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Melone | Cucumis Melo L. 1753

Il melone (Cucumis melo L., 1753) o popone è una pianta annua rampicante della famiglia Cucurbitaceae della quale sono state selezionate innumerevoli cultivar.

Il termine melone indica sia il frutto che la pianta stessa, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato. Ad ogni modo, il melone, insieme all’anguria, sono diventati l’emblema dell’estate.

Il melone è largamente coltivato per i suoi frutti commestibili, dolci e profumati. Non tutte le varietà di meloni sono dolci. Ad esempio il melone serpentino è un melone non dolce, diffuso prevalentemente in Asia dalla Turchia al Giappone, di forma allungata e di sapore simile al cetriolo.

L’origine del melone è incerta: secondo alcuni arriverebbe dall’Asia, dall’antica Persia, secondo altri è di possibili origini africane dove meloni selvatici sono stati recentemente segnalati. Ad ogni modo, ciò che è certo, è che attualmente i paesi asiatici – Cina in particolare – sono i maggiori produttori mondiali in assoluto di melone, anche la coltivazione del melone è ormai praticamente diffusa in tutto il mondo. In Italia sembra sia arrivato nella prima età imperiale come raccontato da Plinio (I secolo d.C.) nel suo libro Naturalis Historia.

Durante l’Impero Romano il melone si diffuse rapidamente (utilizzato però come verdura, servito in insalata) tanto che al tempo dell’imperatore Diocleziano, venne emesso un apposito editto per tassare quegli esemplari di melone che superassero il peso di 200 grammi.

Il melone è una pianta piuttosto esigente in termini di clima, terreno ed umidità: i meloni di alta qualità commerciale possono essere coltivati, infatti, solamente nei paesi a clima caldo, in terreni profondi ed accuratamente drenati, con un basso grado di umidità. Proprio per le esigenze climatiche particolarmente elevate, i meloni sono coltivati soprattutto nelle serre.

Si tratta di una pianta annuale, il cui fusto principale, generalmente strisciante, può ramificare e diventare perciò rampicante: in questo caso, la pianta necessita di sostegni. Le foglie della pianta di melone sono lobate, reniformi ed arrotondate, mentre le radici appaiono molto sviluppate sia in profondità, che in superficie.

Il melone frutto è un peponide dalla polpa arancione-gialla carnosa, succosa e dolcissima: il frutto è chiaramente distinguibile per le dimensioni imponenti e per il peso piuttosto importante (da 0,4 a 4 kg). Il melone è costituito da una buccia (epicarpo) piuttosto dura e massiccia, un mesocarpo (polpa) polposo e succoso, mentre all’interno si trovano i semi incastonati in una massa alquanto spugnosa, fibrosa e molliccia. I semi, numerosissimi, sono molli, generalmente bianchi ed appuntiti solamente ad un’estremità (forma a goccia)

Il melone è da antica data considerato simbolo di fecondità, forse in ragione dei numerosissimi semi, ed altresì associato al concetto di sciocco e goffo (uno stolto veniva chiamato mellone e una scemenza mellonaggine).

In funzione del consumo alimentare esistono

  • i meloni “frutto”, più noti, dolci, tipicamente estivi e raccolti a piena maturazione: in questa categoria, a sua volta, si distinguono meloni reticolati (o retati, dalla polpa bianca o giallastra), di tipo inodorus (melone d’inverno, dalla polpa bianca o rosata e buccia liscia) e meloni cantalupo (con pericarpo liscio e polpa tipicamente arancione). Tra le varietà “frutto”, spiccano i meloni gialli, facilmente distinguibili per la polpa tipicamente giallognola e per il pericarpo bianco e liscio;
  • i meloni “ortaggio” vengono raccolti prima della maturazione: esistono meloni amari (gruppo momordica), sfruttati per le loro proprietà medicamentose, perché miniera di vitamine antiossidanti, e meloni serpente o tortarello, utilizzati in insalate come i cetrioli.

