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Catecù nero | Acacia Catechu

Il Catecù nero (Acacia catechu) è un albero della sottofamiglia delle Mimosacee, dell’India e dello Sri Lanka, con fiori riuniti in spighe di colore giallognolo. Catecù è anche sostanza estratta da tale pianta, densa e di colore scuro, usata in medicina e in tintoria.

L’area di distribuzione di questa pianta si estende dal sud dell’Himalaya (Pakistan, India) alla Birmania e alla Tailandia. Fra le numerose qualità, la più pregiata risulta il Catecù di Bombay.

Si presenta come un albero spinoso deciduo della famiglia delle Fabaceae, alto da 10 ai 15 metri, con la corteccia color giallo-marrone negli esemplari più giovani e nera in quelli più vecchi. Le foglie sono composte, alterne con foglioline opposte e ovate mentre i fiori sono riuniti in infiorescenze a racemo color bianco o giallo pallido. Infine il frutto, contenuto in un baccello, è un legume marrone leggermente schiacciato e semi ovali. Dall’incisione della corteccia fuoriesce un essudato bianco che costituisce la droga della pianta.

La droga è rappresentata dall’essudato della corteccia ricavato per incisione e dalla corteccia. I principi attivi sono costituiti da tannini, mucillagini, flavonoidi.

La pianta dell’Acacia catechu è un antisettico naturale e un espettorante. Inoltre, è un potente astringente, antidiarroico, utile in caso di stomatiti e di intestino irritabile. Trova indicazione tutte le volte che stomaco o intestino hanno bisogno di essere stimolati o tonificati. Ha importanti proprietà antinfiammatorie, decongestionanti e antiossidanti. In Ayurveda è rinomata la sua azione purificante della pelle.

Il catecù viene prescritto nel trattamento delle dispepsie accompagnate da diarrea, nelle enteriti, e come espettorante balsamico nelle forme catarrali a carico dell’apparato respiratorio.

Esternamente è impiegato come antisettico astringente nella stomatite, in caso di gengive infiammate e sanguinanti, nella faringite e raucedine.

L’Acacia catechu Willd entra nella composizione di paste, polveri ed elisir dentifrici oltre che in pastiglie profumate (ha sapore amaro, molto astringente, ma poi lascia in bocca un sapore dolce, duraturo) per correggere l’alitosi (fumatori, ad esempio), in caso di flogosi della mucosa orale e come rinforzante gengivale. Dai tempi più remoti viene adoperata nei luoghi di origine per preparare, assieme ad altre sostanze, un masticatorio chiamato Betel.

Il Catecù era segnalato per la tintura del cotone e della seta nera a cui dava tonalità brune molto resistenti alla luce e al bucato.

Non sono state constatate particolari controindicazioni; tuttavia, per precauzione si consiglia comunque di evitare l’uso in gravidanza e in allattamento e di non somministrarlo ai bambini sotto i tre anni.

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