0

Cedro | Citrus medica

Il cedro (Citrus medica) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus (fam. delle Rutacee). È ritenuta una delle tre specie di agrumi capostipite da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo ed al mandarino.

Il nome cedro, derivato dalla volgarizzazione del termine latino citrus è, però, ambiguo in quanto coincide con la traduzione di cedrus, nome dato alla conifera (i famosi cedri del Libano che fornirono il legno per tante imbarcazioni nel mondo antico); ecco perché in alcuni testi per l’agrume viene usato anche il termine citro. Fu classificato già da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia col nome di “mela assira”.

Specie di origine asiatica, India e Birmania, è coltivata per usi commerciali o, da pochi appassionati, come curiosità botanica  nei Monti Lattari, nella penisola sorrentina e a Capri, in Calabria, nella fascia costiera nota come “Riviera dei Cedri”.

Il cedro si presenta come un arbusto o un piccolo albero sempreverde, alto 2-5 m, giovani foglie non ancora sviluppate soffuse di violetto. Chioma arrotondata, assai ramosa, con ramuli spinosi. Tronco eretto, breve, con corteccia grigio-scura, liscia negli esemplari giovani diventa squamosa con l’andare del tempo. Foglie portate da un picciuolo generalmente non alato, lunghe 5-10 cm, lamina ellittica, margine carenato o seghettato, colore verde intenso lucido superiormente. Fiori profumati, solitari o in brevi racemi, corolla a 5 petali, fino a 4 cm di diametro, bianca all’interno e più o meno soffusa di porpora all’esterno. Frutti grandi, sino a 15-25 cm di diametro, ellittici o globosi, a buccia molto grossa, dura, rugosa, fragrante, ricca di oli essenziali, prima verde poi giallo-limone a maturità, con succo mediocramente acido.  La buccia è molto ruvida ed eccezionalmente spessa; costituisce fino al 70% del frutto, per cui – tolti pure i semi e la pellicola tra gli spicchi – solo un 25-30% del cedro è normalmente utilizzabile- La pianta cresce nell’intervallo altimetrico tra 0 e 800 metri s.l.m..Periodo di fioritura: Gennaio-Dicembre.

Le cultivar sono divise in due gruppi: cedri acidi e cedri dolci. Le prime, come la specie tipica, hanno fiori e germogli rosso-violocei e polpa acida; le seconde hanno fiori bianchi e polpa più dolce. Tra i cedri acidi ricordiamo la Diamante (o Liscia), la Etrog e la Mano di Budda (con frutti ornamentali privi di polpa); tra le cultivar dei cedri dolci ricordiamo la Corsican e la Salò.

Una certa importanza hanno assunto i cosiddetti limoni cedrati, che possono essere considerati come degli ibridi fra limoni e cedri, producenti frutti che ricordano il cedro per la pezzatura e lo spessore della buccia, abbastanza idonea alla candidatura, mentre simile al limone è l’aspetto della pianta, che risulta meno esigente del cedro per quanto riguarda la temperatura.

Il cedro, come altri agrumi, è un frutto ricco di qualità benefiche dovute soprattutto al ricco contenuto di fibra alimentare e di micronutrienti, soprattutto vitamine C e B1, calcio e potassio, flavonoidi antiossidanti (in particolare, esperidina), olio essenziale ricco di citrale, limonina e terpeni. Grazie a questi componenti il cedro ha proprietà depurative (stimolando la diuresi), digestive, carminative (aiuta l’organismo a espellere e ridurre la formazione dei gas intestinali), germicide, disinfettanti, lassative. Il ricco contenuto di fibre favorisce il naturale funzionamento dell’intestino.

La maggiore importanza economica del cedro deriva dalla scorza che viene utilizzata per la preparazione di canditi, acqua e sciroppo di cedro e per l’estrazione di olii essenziali. Con il succo si preparano bibite. In medicina si utilizza per la preparazione di infusi.

Il consumo del frutto fresco è controindicato nei pazienti che assumono anticoagulanti orali a base di warfarin nonché in gravidanza e nei bambini.

L’olio essenziale di cedro, noto in fitoterapia, è efficace come rigenerante, lipolitico, tonico, espettorante, antisettico e anti dolorifico.

In erboristeria, l’olio di cedro viene consigliato soprattutto per combattere la pelle a buccia d’arancia. In genere si impiega mescolato con l’olio di mandorla per migliorare la spalmabilità e l’efficacia del massaggio (l’olio di mandorle è un efficace elasticizzante).

L’olio di cedro è anche consigliato per favorire la crescita dei capelli e mantenere la salute del cuoio capelluto grazie alle proprietà rubefacenti, che richiamano sangue in loco e stimolano il microcircolo, incidendo positivamente sull’ossigenazione dei bulbi.

Articoli correlati