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Camomilla

La camomilla (Matricaria chamomilla L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Asteraceae. Di questa pianta vengono in genere raccolti i fiori, preferibilmente dopo aver perso i petali ma prima di essersi essiccati sulla pianta stessa. Una comune metodologia di raccolta consiste nel far passare fra le dita (o fra i denti di appositi pettinini) gli steli della pianta in maniera tale da raccogliere solamente i fiori, evitando una lunga fase di pulitura. I capolini si essiccano disponendoli in strati sottili all’ombra; si conservano poi in recipienti ermetici di vetro al riparo da fonti di luce ed umidità.

I fiori di camomilla vengono notoriamente usati per preparare infusi dotati di virtù blandamente sedative. In realtà la pianta non ha principi attivi ipnoinducenti, bensì componenti idrofili come i flavonoidi (eupatuletina, quercimetrina), le cumarine glicosilate e gli acidi fenolici che, estratti con solvente acquoso, conferiscono proprietà digestive, spasmolitiche, sedative, antinfiammatorie ed antiossidanti. In particolare, la proprietà ansiolitica è dovuta alla presenza di una molecola flavonoidica detta apigenina 7-glucoside, che lega competitivamente i recettori delle benzodiazepine (farmaci ansiolitici sedativi).

Queste combinazioni di principi attivi rendono la camomilla un ottimo miorilassante, utile in caso di crampi intestinali, cattiva digestione, sindrome dell’intestino irritabile, spasmi muscolari e dolori mestruali, ma anche in caso di tensione nervosa e stress, perché provoca una sensazione di piacevole rilassamento con effetto calmante sul nervosismo e l’ansia.

Oltre che alla somministrazione orale, è possibile ricorrere all’uso di bustine o preparati di camomilla anche per nebulizzazioni, linimenti anti-stress, impacchi, colliri e collutori (questi ultimi anche assieme alla malva).

Come la malva, la camomilla è dotata di buone proprietà antinfiammatorie naturali, grazie all’azione protettiva sulle mucose esercitata dalle mucillagini e dai componenti del suo olio essenziale (azulene e alfa-bisabololo). Per questa ragione è utilizzata come rimedio lenitivo, decongestionante, addolcente e calmante, in tutti tipi d’irritazioni dei tessuti esterni e interni: dermatiti, ferite, ulcere, gastrite, congiuntivite, riniti, irritazioni del cavo orale, gengiviti e infiammazioni urogenitali, fenomeni nevralgici (sciatica, trigemino lombaggine e torcicollo). Questo grazie a certi componenti dell’olio essenziale (alfa-bisabololo, guaiazulene, camazulene e farnesene), ad una componente flavonoide (soprattutto apigenina, quercetina, apiina e luteolina) ed ai lattoni matricina e des-acetil-matricarina. Il suo potere antiflogistico a parità di principio attivo (in peso) è stato comparato a quello del cortisone. Altri flavonoidi presenti (eupatuletina, quercimetrina) e le cumarine sono responsabili delle proprietà digestive e spasmolitiche. Queste combinazioni di principi attivi ne fanno un buon risolvente nella dismenorrea, nei crampi intestinali dei soggetti nervosi, negli spasmi muscolari e nei reumatismi. Le tisane ottenute con questa pianta eliminano i gas intestinali e favoriscono la digestione, producendo un generale miglioramento delle funzionalità del sistema gastroenterico. La pianta è utilizzata con successo anche come anti-dolorifico in caso di mal di denti, sciatica, mal di testa, mal di schiena e cervicale. Questo grazie agli acidi organici (acido salicilico, acido oleico, acido stearico) e ai lattoni, che gli conferiscono virtù antiflogistiche simili a quelle del cortisone.

Sono infine note le proprietà nutrizionali della camomilla rispetto ai capelli e rispetto al cuoio capelluto; si utilizza anche per schiarire i capelli biondi che con il tempo tendono al castano: per questi scopi si deve preparare un infuso di fiori di camomilla, lasciarlo raffreddare, filtrarlo e poi utilizzarlo regolarmente dopo lo shampoo, per almeno una o due volte a settimana.

Dati di laboratorio dimostrano che la camomilla può inibire il CYP3A4 e quindi avere in teoria la capacità di ridurre il metabolismo ed aumentare la concentrazione serica ed il rischio di tossicità di farmaci quali i calcio antagonisti, il cisapride, la lovastatina e la simvastatina [Budzinski JW et al, 2000]. La camomilla può avere effetti additivi quando associata a sedativi o a prodotti naturali quali alcool, Nepeta cataria, kava (Piper methysticum), Melissa officinalis e valeriana (Valeriana officinalis) [Jellin JM et al,].

Recenti studi hanno dimostrato anche gli effetti ipoglicemizzanti, utili per abbassare il livello di zuccheri dal sangue, in quanto inibisce la trasformazione del glucosio in sorbitolo, responsabile, quando in eccesso, dei danni agli occhi, reni e cellule nervoso, che si riscontrano nelle persone che soffrono di diabete.

 Bibliografia

  • Budzinski JW et al. An in vitro evaluation of human cytochrome P450 3A4 inhibition by selected commercial herbal extracts and tinctures. 2000; 7:273-82.
  • Jellin JM, Gregory P, Batz F, et al, eds. Pharmacist’s letter/Prescriber’s letter natural medicines comprehensive database. 4th ed. Stockton CA: Therapeutic Researc Faculty, 2002. Website: http://www.naturaldatabase.com

CAMOMILLA ROMANA

Anthemis nobilis L.

La camomilla romana ha proprietà abbastanza differenti dalla camomilla comune. Le vengono attribuite proprietà amaro-toniche, stomachiche, digestive, antispastiche, carminative (favorisce l’espulsione dei gas intestinali), antinfiammatorie, sedative.

Il fiore della camomilla romana (Farmacopea Ufficiale), infatti, viene utilizzato in infusi da assumere mezz’ora prima dei pasti in caso di gastriti croniche con atonia e pesantezza postprandiale.

Estratti di camomilla romana trovano impiego elettivo anche in prodotti cosmetici dedicati al trattamento di pelli delicate e sensibili.

L’olio essenziale ottenuto dai capolini di camomilla romana, inoltre, è dotato di proprietà antibatteriche e antimicotiche, esercitate soprattutto nei confronti di batteri Gram-positivi e nei confronti di dermatomiceti.

L’uso della camomilla romana è controindicato in caso di gastriti acute ed ulcera peptica o in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti ed infine in gravidanza.

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