad esempio, lo spessore e la ruvidità della buccia, ma anche per il grado di acidità del succo e la presenza o meno di semi all’ interno. Le varietà più diffuse nel nostro paese provengono sia da coltivazioni locali che estere e sono il Monachello, l’Interdonato, il Femminello, l’Eureka, il Genoa, il Lisbon, il Verna, il Masero e il Karystini. Meno noti, perché facilmente deteriorabili, sono il limone dolce e quello rosso, che possono essere consumati come frutta fresca per il sapore meno aspro dei loro spicchi.

Il limone di Sorrento, anche detto limone “Ovale di Sorrento“, è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta (IGP). Questa varietà è un limone femminello e si differenzia dai limoni della vicina costiera amalfitana per le diverse modalità di coltivazione e per proprietà organolettiche differenti: presenta dimensioni medio-grosse (ciascun limone non pesa meno di 85 grammi), una polpa di color giallo paglierino con un succo altamente acido (che lo differenzia dal moderatamente acido succo del limone amalfitano) ed è ricco di vitamina C. La buccia è di medio spessore ed è molto profumata per la ricca presenza in oli essenziali, ed è di colore giallo citrino. Il limone di Sorrento IGP presenta particolari tecniche di produzione, basate sulla coltivazione delle piante sotto le “pagliarelle”, ossia stuoie di paglia appoggiate a pali di sostegno di legno per coprire le chiome degli alberi, allo scopo di proteggere gli alberi dal freddo e dal vento e per ritardarne la maturazione. Viene coltivato sulla penisola sorrentina, in particolare nei comuni Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense, oltre che nell’isola di Capri, con i due comuni Capri ed Anacapri.

Il Limone Costa d’Amalfi (Limon amalphitanus), noto anche come Sfusato Amalfitano, è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta dal 2001. Viene coltivato nei famosi limoneti chiamati “giardini di limoni” nei comuni appartenenti alla costiera amalfitana, ovvero Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare, Raito, Dragonea, Albori. Si tratta di un limone di categoria sfusato, e si differenzia dai limoni della vicina area sorrentina per le diverse modalità di coltivazione (viene coltivato a terrazzamento, su territori in pendenza, in muretti di contenimento chiamati “macere”, sotto tipiche impalcature di legno di castagno)

e per proprietà organolettiche differenti: presenta una buccia di spessore medio e di colore giallo chiaro, ricca di oli essenziali e terpeni; possiede una polpa succosa e moderatamente acida, con scarsa presenza di semi (dai 4 ai 10 semi per frutto); si presenta di dimensioni medio-grosse (dai 100 ai 120 grammi per frutto) ed è ricco di acido ascorbico, ossia di Vitamina C. Il limone di Amalfi cresce esposto al sole e ai venti caldi provenienti da sud, godendo della protezione dei Monti Lattari, al riparo dai venti freddi provenienti dai paesi nordici e in particolare dalla cosiddetta tramontana.

Il Limone di Procida è di una pezzatura medio-grande con buccia a grana grossa di colore giallo chiaro caratterizzata da un albedo, lo strato bianco e spugnoso che si trova sotto la scorza gialla, di notevole spessore. Per questa loro peculiarità, dovuta in parte anche all’ambiente pedoclimatico, vengono detti anche “limoni pane“. Il loro profumo è intenso e il succo gradevolmente acido. Il limone di Procida viene utilizzato per la realizzazione di bevande e per aromatizzare ricette locali, anche se i palati più fini le gustano anche a fette, come dessert, con o senza l’aggiunta di un cucchiaio di zucchero. La coltivazione di questo limone a livello familiare è sicuramente secolare ed è da attribuire alla spiccata vocazione degli abitanti alla navigazione dove, come è noto, la presenza di frutti di limone a bordo assume carattere fondamentale.

Il limone è il frutto che vanta il più vasto impiego terapeutico, e il rapporto fra limone e salute vanta una storia millenaria. La composizione chimica del limone è: acqua (89,50 g), carboidrati (2,30 g), zuccheri solubili (2,30 g), proteine (0,60 g), fibra totale (1,90 g), Sodio (2 mg), potassio (140 mg), ferro (0,10 mg), calcio (14 mg), fosforo (11 mg), vitamina B1 (0,04 mg), vitamina B2 (0,01 mg), vitamina B3 (0,30 mg), vitamina C (50 mg).

