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Fico comune | Ficus carica

Il fico comune (Ficus carica L., 1753) è un albero da frutto dei climi subtropicali temperati appartenente alla famiglia delle Moraceae e al genere ficus, che ne rappresenta la specie più nordica; produce il frutto detto fico. E’ un albero molto apprezzato per la sua abbondante produzione e per la sua longevità, che è una delle oltre 850 varietà di piante di ficus.

L’albero di fichi è molto rustico, resiste infatti molto bene al caldo intenso e alla siccità, meno al gelo, quando le temperature iniziano a scendere al di sotto dei -10 C°.

Si tratta di un albero longevo, che inizia la sua produzione intorno al 5° anno di età. Raggiunge il picco produttivo dai 30 ai 40 anni e vive anche più di 70 anni. E’ un albero che, se lasciato alla crescita libera, e quindi non contenuto con adeguati interventi di potatura, può raggiungere anche un’altezza di 10 metri.

L’apparato radicale è molto espanso, però non scende a grandi profondità nel terreno. Il suo fusto è corto, tortuoso e si apre con numerose ramificazioni che tendono ad andare verso l’alto. Il colore della corteccia è grigio e la superficie liscia. All’interno del fico scorre una caratteristica linfa bianca, molto appiccicosa. I rami (e quindi il legno) sono di consistenza debole e terminano con una gemma a forma appuntita.

Le foglie sono disposte sui rami in maniera alternata. Sono spesse e consistenti, ampie e lunghe fino a 25-30 cm. La loro superficie è palmato-lobata. All’ascella delle foglie sono inserite le gemme a fiore che, schiudendosi, danno origine a un’infiorescenza, detta siconio. Da qui ha origine il frutto. Pertanto, ciò che la maggior parte delle persone chiama frutto è in realtà un falso frutto: il fico, infatti, è un siconio, un’infruttescenza carnosa e dolcissima, ricoperta da una buccia delicata dal colore variabile dal verde al rossiccio fino al bluastro.

La specie ha due forme botaniche che semplicisticamente possono essere definite come piante maschio e piante femmina; la prima (caprifico) produce il polline con frutti non commestibili, mentre la seconda o fico vero (pianta femmina che produce frutti commestibili) produce i semi contenuti nei frutti. La distinzione botanica è molto più articolata e complessa. Il fico domestico presenta solo fiori femminili e produce due tipi di frutti:

  • fioroni o fichi primaticci che si formano in autunno, maturano nella tarda primavera dell’anno successivo e presentano fiori femminili sterili;
  • fichi veri che si formano in primavera, maturano a fine estate dello stesso anno e portano fiori femminili fertili o sterili a seconda della varietà. La fecondazione è assicurata dall’imenottero Blastophaga psenes, una microscopica vespa grande come un moscerino che depone le sue uova nelle infiorescenze: i nuovi piccoli insetti nati nell’infiorescenza impollinano i fiori della successiva fioritura. Anche se gli alberi di caprifico non sono nei pressi, questi sono spesso in terreni incolti ed abbandonati, la microscopica vespa può giungere, aiutata dal vento, anche a diversi chilometri di distanza. In questo modo si realizza una simbiosi specie-specifica: da un lato l’insetto sopravvive solo nei frutti del caprifico, e dall’altro la pianta di fico non ha alcuna possibilità di far semi senza l’insetto. Il frutto edule delle piante femmine è il siconio, una infruttescenza carnosa ricca di zuccheri, di forma variabile da sferico appiattita a piriforme-allungata, di colore variabile dal bianco-verdastro al nero-violetto, cava al suo interno per accogliere i piccolissimi fiori unisessuali, con una piccola apertura apicale, detta ostiolo, che consente l’entrata degli imenotteri pronubi. I veri frutti, che si sviluppano all’interno dell’infiorescenza (che diventa perciò un’infruttescenza), sono i numerosissimi piccoli acheni. La polpa che circonda i piccoli acheni è succulenta e dolce e costituisce la parte edibile.

Nelle varietà di fico coltivate sono presenti solo fiori di tipo femminile e per la maggioranza di queste la fruttificazione avviene per partenocarpia, cioè senza impollinazione: in questo caso i frutti hanno ugualmente i granellini porta semi ma questa volta sono vuoti.

Fioritura e fruttificazione possono avvenire più volte nel corso della stagione. Le varietà di fico domestico si distinguono in unifere, bifere e trifere a seconda che la fruttificazione avvenga da 1 a 3 volte all’anno.