 

Esistono numerose varietà le più importanti delle quali sono:

  • melone come frutto (raccolto a maturazione):
    • gruppo cantalupensis o cantalupo, di media grandezza, buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi ben marcati; la polpa ha colore aranciato o salmone ed è molto profumato; questi meloni sono precoci, di media pezzatura (peso da 0,6 a 1,5 Kg), poco serbevoli; sono chiamati così perché portati da missionari asiatici al castello pontificio di Cantalupo, sui colli di Roma;
    • gruppo reticulatus, o meloni retati, di media grandezza, sono ovali o tondeggianti, con buccia fittamente reticolata per formazioni tuberose peridermiche; la costolatura spesso manca o è poco marcata; la polpa è di colore verde-giallo o arancione, molto profumata; il peso dei frutti oscilla da 1 a 2,5 Kg, la serbevolezza è scarsa. Siccome molte varietà di questo tipo provengono dagli U.S.A., questi meloni sono anche noti come meloni americani;
    • gruppo inodorus, meloni d’inverno (peso da 1,5 a 4 Kg), apprezzati per la possibilità di essere conservati per molti mesi (fino all’inverno): i frutti sono lisci e senza costole, di colore giallo o verde scuro, con polpa bianca, verde chiaro o gialla, dolce ma poco profumata. Questi meloni sono coltivati principalmente nelle regioni meridionali dove l’ambiente caldo e secco favorisce la dolcezza e la serbevolezza dei frutti; costituiscono il tipico piatto di Natale nella tradizione siciliana e italiana in generale. Tra le varietà invernali più conosciute vanno menzionate: il gigante di Napoli, caratterizzato da buccia sottile e verdognola, e polpa bianca particolarmente dolce; il melone Morettino, dalla buccia verde scuro e polpa biancastra; il melone di Malta presenta invece una polpa verde particolarissima.

 

  • melone come ortaggio (raccolto prima della maturazione):
    • gruppo flexuosus, meloni serpentini o tortarelli (anche noti come “cocomeri di Turchia”), di colore verde con solchi longitudinali, tomentosi; sono utilizzati crudi da soli o nelle insalate miste alla stessa maniera del cetriolo;
    • gruppo momordica, Il bitter melon o karela o melone amaro è una pianta tropicale ampiamente coltivata in Asia, Africa e Sud America. Questa Cucurbitacea produce frutti verdi a forma di cetriolo, ricoperti da protuberanze. Vengono consumati cotti come gli zucchini, dopo aver gettato tutta l’acqua di cottura, dove si trasferisce il sapore amaro. Nella medicina tradizionale del Sud del mondo viene utilizzato anche come rimedio per il diabete; è infatti utilizzato principalmente come pianta medicinale perché ricco di vitamina A, C e E.

Tutte le varietà di melone presentano simili caratteristiche nutrizionali e benefici per la salute:

  • il melone rientra tra i frutti più dolci e nel contempo dissetanti in assoluto (talvolta, la componente zuccherina supera il 13%);
  • malgrado l’ingente quantità zuccherina, il melone è un alimento amico delle diete ipocaloriche, grazie al ridotto apporto calorico: 100 grammi di alimento apportano, infatti, solamente 33 kcal.
  • il melone è ricco di micronutrienti, come vitamina C, folati, potassio e antiossidanti, tra cui il beta carotene (presente soprattutto nel melone cantalupo); è ricchissimo di vitamine e di sali minerali: tra le vitamine si ricorda soprattutto la A (189mg/100 g di prodotto), C (37mg/100 g di melone), PP (0,6 mg/100 g di frutto) e tracce di vitamina B1 e B2;
  • il melone è fonte di potassio, calcolato intorno ai 333 mg per 100 grammi di prodotto; cospicua anche la quantità di fosforo (13 mg/100 g di melone), calcio e sodio (8 mg/100 g di prodotto);
  • presenta una buona quantità di fibre che favoriscono la sazietà e regolano l’assorbimento di zuccheri e grassi;
  • migliora i livelli della pressione arteriosa e riduce il rischio cardiovascolare;
  • favorisce la salute delle ossa, grazie alla presenza di vitamina K, magnesio e folati.
  • migliora la salute della pelle e l’idratazione;
  • potenzia il sistema immunitario, grazie alla presenza di vitamina C;
  • supporta la salute degli occhi e la visione.

 

Il consumo di meloni è sconsigliato solamente ai diabetici e a tutte le persone che lamentano disturbi gastrici, quali acidità e difficoltà digestive.

Redazione amaperbene.it

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