0

Calendula | Calendula officinalis

La calendula o calendola o fiorrancio (Calendula officinalis L., 1753) è una pianta annuale/biennale della famiglia delle Asteraceae (dette anche Composite), e appartenente al genere Calendula.

È una pianta erbacea con fusto carnoso e ramificato. Presenta foglie oblunghe, di un verde lucente, sessili e a margine irregolare. Durante tutta l’estate, una volta al mese appaiono grandi fiori color arancione, raggruppati in capolini; i periferici ligulati, quelli centrali ermafroditi e tubulosi.

Evidente l’etimologia dalle calendae romane, che indicano per antonomasia una ricorrenza mensile. Secondo alcuni autori ciò è dovuto alla rifioritura regolare della pianta, secondo altri alle proprietà emmenagoghe. Cresce spontaneamente in Italia e viene difficilmente coltivata a scopo ornamentale. Il periodo della fioritura è a cavallo tra il mese di maggio e quello di novembre. Le sue origini sono essenzialmente europee, nordafricane e dell’Asia occidentale. Come pianta selvatica, la Calendula, si trova un pò ovunque, ma soprattutto lungo i cigli delle strade assolate o nei campi aperti. In Italia è molto diffusa nel Meridione.

La calendula trova impiego ornamentale, per decorare i giardini o in vaso sui terrazzi, coltivato industrialmente per la produzione del fiore reciso invernale. I contadini usano i fiori per prevedere il meteo che ci sarà in giornata: se in mattinata rimangono chiusi molto probabilmente ci sarà pioggia.

I fiori sono commestibili, essiccati e ridotti in farina, detta “Marigold“.

A scopo medicinale, della Calendula si utilizzano in particolare i fiori. La Calendula è ricca di principi attivi tra i quali: oli essenziali (costituito da oltre 45 sostanze), che conferiscono il tipico profumo ed hanno una potente azione antinfiammatoria, principi amari, resine, acidi grassi, acido salicilico, saponina, carotenoidi, tra cui la calendulina, triterpeni pentaciclici, flavonoidi, polisaccardi immunostimolanti, fitosteroli e mucillagini. Diverse le proprietà curative: coleretica, colagoga, antisettica, antimicrobica, antivirale, antinfiammatoria, diuretica, cicatrizzante, emmenagoga, depurativa ed aiuta la sudorazione.

Per le sue proprietà antinfiammatorie ed anticoagulanti, la calendula è ottima in caso di ferite infiammate o purulente, bruciature ed eritemi. Può essere impiegata per:

  • accelerare la guarigione delle ferite: le proprietà vulnerarie sembrano dovute ad una influenza sull’incremento della produzione di fibrina, che si manifesta con una rapida chiusura delle ferite, con buona formazione di tessuto di granulazione e con il miglioramento dell’equilibrio di idratazione cellulare della cute. Questa azione della calendula è da attribuire ai carotenoidi, simili da un punto di vista chimico alla vitamina A;
  • l’azione coleretica e ipolipemizzante: l’infuso di calendula mostra una marcata azione coleretica, ed incrementa la secrezione di acidi biliari e la quantità di bile prodotta senza alterare significativamente il contenuto di bilirubina e colesterolo. I saponosidi della calendula abbassano i livelli di colesterolo e trigliceridi;
  • l’azione sul sistema cardiocircolatorio e sul sistema nervoso centrale: gli estratti alcolici ed acquosi determinano una leggera riduzione della pressione arteriosa ed una riduzione dell’attività cardiaca (azione bradicardica); inoltre sono state documentate anche influenze sull’induzione del sonno;
  • come coadiuvante nelle cure ginecologiche; ha anche un effetto attenuante del flusso e regolarizzante il ciclo mestruale;
  • rinforzare le vene;
  • proprietà antiulcera: l’effetto citoprotettore sulla mucosa gastrica è attribuibile al contenuto in caroteni, mentre i saponosidi – in particolare il calenduloside B – hanno un’azione antiulcera.

L’uso dei fiori di Calendula officinalis ha effetti antispasmodici e cicatrizzanti. Il decotto prodotto con circa 50 g di fiori essiccati per litro d’acqua, è consigliato contro l’ulcera gastrica e l’afta; ha inoltre effetti sudoripari e preventivo/attenuanti dei dolori mestruali. Viene a volte utilizzata all’interno di prodotti antistaminici per le allergie causate dalla polvere e dagli acari. Nell’uso domestico i fiori secchi si fanno macerare in olio d’oliva (50g per mezzo litro) per produrre un rimedio per bruciature e ustioni. Si utilizza anche come impacco decongestionante. Per uso esterno, la calendula trova indicazioni nella cura e pulizia della pelle; si presta inoltre alla realizzazione di creme, tinture o impacchi contro acne, foruncoli, ustioni ed ulcere. Sono soprattutto le infezioni della pelle causate da stafilococchi a reagire bene all’applicazione di preparati a base di questa pianta. L’attività antibiotica, dovuta ai flavonoidi e alle saponine, è diretta verso svariati microorganismi, in particolare contro i batteri Gram-positivi, quali Staphylococcus aureus e Streptococcus betahaemolyticus. In ambito ginecologico la calendula favorisce la regolarizzazione del ciclo mestruale, particolarmente in donne anemiche e soggette a crisi nervose; inoltre attenua i dolori mestruali.

Articoli correlati