Dal Mondo Vegetale

Ligustro | Ligustrum lucidum Ait.

Il ligustro lucido è un albero dai delicati fiori bianchi appartenente alla famiglia delle Oleaceae.

Originaria del Giappone o della Cina, si è perfettamente adattata alle caratteristiche climatiche delle regioni Euro-mediterranee.

E’ una specie sempreverde, si può presentare sia come albero che come arbusto, con sagoma tendenzialmente conica. Il tronco è dritto e sottile, e porta parecchi rami leggeri. La corteccia è verdastra e liscia. Può raggiungere i 10 m di altezza. Il sistema radicale è di tipo fascicolato e superficiale. Le foglie sono sempreverdi, semplici, a inserzione opposta, con lamina ovale. La consistenza è coriacea; i lembi sono generalmente rivolti verso l’alto, il margine è intero. Il colore è verde brillante (tranne nei margini, che sono gialli). Le infiorescenze a pannocchia (lunghe fino a 20 cm) sono formate da piccoli fiori bianchi (con 4 petali). La fioritura avviene nei mesi estivi. I frutti sono bacche sferiche nere a maturità.

Il ligustro può esser coltivato in pieno sole o in mezz’ombra e si adatta a tutti i tipi di suolo. Essendo una pianta particolarmente rustica si adatta molto bene al clima mediterraneo sopportando temperature al di sotto dello zero. È diffuso come pianta ornamentale, e nella forma arborea viene impiegato lungo i viali, in quanto presenta una forma contenuta e resistenza all’inquinamento. In particolare viene utilizzato in giardini come completamento di siepi, tollerando molto bene la potatura. Nei giardini spesso si utilizzano alcune varietà tra cui una delle più note è “aureovariegatum”, con le foglie screziate di giallo.

Il nome del genere (Ligustrum) deriva da un antico nome latino, già usato da Gaio Plinio Secondo (23 – 79) scrittore, ammiraglio e naturalista romano e da Virgilio (70 a.C. – 19 a.C.) poeta romano, per le piante chiamate volgarmente ligustro o olivella. ll primo botanico a usare questo nome associato al “ligustro” è stato Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone; mentre in “tempi moderni” è stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708) a usare questo vocabolo con valore di genere. L’epiteto specifico (lucidum) deriva dal latino e significa “lucido, chiaro o brillante e splendente” e fa riferimento alle foglie che hanno questa caratteristica. Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico e direttore dei Kew Gardens William Townsend Aiton (1766-1849) nella pubblicazione “Hortus Kewensis; or, a Catalogue of the Plants Cultivated in the Royal Botanic Garden at Kew. London. – 1: 19. 1810” del 1810.

Il ligustro era usato per intrecciare cesti.

 

E’ pianta molto visitata dalle api, che ne raccolgono abbondante nettare, producendo un miele dal sapore simile a quello di trifoglio. Agirebbe favorevolmente sulla funzione fisiologica delle mucose svolgendo azione rigenerante degli epiteli genito-urinari, del cavo oro-faringeo, dell’apparato gastro-intestinale, delle vie respiratorie e vascolari.

Principi attivi: triterpenoidi glicosidi, mannitolo, olio grasso, olio essenziale.

Utilizzo: per uso interno, contro afte, angine, stomatiti, glossiti; sclerosi delle mucose gastro-intestinali, bronchiali e urinarie; artriti post-traumatiche.

Dopo l’ingestione dei frutti si manifestano infiammazioni gastroenteriche, accompagnate da vomito, diarrea, crampi e paralisi circolatoria anche mortale. Le foglie e la corteccia esercitano un’azione irritante sulla cute. In uso in passato nella medicina popolare per il trattamento di irritazioni alla gola; i frutti erano utilizzati per colorare il vino.

Redazione amaperbene.it

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