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Verbena odorosa | Aloysia citriodora P. Paláu

La Verbena odorosa, Lippia citriodora, sinonimo di Lippia triphylla, Aloysia triphylla e Aloysia citriodora, è una pianta arbustiva perenne della famiglia delle Verbenaceae. Può raggiungere 1,5-3,0 m di altezza; le foglie, decidue, lanceolate, di colore verde chiaro, lunghe 5-7 cm, ruvide sulla pagina superiore, che emanano un intenso aroma che ricorda, oltre il Limone, anche quello della Melissa e della Citronella. I fiori piccoli, di colore bianco o lilla pallido, sono raggruppati in infiorescenze a spiga lassa (con i fiori distanziati fra loro), che emanano un delicatissimo profumo dolciastro. Originaria dell’America del sud, cresce allo stato selvatico in Perù, Cile e Argentina. La verbena cresce bene in territori caratterizzati dal clima caldo e temperato e in terreni umidi, leggeri e ben soleggiati. Non tollera il freddo

La droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali, è costituita dalle foglie e dalle sommità fiorite, che contengono un olio essenziale ricco di composti aromatici quali citrale, geraniolo, limonene impiegato nell’industria cosmetica. Per il caratteristico profumo agrumato, è chiamata anche Cedrina o Limoncina, oppure Lippia, Erba Luigia o Erba Luisa.

La pianta viene coltivata per il profumo delle sue foglie e per le proprietà terapeutiche dei suoi semi. Per il suo gradevole aroma, è spesso adoperata per aromatizzare le tisane.

Il nome di genere Lippia le è stato attribuito da Linneo in onore del naturalista italiano Augusto Lippi, che in Egitto la vide in fiore sul fiume Nilo. Il nome specifico citriodora fa riferimento alla profumazione emanata dalle sue foglie che se vengono sfregate emanano un inteso odore di limone.

La Verbena odorosa può essere tenuta anche semplicemente come pianta ornamentale o come arbusto con il quale tenere alla larga le zanzare. In modo simile alla melissa ha infatti la nomea di repellente naturale per insetti. Foglie e fiori essiccati riposti come la lavanda all’interno degli armadi, si rivelano anche un ottimo profumatore per il bucato (ed ambienti) ed un efficace antitarme naturale. L’infuso delle foglie, in passato, veniva aggiunto all’acqua per lavare i pavimenti nelle case di tolleranza clandestine.

In erboristeria si usa nella preparazione di tisane, infusi e impacchi. Si usa in cucina per fare liquori, marmellate, macedonie e come spezia. L’uso prolungato può però provocare disturbi allo stomaco, gastriti.

In fitoterapia si può adoperare l’infuso dalle proprietà digestive, antispasmodiche, stomachiche, carminative, antifermentative, calmanti e sedative, utili per stimolare l’appetito e favorire i processi digestivi; vanta anche proprietà antidolorifiche e antispastiche ed è perciò un valido sostegno in caso di coliche e contrazioni addominali.  Sempre come infuso è infine indicata per ansia e agitazione nervosa, stati neurodistonici, anoressia e, per il suo contenuto in melatonina, per le turbe minori del sonno.

Gli infusi realizzati con questa erba sono apprezzati anche in ambito cosmetico tanto che vengono suggeriti come trattamenti purificanti contro l’acne ovvero purificatrici della pelle, per cui può essere usata in preparati per favorire il drenaggio e la depurazione in soggetti affetti da problemi cutanei e dermatosi in genere. Possono essere impiegati come tonici naturali per la pelle grassa oppure come impacchi con cui alleviare il gonfiore e la stanchezza degli occhi.

Fare attenzione perché l’uso eccessivo e prolungato può causare irritazione gastrica. Non è consigliato usare questi preparati in presenza di gastriti e di ulcere, come pure durante la gestazione o l’allattamento.

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