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Abrotano | Artemisia Abrotanum

L’Abrotano (nome scientifico Artemisia abrotanum L., 1753) è una piccola pianta erbacea a portamento cespuglioso, appartenente alla famiglia delle Asteraceae; è originario della Francia meridionale e delle regioni mediterranee, noto per le sue proprietà antisettiche e antitarmiche e in cucina per il suo aroma forte e alquanto pungente.

Si tratta di un’erbacea perenne che può raggiungere talvolta i 90 cm d’altezza e che presenta gambi sottili e legnosi, foglie verdi e morbide e minuscoli ma estetici fiori di color giallo. In estate le foglie emanano un forte odore aromatico tipico e simile quello del cedro (o della citronella) un po’ canforato (qualcuno lo accomuna al vermouth). Queste piante sono prive di lattice, contengono però oli eterei lattoni sesquiterpenici.

L’etimologia del termine generico (Artemisia) non è sicura: potrebbe essere un riferimento ad Artemisia, sorella e consorte di Mausolo, re di Caria; ma anche alla dea della caccia (Artemide), oppure da una parola greca ”artemes” (= sano) alludendo alle proprietà medicamentose delle piante del genere Artemisa.

Il binomio scientifico attualmente accettato (Artemisia abrotanum) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione “Species Plantarum” del 1753.

Oggigiorno questa pianta, appartenente alla famiglia botanica delle composite, viene coltivata soprattutto a scopo ornamentale e viene chiamata “l’amore dell’anziano e del ragazzo”. Dello stesso genere (Artemisia) fanno parte l’assenzio, il dragoncello e la dragontea.

La superstizione popolare narra che questa pianta fosse in grado di proteggere le case dalle streghe e dagli spiriti maligni, contro i quali veniva infatti sparso sui pavimenti o appeso sulle soglie delle case. Si raccontava anche a quei tempi che, posta sotto il cuscino, avesse il miracoloso potere di suscitare il desiderio amoroso. I monaci medievali ritenevano che il suo seme avesse un effetto benefico sui nervi e che aiutasse nei casi di instabilità d’umore, se somministrato attraverso la modalità del decotto; inoltre, la pianta cruda, aggiunta al vino, sembra potesse curare la sciatica e provocare le mestruazioni. Inoltre essi notarono che i vapori dell’abrotano mettevano in fuga i serpenti e ne neutralizzavano il veleno; bollito con briciole di pane e mele cotogne in acqua costituiva un unguento da applicare contro il bruciore agli occhi, mentre la pianta, unita al grasso, serviva per fare uscire schegge e spine conficcate nella pelle.

Costituenti chimici principali: lattoni sesquiterpeni, olio essenziale contenente soprattuto absintolo. Come le altre specie congeneri, la specie contiene infatti il tujone.

L’abrotano possiede svariate proprietà medicinali: è difatti antibatterico, stimolante e diuretico; vermifugo (soprattutto antielmintico); l’infuso di foglie secche (nella quantità di circa 1 cucchiaio per ogni tazza d’acqua bollente) costituisce ad esempio un tonico generale molto efficace, che aiuta a superare l’influenza, alleviando i dolori articolari caratteristici di questa malattia; esso, inoltre, viene utilizzato nei casi più diversi, per eliminare i vermi intestinali, per alleviare i dolori mestruali e come stimolante dell’attività cerebrale.

A causa del suddetto aroma piuttosto amaro, è consigliabile dolcificare la tisana ottenuta con un cucchiaio di miele.

L’abrotano fa parte della famiglia degli assenzi: è una pianta amaricante con la quale si fa un tè amaro ma soprattutto viene utilizzata in liquoreria per farne un’estrazione alcolica da utilizzare per produrre bitter ed amari.

Questa pianta dai molteplici usi è anche un ingrediente molto importante nella preparazione di una lozione per i capelli in grado di contrastare la calvizie.

L’abrotano, come l’assenzio, ha la virtù di allontanare gli insetti e le sue foglie essiccate possono venire facilmente adoperate per la creazione di originali sacchetti anti-tarme da disporre tra i vestiti.

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