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CROM.3.2 | La Fondazione Giovanni Pascale – Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS)

La “Fondazione Giovanni Pascale” fu costituita con R.D. n. 1461 il 19 ottobre del 1933; nell’anno successivo otteneva l’approvazione dello Statuto (R.D. 27.12.1934 n. 2303); il 14 marzo del 1934 si diede inizio ai lavori per la costruzione del primo edificio.

L’11 aprile 1940 ebbe il primo riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), riconoscimento che negli anni ha sempre trovato conferma. Con decreto del Medico Provinciale n. 8984 del 04.05.1963 l’Istituto veniva classificato quale “Ospedale Specializzato” di Ia categoria.

L’Istituto ha progressivamente ampliato gli spazi e da un originario edificio, attualmente riservato ai Laboratori di Ricerca, si è esteso in quattro fabbricati nei quali sono attualmente ubicati gli uffici amministrativi, i reparti di degenza, i laboratori di ricerca, gli ambienti per le attività ambulatoriali ed il Day Hospital.

L’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Fondazione Giovanni Pascale”, è oggi un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) di diritto pubblico che, coniugando attività di ricerca (sperimentale e clinica) e prestazioni assistenziali di elevata complessità e qualità, costituisce una tra le più significative realtà sanitarie del Sud d’Italia in campo oncologico.

L’Istituto Nazionale Tumori rappresenta il centro di riferimento regionale per la diagnosi e cura delle patologie neoplastiche, riconosciuto come Centro Oncologico di Riferimento Polispecialistico (CORP) con funzioni diagnostico/stadiative, terapeutiche e di follow-up oncologico e Centro Oncologico di Riferimento Polispecialistico a carattere Scientifico (CORPUS) a cui, sono attribuite anche altre funzioni peculiari nella rete oncologica della Regione Campania.

L’Istituto è, inoltre, identificato quale Centro di Terapia del dolore Ospedaliero (HUB) nella rete regionale e fa parte della rete nazionale delle malattie rare. L’offerta assistenziale si caratterizza per un approccio alle malattie neoplastiche che integra le attività di ricerca, prevenzione, cura e riabilitazione. Il paziente/utente, portatore di bisogni e titolare di diritti, è posto al centro di un coordinato intervento multidisciplinare. Le aree di prevalente impegno, nel campo della ricerca e in quello assistenziale, sono rappresentate dalla patologia mammaria, dai linfomi, dai sarcomi, dai melanomi, dai tumori della testa-collo, dai tumori del colon-retto, dai tumori polmonari e da forme di tumore più rare e meno conosciute.

L’Istituto è stato il primo istituto oncologico italiano a dotarsi di una organizzazione in Dipartimenti d’Organo, nei quali Oncologo, Chirurgo, Radioterapista, Medico-Nucleare, Anatomo-Patologo potessero lavorare insieme per valutare, seguire e curare, ciascuno secondo la propria competenza, la stessa malattia, al fine di convogliare le diverse conoscenze disciplinari, per migliorare i risultati diagnostici e terapeutici. L’obiettivo è quello di realizzare una sempre più diretta integrazione della ricerca nei percorsi diagnostico-terapeutici attraverso la partecipazione dei ricercatori traslazionali ai Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM), che rappresentano la articolazione funzionale delle attività dell’Istituto.

L’Istituto procede su tale percorso in un continuo miglioramento e confronto della qualità delle prestazioni clinico-scientifiche, dei risultati e dei processi organizzativi con quelli di altre organizzazioni eccellenti nazionali ed internazionali per traslare le migliori prassi nel proprio contesto operativo e sfuggire alle logiche autoreferenziali rendendo obiettivi i risultati.

La Fondazione prende il nome dal suo fondatore e primo presidente, senatore e dottore Giovanni Pascale.

