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Lauroceraso | Prunus Laurocerasus

Il lauroceraso è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Rosacee o albero di media altezza, che può raggiungere i 7 metri (max 15 m) di altezza. Originario delle regioni che si affacciano sul Mar Nero nell’Asia sudoccidentale e nell’Europa sudorientale, dall’Albania e dalla Bulgaria a est attraverso la Turchia fino alle montagne del Caucaso e all’Iran settentrionale, è stato importato in Italia durante il secolo XVI.

Predilige una zona soleggiata per almeno una parte del giorno ed è abbastanza resistente al freddo ed alle malattie. Le foglie sono verde scuro, molto più chiare e lucide quando giovani; spesse (1-1,5 mm) e coriacee; di forma oblunga, e tondeggiante verso l’apice; lievemente seghettate verso l’esterno. I fiori sono bianchi; ermafroditi; disposti a racemo, dall’odore profumato, ma acido. Fiorisce tra aprile e giugno. I frutti sono drupe (1 cm ca.) rosse/viola quando acerbe, e nero-bluastre una volta raggiunta la maturazione. Fruttifica a fine estate-inizio autunno.

Le foglie, ma soprattutto i frutti (ma tutte le parti della pianta) risultano velenosi per la presenza di acido cianidrico. La tossicità vale per l’uomo e, in generale, per i mammiferi, ma non per gli uccelli, che anzi mangiano le bacche e le digeriscono, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione della pianta. Essendo poi questa molto rustica, tende ad essere invasiva, soppiantando o reprimendo le specie arboree ed erbacee autoctone.

Per limitarne l’invasività e la diffusione, quindi, si interviene con la potatura. I tagli si eseguono in estate, dopo la fioritura, in modo che la pianta non fruttifichi, evitando inutili rischi di intossicazione per i bambini. La potatura serve altresì per tenere in ordine le siepi o armonica la forma dell’arbusto.

L’epiteto specifico fa riferimento a laurus (alloro) e cerasus (ciliegio), per la somiglianza delle foglie con quelle dell’alloro (Laurus nobilis) e drupe simili al quelle dei ciliegi.

Il lauroceraso trova impiego come pianta ornamentale e da barriera (siepe) grazie al suo fitto fogliame. Ne esistono numerose cultivar che si differenziano per alcuni caratteri botanici. Ad esempio, esiste la varietà di lauroceraso Otto Luyken, che raggiunge al massimo 1 m di altezza. Interessanti sono anche le varietà con fogliame dai colori variegati o di forme particolari, quali: Schipkaensis, Magnifolia e Etna. Insomma, se volete coltivare questo arbusto in giardino avete l’imbarazzo della scelta.

Il distillato, l’acqua di lauroceraso, può essere usato come calmante per la tosse. Se assunto in quantità eccessive può provocare un’intossicazione.

Vengono ricavati spesso degli oli essenziali usati come aroma (in quantità minime) nei liquori, dall’odore di mandorle amare tipico dell’acido cianidrico.

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