Nel fico selvatico i siconi  maturano in tre epoche diverse ed hanno caratteri e nomi differenti:

  • profichi o fichi fiori, che si sviluppano dalle gemme dell’anno precedente, maturano a giugno-luglio e contengono fiori maschili e fiori femminili gallicoli brevistili;
  • fòrniti o mammoni o fichi propriamente detti, che si sviluppano nell’annata, maturano in agosto-settembre e hanno all’interno sia fiori maschili (pochi) sia fiori femminili brevistili e longistili, e infine i
  • cratiri o mamme o fichi tardivi, che si formano in autunno, svernano maturando nella primavera seguente, e portano all’interno solo fiori femminili gallicoli.

Alcune varietà, dove il clima è più mite, riescono a fruttificare una terza volta con i fichi “cimaruoli”, che sono prodotti da gemme poste all’apice dei rami nel periodo estivo e che maturano in pieno autunno. Questo tipo di fruttificazione, per la verità scarsa, spesso è incompleta o insoddisfacente.

Il fico predilige un clima caldo, tipico delle regioni mediterranee, con poca umidità, ed un’esposizione in pieno sole. Oggi viene coltivato in molti paesi: Turchia, Grecia, Stati Uniti, Portogallo e Spagna, che sono i principali produttori. Il fico è un frutto altamente energetico.

Esistono numerose varietà di fico, ma in Italia ne ritroviamo essenzialmente tre:

  • Brogiotto Bianco. Molto produttivo e costante nella maturazione è una varietà di fico comune che produce solo forniti, di dimensioni medio-grosse. La buccia molto sottile di color verde chiaro vira verso il giallo chiaro a maturazione. La polpa dal sapore delicato è di color rosso ambrato. Periodo di maturazione dalla metà di agosto alla metà di settembre.

 

  • Brogiotto Nero. Vigorosa e produttiva, è una varietà di Ficus carica che produce solo forniti, di dimensioni medio-grosse. La buccia è molto spessa, nerastra, con sfumature violacee, mentre la polpa è di color rosso vivo, soda e dolce. La maturazione avviene verso la fine di agosto e con condizioni climatiche favorevoli, prosegue fino ad ottobre.

 

  • Dottato. Vigorosa e molto produttiva, questa varietà di fico produce sia fioroni sia forniti. I primi se l´inverno è stato mite cominciano a maturare dalla fine di giugno fino a metà luglio; i forniti dalla metà di agosto alla fine di settembre. Quest´ultimi, sono adatti sia al consumo fresco sia nella produzione di fichi secchi e presentano una buccia giallo-verdastra con una polpa molto succosa e aromatica di color ambrato chiaro o rosa granato.

 

  • Fiorone. Una varietà di Ficus carica, tipica del nord Italia, che produce solo grossi fioroni dalla buccia di color verde chiaro, il cui periodo di maturazione è generalmente a luglio. La polpa è squisita e di color ambrato con sfumature rosate. A causa delle condizioni climatiche, i forniti che produce non giungono a maturazione.

 

  • Portoghese. Conosciuta anche come Lungo del Portogallo, è una varietà di fico comune, che produce grossi frutti dalla forma allungata, piriforme. Produce sia fioroni sia forniti, ma sono i fioroni, che maturano tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, i più pregiati. La buccia bruno-violacea, assume a maturazione una colorazione quasi nera. La polpa, di color rosa vivo, è morbida, molle e mielosa.

 

  • Turca. Conosciuta anche come fico turco, è una varietà che produce sia fioroni sia forniti. I primi dalla buccia sottile di color nero-violaceo, maturano da metà a fine luglio ed hanno una polpa molto dolce e consistente di color rosa ambrato. I forniti, maturano dalla metà di agosto alla fine di settembre e presentano una buccia leggermente più chiara e una polpa rossastra.

 

  • Verdino. Varietà di Ficus carica, vigorosa e dal portamento aperto, produce sia fioroni (nei climi caldi), sia forniti. Quest´ultimi maturano ad inizio settembre con fichi piriformi dalla buccia molto sottile e di color verde brillante. La polpa è dolce, molto saporita e di color giallo-rosato. Sono adatti sia al consumo fresco sia per la produzione di fichi secchi. Si tratta della specie più diffusa.

 

  • Verdone. Conosciuta anche come Verdone Romano, è una varietà di fico che produce solo forniti, che iniziano a maturare da inizio settembre. Di media pezzatura, i frutti presentano una buccia sottile, che vira dal rosso vino al verde scuro, quando maturi. La polpa è poco succosa, di colore rosso e gli acheni sono mediamente grossi. Adatti sia al consumo fresco sia per la produzione di fichi secchi. Una varietà apprezzata soprattutto per l´elevata resistenza alla manipolazione e per il periodo tardivo della maturazione.