Il fondatore senatore dr. Giovanni Pascale

Giovanni Pascale nacque il 19 marzo del 1859 a Faicchio (Benevento), da Alessio e Filomena Palmieri, famiglia gentilizia del Beneventano. Si laureò in Medicina nel 1884 presso l’Università di Napoli. Recatosi all’estero per perfezionarsi in Clinica Chirurgica, tornò poi a Napoli ove fu allievo di un mostro sacro della chirurgia: Antonino D’Antona, siciliano trapiantato a Napoli, celebre chirurgo e anatomopatologo dell’Ospedale Pellegrini e in seguito direttore della Clinica Chirurgica dell’Università. D’Antona accolse Pascale sotto la sua ala protettrice. L’allievo, però, fece in fretta a diventare prima assistente volontario e poi aiuto per ben 10 anni. Lo stigma del celebre professore siculo, che in Italia era stato tra i primi ad approfondire le tematiche dell’antisepsi, inserendola anche in precisi protocolli operativi, si impresse profondamente nel discepolo. Pascale, infatti, avrebbe raccolto il testimone del clinico siciliano, occupandosi ad esempio della sterilizzazione ambientale attraverso il calore. Nel 1908 Giovanni Pascale divenne ordinario di Clinica Chirurgica presso l’ateneo federiciano (incarico che conservò fino al 1935). Fu, poi, in rapida successione, titolare di due incarichi prestigiosi: nel 1911 direttore dell’Istituto di Clinica Chirurgica e Semeiotica dell’Università, nel 1913 direttore della Prima Clinica Chirurgica. Il suo valore tecnico sul campo, intanto, ebbe modo di dimostrarlo nei panni di primario chirurgo nel nosocomio partenopeo di Santa Maria della Pace: ma non si limitò ad essere un brillante operatore e sfoderò anzi anche grosse doti organizzative.

Anche Pascale, come tanti colleghi, fu coinvolto nel primo conflitto mondiale che affrontò, da volontario, ricoprendo le mansioni di Maggiore Generale medico del X e Xl Corpo d’Armata. Nella sanità militare incise profondamente, creando o dirigendo presìdi per la cura dei feriti di guerra e di sanatori per i tubercolotici di guerra; ma delle vittime del fronte non si dimenticò in seguito, istituendo sanatori per i tubercolotici di guerra. Cessate le ostilità, la sindrome della politica, che sul mondo medico sembra avere una presa innegabile, non risparmiò nemmeno il chirurgo di origini beneventane che, in seguito alla tornata elettorale del 1919, fu nominato Senatore del Regno dal 6 ottobre 1919, così come, prima di lui, lo era stato il suo maestro, il Prof. D’Antona, eletto al Senato dietro le insegne dell’Unione Democratica.

In Senato si occupò specialmente di problematiche mediche connesse alla tubercolosi. Fu membro della Commissione per il giudizio dell’Alta Corte di giustizia (27 dicembre 1929-19 gennaio 1934) (1° maggio 1934-28 ottobre 1936).

Di interessi poliedrici, firmò anche un’iniziativa editoriale, fondando nel 1922 gli «Annali di chirurgia». Il successo però non ne appannò mai lo slancio solidale di cui, ad esempio, diede prova, fondando nella nativa Faicchio la Fondazione Pascale, creata per accogliere i bambini orfani. Gli anni ’20, però, furono anche quelli in cui decollò l’esperienza forse più nota e caratterizzante dell’illustre chirurgo: se infatti al flagello-tumore già da tempo Pascale si stava dedicando con approfondite ricerche in cancerologia, nel 1927 accadde qualcosa che lo indusse ad inasprire in modo significativo il livello di scontro col cancro. Il 16 gennaio di quell’anno, infatti, la neonata «Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori» otteneva il riconoscimento giuridico di ente morale e iniziava a ramificarsi in sezioni provinciali: a Napoli il riferimento dell’organizzazione fu Giovanni Pascale che ricoprì la carica di Commissario Straordinario della Lega. Immediatamente si diede da fare costituendo un «Centro Diagnostico» all’interno della Scuola Chirurgica dell’Università, destinando ad esso un intero piano della clinica, con un laboratorio scientifico, una biblioteca specializzata e due reparti per pazienti cancerosi, di 12 letti ciascuno.

