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Verza | Brassica oleracea

La verza (Brassica oleracea) è una pianta nota fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali e attualmente diffusa in Italia soprattutto nelle regioni del centro Nord.

La verza, nota anche come verzotto, cavolo verza, cavolo sabaudo/di Savoia oppure cavolo lombardo/ di Milano, è una cultivar di cavolo simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti. Come tutte le tipologie di cavolo (verde, bianco, rosso, Bruxelles,…) la verza è una pianta delle crocifere, cioè con un fiore a quattro petali, a forma di croce ed ha uno stelo denso con foglie verdi o grigie. E’ una pianta biennale con radice fittonante non molto profonda, possiede fusto eretto, di lunghezza raramente superiore ai 30 centimetri. La palla, verde o rosso-violacea, non è molto compatta; le foglie interne sono bianco-giallastre. Viene coltivato in varie zone d’Italia ed è un ortaggio molto conosciuto. Si tratta di un ortaggio tipicamente invernale poiché essa viene raccolta solitamente da ottobre ad aprile.

Come molti vegetali, anche la verza è composta prevalentemente da acqua (90%); sono presenti, inoltre, proteine, fibre, ceneri, zuccheri, carboidrati. Ben rappresentati sono anche i sali minerali, in particolare calcio, sodio, fosforo, potassio, magnesio, zinco e ferro (sebbene poco disponibile). Contiene anche molte vitamine, soprattutto quelle del gruppo A, B ed E.

Tra gli amminoacidi presenti nella verza compaiono: acido glutammico ed aspartico, arginina, fenilalanina, isoleucina, leucina, prolina, serina, glicina, tirosina, treonina e valina. Questo ortaggio non contiene grassi, ha poche calorie, circa 30 kCal per etto ed è un alimento che viene spesso indicato dai dietologi per diete ipocaloriche.

La verza, così come tutte le Brassicacee, se consumato con regolarità, è in grado di esercitare un effetto benefico sulla salute riducendo il rischio di malattie croniche, in particolare cardiovascolari, e di diversi tipi di tumore. Il merito sarebbe sia del contenuto in c (importante per la coagulazione) e di molecole che aiutano a combattere l’aterosclerosi. Fra queste ultime sono inclusi numerosi antiossidanti, che esercitano anche una funzione protettiva nei confronti della vista (in particolare i carotenoidi), della pelle (vitamina A, C ed E) e contro l’insorgenza dei tumori. Inoltre selenio e manganese sono importanti cofattori di enzimi facenti parte delle difese antiossidanti interne all’organismo. Cavoli e verza sono anche fonti di vitamine del gruppo B importanti per garantirsi un buon metabolismo. Infine, questi ortaggi aiutano a proteggere la salute delle ossa grazie al loro apporto di calcio, fluoro e magnesio, e apportano ferro importante per la produzione dei globuli rossi.

Ben nota sono anche le proprietà diuretiche e lassative che si possono ottenere grazie al consumo di questo vegetale; la presenza della clorofilla, inoltre, ne rende consigliabile l’assunzione in caso di anemia.

I cavoli e la verza sono fonti di goitrogeni pericolosi per chi soffre di disturbi alla tiroide. Pertanto non è consigliabile il consumo di piatti a base di questo ortaggio in caso di irritabilità del colon o di ipotiroidismo. Analogamente qualche cautela va adottata da persone che usano farmaci anticoagulanti perché la verza è molto ricca di vitamina K.

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