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Angelica Archangelica

L’angelica è una pianta biennale della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere).

L’angelica viene usata in erboristeria che ne utilizza le radici, le foglie ed i semi, però i maggiori trattati ne limitano l’assunzione e consigliano l’uso dietro consulto medico perché ad alte dosi la pianta è velenosa e fotosensibilizzante e ne vietano l’uso in gravidanza e allattamento.

Sono costituenti chimici dell’Angelica: olio essenziale (betafellandrene, pinene, bisabolene); cumarine (umbelliferone); furanocumarine (bergaptene, arcangelina, arcangelicina, imperatorina, isoimperatorina); flavonoidi (arcangelone); derivati dell’acido caffeico; fitosteroli.

La radice di angelica è un tonico eccellente dello stato generale, e può venire usato contro la stanchezza e l’astenia. All’angelica vengono attribuite proprietà e attività spasmolitiche, procinetiche, espettoranti, aromatiche, carminative, eupeptiche, colagoghe e amaricanti. Pertanto questa pianta è in grado di stimolare la secrezione dei succhi gastrici e l’appetito, favorire il transito intestinale, stimolare la produzione della bile e allo stesso tempo favorirne l’escrezione. Tali proprietà sono state ampiamente confermate; infatti, l’utilizzo di questa pianta ha ottenuto l’approvazione ufficiale per il trattamento dei disturbi dispeptici e per contrastare l’inappetenza.

È indicata in caso di dolori e spasmi intestinali, dispepsia, gas intestinali. Da tempo viene usata come supplemento dietetico per trattare i sintomi della menopausa [Jellin JM, 2002]. Esiste in letteratura un caso di una donna con INR stabilizzato con warfarina il cui INR raddoppiò dopo aver cominciato ad assumere l’Angelica per trattare i sintomi della menopausa [Page et al., 1999]. Esistono inoltre dati in vitro che indicano che un suo componente, il ferulato sodico, può inibire l’attività ciclo-ossigenasica e l’aggregazione piastrinica [Mei QB et al, 1991]. L’Angelica contiene anche psoaraleni e bergaptene, che sono fotosensibilizzanti [Forster S, Tyler VE, 1999]. Questi composti, quando associati a sulfamidici e chinoloni o a prodotti naturali quali l’iperico, possono in teoria aumentare il rischio di fotosensibilità.

In passato l’angelica era ritenuta una pianta utile nelle depressioni e nell’anoressia. Nella medicina popolare, la tintura officinale di angelica viene utilizzata come aperitivo e digestivo.

Inoltre, l’olio essenziale di angelica ha dimostrato, in studi condotti in vitro, di possedere interessanti attività antibatteriche e antimicotiche nei confronti di microorganismi, quali: Clostridium difficile, Clostridium perfringens, Enterococcus faecalis, Eubacterium limosum, Peptostreptococcus anaerobius e Candida albicans.

Altri studi condotti su animali hanno, invece, messo in luce le potenziali proprietà ansiolitiche degli estratti di angelica. Tuttavia, nonostante i risultati incoraggianti ottenuti dalle ricerche finora condotte, prima di poter sfruttare simili applicazioni dell’angelica in campo medico, sono certamente necessari approfonditi studi clinici, in modo tale da determinarne la reale efficacia terapeutica anche nell’uomo.

L’angelica non dovrebbe inoltre essere assunta in concomitanza con farmaci antinfiammatori (FANS) o cortisonici, anticoagulanti, durate la gravidanza o l’allattamento

Bibliografia

  1. Forster S, Tyler VE. Tyler’s honest herbal: a sensible guide to the use of herbs and related remedies. 4th edition Herbal; 1999.
  2. Jellin JM, Gregory P, Batz F, et al, eds. Pharmacist’s letter/Prescriber’s letter natural medicines comprehensive database. 4th Stockton CA: Therapeutic Researc Faculty, 2002. Website: http://www.naturaldatabase.com
  3. Mei QB et al, Advances in the pharmacological studies of radix Angelica sinensis (Oliv) Diels (Chinese danggui). Chin Med J (Engl). 1991; 104:776-81.
  4. Page et al. Potentiation of warfarin by dong quai. Pharmacotherapy. 1999; 19: 870-6.

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