Due anni dopo il professore iniziò ad attivarsi per la creazione di una Fondazione con il suo nome, drenando allo scopo risorse da varie provenienze istituzionali e contribuendo in prima persona con le sue sostanze: il 19 ottobre del 1933, finalmente, nasceva ufficialmente la «Fondazione Senatore Pascale-Centro Ente Morale», presieduta dallo stesso Pascale, e presso di essa si installò anche la «Lega Tumori».

Decollò così un sodalizio di ferro che nel tempo si è segnalato tra i presìdi più combattivi nella eterna sfida al cancro. Qualche anno dopo, nel 1940, la Fondazione Pascale fu riconosciuta Istituto a carattere scientifico (IRCCS) divenendo Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori.

Carriera

  • Libero docente di Patologia e propedeutica chirurgica nel 1894
  • Primario dell’Ospedale Santa Maria della Pace nel 1896
  • Libero docente di Clinica Chirurgica nel 1898
  • Professore straordinario di Semeiotica Chirurgica dal primo febbraio 1903
  • Professore ordinario di Clinica chirurgica all’Università di Napoli (8 novembre 1908-12 marzo 1935)
  • Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli
  • Vicerettore dell’Università di Napoli

Cariche e titoli

  • Direttore dell’Ist. Clinica Chirurgica e Semiotica, Università di Napoli (4/05/1911)
  • Direttore della Prima Clinica Chirurgica dell’Università di Napoli (1913)
  • Membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (1° luglio 1919-31 agosto 1923) (15 febbraio 1926-31 dicembre 1928)
  • Ispettore centrale della Croce Rossa Italiana [1915-1918]
  • Fondatore del periodico “Annali di Chirurgia” (1922)
  • Direttore dell’Ospedale S. Maria della Pace di Napoli
  • Presidente della Croce Rossa Italiana, sezione di Benevento
  • Presidente della Società Italiana di Chirurgia
  • Presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
  • Fondatore e presidente della Fondazione Giovanni Pascale, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori (19 ottobre 1933)
  • Membro dell’Accademia medico-chirurgica di Napoli
  • Membro ordinario della Società Reale di Napoli (27 giugno 1915)
  • Membro della Commissione per il giudizio dell’Alta Corte di Giustizia (1929-1936)

Onorificenze:

  • Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia – 23 febbraio 1896
  • Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro – 8 giugno 1905
  • Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia – 16 dicembre 1915
  • Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia – 28 dicembre 1919

Tra le sue opere:

  • Storpi, ciechi e mutilati degli arti;
  • L’Ospedale di Napoli MCMXVI (poi Asilo Vittorio Emanuele III per i figli e gli orfani dei militari);
  • La scuola di rieducazione per i mutilati di Lecce;
  • L’Ospedale di S. Maria Egiziaca a Napoli.
  • Innesti ossei: Risultati sperimentali e ricerche istologiche;
  • Piede varo equino: Patogenesi e speciale processo operativo;
  • Cistostomia soprapubica. Contributo e modifica alla tecnica operativa;
  • Patogenesi dell’appendicite;
  • L’empiema e sua cura;
  • Gli aneurismi e loro trattamento chirurgico;
  • Chirurgia della cirrosi epatica;
  • Sui tumori della scapola;
  • Sull’ulcera peptica del diverticolo di Meckel;
  • Sui tumori dell’ombelico.

Tra i grandi meriti di Giovanni Pascale il maggiore è stato certamente quello di aver intuito che erano ormai maturi i tempi per dare unità di indirizzi e di sviluppo all’Oncologia nel Mezzogiorno d’Italia, sulla falsariga di quanto avvenuto al Nord, con l’Istituto Vittorio Emanuele III di Milano (12 aprile 1928), e al Centro, con l’Istituto Regina Elena di Roma (21 aprile 1933).

Marie José Carlotta Sofia Amelia Enrichetta Gabriella di Sassonia Coburgo-Gotha, nota come Maria José del Belgio, ultima regina d’Italia – consorte di re Umberto II, prende visione dei progetti della Fondazione.

