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Boldo | Peumus boldus Molina

Il boldo (Peumus boldus) è una pianta perenne sempreverde della famiglia delle Monimiaceae, utilizzata per la digestione difficile, la stitichezza e l’insufficienza epatica grazie alle sue proprietà disintossicanti, digestive e colagoghe.

Originaria dell’America del Sud, e più precisamente del Cile centrale e del Perù, ormai si è diffusa in molte altre zone del continente ed è stata introdotta anche in Europa e nell’Africa del Nord. In Brasile, la maggior parte delle case ha una pianta di boldo per uso fitoterapico. In Quebec, il boldo è una delle 20 piante medicinali più proposte da fitoterapisti, erboristi o naturopati.

Nella tradizione popolare andina, il boldo viene utilizzato da secoli per le sue proprietà stimolanti le funzioni epato-biliari e gastro-intestinali. L’olio essenziale contenuto nelle foglie conferisce alla pianta un odore aromatico penetrante, pungente e legnoso sono utilizzate, tanto che in America del sud, lo usano per preparare infusi, soprattutto in Cile, Argentina e Uruguay, dove viene utilizzata con la yerba mate, per mitigarne il forte sapore. Sempre in Cile, molti anni fa, gli studiosi notarono che le capre che si nutrivano delle sue foglie, non avevano disturbi epatici; da queste osservazioni presero spunto gli studi per giustificare il suo impiego nelle affezioni che colpiscono il fegato.

La droga è costituita dalle foglie essiccate, contenenti: alcaloidi isochinolinici (boldina); flavonoidi (isoramnetina); olio essenziale ricco in monoterpeni (limonene, p-cimene, 1,8-cineolo, fellandrene e ascaridolo, una sostanza neurotossica). Questi costituenti conferiscono alla pianta proprietà epatoprotettrici, diuretiche, stomachiche, coleretiche (flavonoidi ed alcaloidi) e colagoghe. Per questa ragione la pianta è impiegata nelle cure depurative stagionali, come protettore epatico, utile per prevenire danni al fegato, e nella lieve insufficienza epatica e biliare. Le proprietà digestive la rendono utile per contrastare le dispepsie (digestione lenta), poiché favorisce la secrezione gastrica e migliora la digestione dei grassi. La sua azione blandamente lassativa rende il boldo particolarmente indicato in caso di stitichezza poiché l’aumento dei sali biliari nell’intestino favorisce la funzionalità enterica, grazie anche all’effetto antinfiammatorio e rilassante la muscolatura liscia.

Il principio attivo più importante è rappresentato dalla boldina che è un potente antiossidante con effetti antinfiammatori e rilassanti sulla muscolatura liscia intestinale; protegge anche i tessuti dall’azione perossidante dei radicali liberi, è leggermente diuretica e antisettica, il che la rende efficace contro la cistite, le infezioni minori del tratto urinario o i disturbi del tratto urinario causati da infezioni. Gli alcaloidi e i flavonoidi delle foglie di boldo sono anche antipiretici, il che significa che agiscono contro la febbre abbassando la temperatura del corpo.

Il boldo è presente in Farmacopea Ufficiale e in numerose specialità medicinali ed ha ottenuto l’approvazione ufficiale per il trattamento dei disturbi digestivi.

Le proprietà digestive del boldo sono note anche alla medicina popolare, che utilizza questa pianta proprio per contrastare i disturbi dispeptici, ma anche come rimedio diuretico, epatoprotettivo, colagogo e antielmintico.

Il boldo viene utilizzato anche dalla medicina omeopatica, dove lo si può trovare sotto forma di granuli o tintura madre. In quest’ambito la pianta viene impiegata in caso di disturbi digestivi, nausea e vomito.

Il boldo è una droga abbastanza sicura, ma è controindicata in gravidanza e in allattamento, e è da tenere sotto stretto controllo medico in caso di pazienti affetti da colestasi o calcolosi delle vie biliari (colecisti o coledoco), neuropatie ed epilessia (Olio essenziale) od ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. Inoltre non è raccomandato un uso prolungato; potrebbe interagire con lassativi antrachinonici con potenziamento degli effetti collaterali degli antrachinoni.

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