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Pesco | Prunus persica

Il pesco è una pianta di origine cinese, dove è presente anche selvatica. Alessandro Magno lʼha introdotta nel mondo greco dalla Persia (da qui il nome di P. persica), e successivamente i romani, a partire dal 1° secolo, lʼhanno diffusa in tutta Europa. Al genere Prunus appartengono, oltre alle specie coltivate, diverse specie ornamentali.

Il pesco è un albero da frutto di dimensioni medio-piccole, alto in genere 4-5 m, ma può raggiungere anche gli 8 m. Ha corteccia bruno-cenerina, rami radi, divaricati, dapprima verdi e poi rossastri e apparato radicale superficiale. Le foglie sono lanceolate, strette, seghettate e con un corto picciolo. I fiori, ermafroditi, sono rosa, con cinque petali, riuniti in gruppi di 3 o 4. La fioritura, che precede la comparsa delle foglie, inizia a fine marzo. La maggior parte dei fiori è autofertile. Gli ovuli, generalmente due, non giungono tutti a maturazione, ma solo uno di essi viene fecondato e giunge a maturità. Il nocciolo di pesco contiene perciò un solo seme (o mandorla) solcato profondamente, che è di sapore amaro per l’elevato contenuto di amigdalina, un glucoside cianogenetico caratteristico di alcune drupacee.

Il frutto del pesco è la pesca, una drupa carnosa, succosa e zuccherina con una buccia giallo-rossastra le cui caratteristiche dipendono dalle varietà (può essere vellutata o liscia); la polpa può essere gialla o bianca con alcune venature rossastre che si fanno più evidenti in prossimità del nocciolo.

Esistono vari tipi di pesche:

  • la pesca comune dalla polpa gialla o bianca con una pelle sottile e vellutata in superficie,
  • la pesca nettarina o noce con consistenza soda e con buccia liscia,
  • la pesca tabacchiera, detta anche platicarpa o piatta (Prunus persica platycarpa), che ha una forma schiacciata (in Sicilia assume la denominazione di saturnina, richiamando la forma schiacciata come gli anelli del pianeta Saturno: si presenta con polpa bianca e venature rosse, molto gustosa e profumata);
  • le percoche che si distinguono per la polpa più consistente, apprezzate dall’industria alimentare conserviera per la loro proprietà di durare a lungo nel tempo.

Inoltre, le pesche sono state selezionate nel tempo in una vasta varietà di tipologie a seconda dell’ambiente, per meglio adattarsi al clima in cui crescono.

Vengono distinte anche a seconda della facilità della polpa di staccarsi dalla nocciola (dette spiccagnole) e quelle che restano aderenti (dette duracine).

La pesca è ricca di acqua sino al 90% e quindi viene utilizzata come rinfrescante, dissetante e ha persino proprietà diuretiche e leggermente lassative utili contro stitichezza, calcoli renali e cellulite.

Le poche calorie delle pesche (39 ogni 100 gr di parte edibile), unito all’elevata quantità di acqua e al buon potere saziante, ne fa un frutto indicato nelle diete ipocaloriche o per chi vuole mantenersi in forma, facendo uno spuntino sano e leggero.

La pesca contiene sali minerali in quantità, primo tra tutti potassio (250 mg), poi fosforo, calcio, magnesio e anche ferro e iodio.

Tra le vitamine, è ricca in vitamina C sino a coprire, con una sola pesca, il fabbisogno giornaliero del 15%. La vitamina C è utile per rinforzare il sistema immunitario, fortificare le ossa, aiutare l’assorbimento del ferro.  Le pesche contengono il precursore della vitamina A (chiamato beta-carotene) che nel nostro organismo si trasforma in vitamina A e svolge molteplici funzioni contro gli agenti inquinanti, purifica e aiuta le ossa, i denti e la pelle. Le vitamine A e C sono anche potenti antiossidanti per combattere i radicali liberi. Contiene ancora le vitamine B, K ed E che completano il quadro con le loro proprietà ricostituenti e mineralizzanti.