100 g di limoni contengono 11 kcal/46 kj, mentre il succo contiene 6 kcal/25 kj ogni 100 g.

La composizione nutrizionale varia se si prende in considerazione il solo succo: l’energia proveniente dai carboidrati (87%) aumenta rispetto a quella proveniente alle proteine (13%), ma corrisponde solo a zuccheri solubili (1,4 g ogni 100 g di succo). Quindi mentre consumando il frutto intero si assumono anche delle fibre, il succo di limone ne è privo. Anche le Calorie diminuiscono (6 per 100 g), mentre la quota di acqua aumenta (92,1%). Per quanto riguarda i micronutrienti, 100 g di succo di limone apportano 43 mg di vitamina C, 0,2 mg di niacina, 0,02 mg di tiamina e 0,02 mg di riboflavina, 140 mg di potassio, 14 mg di calcio, 10 mg di fosforo, 2 mg di sodio e 0,2 mg di ferro.

Nel limone sono inoltre presenti acidi organici, carotenoidi, flavonoidi come eriocitrina ed esperidina (particolarmente abbondanti nella scorza e nell’albedo), limonoidi amari e composti volatili (che costituiscono il 2,5% della buccia). Fra tutti si ricordano il limonene, l’alfa-terpinene, l’alfa-pinene, il citrale, le cumarine, la mucillagine.

Il succo di limone vanta una lunga tradizione d’uso come astringente, diaforetico (promuove la sudorazione), diuretico, tonico; può danneggiare lo smalto dei denti causando irregolarità della loro superficie, perdita della lucidità e alterazioni del colore.

I limoni

  • aiutano a contrastare e prevenire gli attacchi di influenza e il raffreddore, e abbassano i livelli di istamina, che fa arrossare gli occhi e colare il naso;
  • aiutano l’organismo nella produzione di collagene, ovvero la sostanza che tiene unite tra loro le cellule e che partecipa alla guarigione da ferite o tagli;
  • stimolano la diuresi;
  • stimolano il sistema immunitario;
  • sono uno degli alimenti anticolesterolo per eccellenza;
  • hanno proprietà corroboranti e stomachiche, stimolando la secrezione salivare e delle altre ghiandole dell’apparato digerente.
  • stimolano le funzioni nervose e cerebrali grazie al potassio, riducendo la pressione sanguigna;
  • purificano la pelle, in quanto la vitamina C e gli antiossidanti presenti nel limone contrastano i danni provocati dai radicali liberi e la formazione di rughe.

 

L’acido citrico e i citrati (sali) in esso contenuti sono dei naturali regolatori di acidità: i limoni sono un alimento fortemente alcalinizzante, indicato nelle diete depurative ed in quelle mirate alla prevenzione delle calcolosi renali da accumulo di cistina ed acido urico. Per disintossicare e rimineralizzare l’organismo in maniera completamente naturale, non c’è niente di meglio che bere al mattino e a digiuno un bicchiere di acqua del rubinetto a temperatura ambiente o leggermente tiepida, strizzandoci dentro il succo di un limone fresco.

Il limone, in particolare il suo succo, – oltre che in ambito culinario – viene impiegato come detergente cutaneo, in quanto dotato di spiccate proprietà antibatteriche (utilizzo comunque non ufficialmente approvato).

I citroflavonoidi contenuti nel limone, invece, sono dotati d’interessanti proprietà terapeutiche. Più in particolare, possiedono un’attività antinfiammatoria e, inoltre – influenzando la permeabilità vascolare – sono in grado di esercitare anche un’azione di tipo protettivo nei confronti dei capillari sanguigni.

Inoltre, i limoni contengono sostanze, come limonina e limonene, che limitano i danni cellulari da cui può derivare la formazione di tumori. Studi condotti sulle potenziali proprietà antitumorali del limonene contenuto nell’olio essenziale di limone hanno messo in luce come il limonene sia in grado di inibire in vitro la crescita di determinati tipi di cellule tumorali, ma i risultati vanno confermati.

Il limone infine è usato come aromatizzante sia nell’industria dei liquori che in quella farmaceutica. Famoso in tutto il mondo il limoncello, un liquore dolce, ottenuto dalla macerazione in alcol etilico delle scorze del limone, miscelata in seguito con uno sciroppo di acqua e zucchero.

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