 

Va precisato che il progetto della Fondazione, oltre ad essere ambizioso, fu anche costoso. Pascale impegnò nel disegno gran parte delle sue risorse finanziarie, con un versamento personale di oltre un milione; allo stesso tempo si prodigò per la raccolta di altri contributi che, per il grande prestigio di cui godeva, vennero, prontamente, dalla Provincia di Napoli, dal Comune di Napoli, dalla Banca d’Italia, dal Banco di Napoli, dalla Direzione Generale di Sanità, dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni e da altri Enti.

Fu così costituita la «Fondazione Senatore Pascale – Centro Ente Morale», con R.D. del 19 ottobre 1933. Il 14 marzo del 1934 venivano appaltati i lavori per la costruzione dell’edificio da destinare alla Fondazione, in seguito a precise disposizioni del Capo del Governo, il quale assegnò allo scopo la somma di 1.200.000 lire. Fu nominato, quindi, il primo Consiglio di Amministrazione: Presidente lo stesso Senatore Pascale.

Purtroppo, proprio mentre si andava delineando il decollo dell’attività di ricovero e cura della Fondazione, il 28 ottobre 1936 Giovanni Pascale moriva; due giorni prima, mentre era impegnato in un’operazione chirurgica, fu colpito da improvviso malore; additando il paziente e porgendo al proprio assistente il bisturi disse: “Non curatevi di me”; e cadde al suolo. Quella morte rispecchia ciò che fu la sua vita virtuosa.

Per avere un’idea di quello che rappresentò nella vita accademica e sulla scena napoletana e nazionale Giovanni Pascale basta scorrere la raccolta degli scritti in sua memoria. Parteciparono al cordoglio le massime autorità nazionali e cittadine, dal Capo del Governo al Principe ereditario, dal Rappresentante del Senato, alle autorità accademiche e politiche di ogni ordine e grado. Le esequie si svolsero all’Università e, quindi, la salma proseguì per il paese natio.

Successore alla Cattedra di Clinica Chirurgica del prof. Giovanni Pascale fu il suo aiuto, Prof. Luigi Torraca, che il 19 novembre 1936, 22 giorni dopo la morte, commemorò il suo maestro all’Accademia Reale di Scienze Mediche con parole che stanno a testimoniare la statura morale ed intellettuale di Giovanni Pascale ricordandone la grande dottrina, la profonda umanità, il cordiale rapporto con tutti e la naturale attitudine organizzativa. Il Prof. Pascale – diceva Torraca – era soprattutto un profondo conoscitore di uomini e seppe scegliere sempre, con grande acume, i suoi collaboratori.

Giovanni D’Errico, direttore dell’Istituto dal 1969 al 1986, amava dire: Il Senatore Pascale, il cui busto in bronzo è esposto all’ingresso in Istituto, rimarrà nella storia dell’Oncologia italiana come un indiscusso pioniere. A lui va il grato ricordo di quanti hanno avuto, grazie alla sua iniziativa, la possibilità di lavorare in una istituzione oncologica molto qualificata e, soprattutto, di quanti, essendo stati curati qui dentro, hanno potuto recuperare la salute e salvarsi la vita.

Altro merito del Senatore Pascale è quello di aver contribuito a fondare la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Raccontava sempre il professore Giovanni D’Errico, Direttore Generale dell’Istituto e Presidente della Lega negli anni su citati: “La prima volta che si parlò della necessità di costituire in Italia un’Associazione contro i tumori fu a Napoli, in occasione del Congresso della Società Italiana di Chirurgia nell’ottobre 1921. I chirurghi di allora, che erano protagonisti, ieri come oggi, della lotta ai tumori si convinsero a costituire un’Associazione, poi denominata Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con le finalità di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema del cancro, per favorire l’informazione e la diagnosi precoce e convincere la gente che il cancro non era una malattia fatalmente mortale ma un male curabile”. Così, il 25 febbraio 1922, nasceva a Bologna la Federazione Italiana per la lotta contro il cancro, organismo embrionale della LILT. Nel 1927 la LILT veniva riconosciuta giuridicamente come Ente Morale.

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