L’unica avvertenza per il consumo di pesche riguarda le diete per diabetici (causa ricchezza di zuccheri) che ne escludono la tipologia a pasta gialla essendo più ricche in zuccheri.

La pesca

  • ha proprietà antiossidanti e antitumorali. Nella buccia e nella polpa della pesca sono contenute varie sostanze ad azione antiossidante come il beta-carotene, la luteina, la zeaxantina, la vitamina E, la vitamina C, l’acido clorogenico e vari composti fenolici che prevengono i danni causati dall’ossidazione esercitando effetti benefici sia sull’apparato cardiovascolare che sulla prevenzione di tumori.
  • È rinfrescante e dissetante. La pesca è un frutto ideale per prevenire la disidratazione dovuta alla sudorazione eccessiva del periodo estivo, grazie all’elevato contenuto di acqua. Inoltre, aiuta a placare la sete.
  • Riduce la pressione arteriosa, grazie alla ricchezza in potassio, il quale è in grado di equilibrare la pressione arteriosa e di favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso.
  • Stimola le difese immunitarie, grazie alla ricchezza in vitamina C.
  • Aiuta nella riduzione del colesterolo cattivo. La fibra contenuta nelle pesche insieme ai composti fenolici presenti nella buccia, sono utili in caso di colesterolo alto poiché aiutano a ridurne i livelli, in particolare abbassando il cosiddetto colesterolo cattivo.
  • È diuretica, grazie alla ricchezza sempre in potassio.
  • È utile per mantenere la salute degli occhi, grazie al contenuto in luteina e zeaxantina, che nell’organismo si trovano principalmente nella retina degli occhi dove la proteggono dai danni delle radiazioni luminose.
  • Contrasta la stipsi. La pesca contiene una buona quantità di fibra, che aiuta a stimolare il transito intestinale e a disintossicare dalle tossine. Risulta quindi un buon alimento per contrastare la stitichezza.
  • Facilmente digeribile. La pesca è un frutto che si digerisce facilmente quindi può essere consumata da chi soffre di cattiva digestione, dalle donne in gravidanza e dai bambini che la adorano per il suo sapore dolce e succoso.

Per beneficiare delle proprietà delle pesche, andrebbero consumate fresche, ben sode o conservate in frigo per non più di 3-4 giorni. L’ideale sarebbe consumarle come spuntino.

Con le pesche si preparano ottime crostate, marmellate, succhi e centrifughe ma vengono anche sciroppate e usate per la preparazione di liquori. Le pesche vengono usate anche in cosmetica perché rendono la pelle nutrita e vellutata.

Il nocciolo della pesca è tossico in quanto contiene amigdalina, una sostanza che a contatto con gli enzimi della flora batterica si rivela nocivo.

In Cina la pesca è simbolo di immortalità, tant’è che vengono messi cesti pieni di questi frutti vicino ai defunti come simbolo di buon augurio.

Con l’arrivo della bella stagione, il pesco è uno dei primi alberi da frutto a fiorire e il profumo dei suoi fiori aleggia nell’aria per diversi giorni attirando api e altri insetti impollinatori. Oltre ai fiori e alla produzione delle pesche, questa pianta è coltivata a scopo ornamentale anche per il portamento aggraziato e le dimensioni contenute. I fiori di pesco sono molto apprezzati per il loro aspetto soave, il profumo e la bellezza delle fioriture. I fiori di pesco si compongono di 5 petali attaccati alla base nella forma di un piccolo calice.  Le colorazioni principali sono rosa brillante, rosso porpora o bianco con sfumature rosee più scure. Possono avere dimensioni diverse a seconda della varietà e dello stato di salute della pianta. La fioritura solitamente perdura per molto tempo sui rami ed è piuttosto omogenea.

Nel linguaggio dei fiori, i fiori del pesco rappresentano l’amore duraturo e profondo. Regalare fiori di pesco a qualcuno significa infatti dichiarare il proprio amore eterno.

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