 

L’epiteto specifico carica fa riferimento alle sue origini che vengono fatte risalire alla Caria, regione dell’Asia Minore. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole di Palestina ed Egitto, da cui si diffuse successivamente in tutto il bacino del Mediterraneo. Per i Greci era un albero sacro. La mitologia narra che crescesse solo sull’Olimpo e fosse consentito solo agli dei nutrirsene. Anche in epoca Romana i fichi erano considerati come un cibo privilegiato, tanto che venivano serviti sotto forma di antipasto. Nella religione buddista e induista ad essi viene invece associato il simbolo della conoscenza. Se per definizione è detto “Fico Mediterraneo”, si considera originario e comune delle regioni delle aree meridionali caucasiche, e del Bassopiano turanico meridionale. Solo dopo la scoperta dell’America il fico si diffuse in quel continente, in seguito in Sudafrica, per i contatti con l’Oriente si diffuse in Cina e in Giappone; infine giunse in Australia.

Il fico può essere mangiato sia fresco, appena colto, che essiccato. Quest’ultima pratica viene usata per lo più al Sud Italia. Bisogna tuttavia fare una precisazione tra i fichi freschi e quelli secchi, in quanto vantano proprietà diverse. Ad esempio quelli freschi aiutano ad assimilare tutte le sostanze nutritive dei cibi ed hanno effetto lassativo; inoltre proteggono l’epidermide tanto che sono applicati sia per curare le infezioni che i brufoli. Si riscontrano benefici anche in caso di febbre, infezioni polmonari e dell’apparato urinario. Buoni sono anche gli effetti su gastrite e altre problematiche dell’apparato digerente, in quanto funge da antinfiammatorio verso le mucose.

Al contrario i fichi secchi vantano ottime proprietà espettoranti e lenitive. Questi frutti sono ricchi di calcio, potassio e ferro, ma anche di vitamina A, vitamina B1, vitamina B2, PP e vitamina C. Proprio per questo motivo sono altamente consigliati nell’alimentazione di bambini, donne incinte, sportivi e anziani.

Grazie al loro contenuto in potassio i fichi possono aiutare a tenere sotto controllo la pressione del sangue. Inoltre si tratta di una buona fonte di fibre, che oltre a favorire il buon funzionamento dell’intestino possono aiutare anche a mantenere (o riportare) il peso nella norma e a combattere alcune forme di cancro. I fichi sono però anche una fonte di ossalati, molecole che se troppo concentrate possono promuovere la formazione di calcoli. Per questo il consumo di questi frutti potrebbe essere sconsigliato in caso di problemi ai reni o alla cistifellea non controllati.

Il fico presenta un elevato contenuto di zuccheri facilmente assimilabili e può quindi fornire una fonte di energia immediata all’organismo. 100 grammi di fichi contengono circa 47 calorie. 100 grammi di fichi secchi apportano invece 282 calorie.

Per l’elevato contenuto di zuccheri, i fichi, anche quelli freschi, vanno consumati con molta moderazione, e non sono consigliati a chi soffre di diabete ed alle persone obese.

I fichi sono particolarmente ricchi di vitamina B6; contengono, inoltre, una buona quota di vitamina A, di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), ed altre vitamine C, E, J, PP, beta-carotene. sono una buona fonte di minerali, quali calcio, potassio, magnesio, ferro, sodio, fosforo, manganese, rame, zinco e selenio. Contengono inoltre luteina, zeaxantina, omega 3 e 6 e vari amminoacidi (acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cisteina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, treonina e valina). Per tali motivi, ad essi vengono attribuite varie proprietà:

  • digestive: nelle gemme fresche di fico sono contenuti enzimi digestivi che regolano la motilità e la secrezione gastroduodenale. Inoltre, sempre nelle gemme, si trovano sostanze come zuccheri, mucillagini e furocumarine che sono responsabili della normalizzazione della secrezione dei succhi digestivi, esercitando così un’azione antinfiammatoria sulle mucose. Per questo motivo il gemmoderivato di fico viene spesso usato nelle terapie delle ulcere gastroduodenali, gastriti, coliti, distonie neurovegetative, difficoltà digestive, sonnolenza postprandiale e pesantezza.
  • dermatologiche: i frutti immaturi, le parti verdi e i giovani rametti di fico contengono un lattice fortemente irritante, ricco di amilasi e proteasi che può essere utilizzato esternamente, sulla pelle, per eliminare calli e verruche facendo attenzione ad usarlo con cautela perché il lattice è ustionante ed irritante per la pelle. In caso di verruche, si applica il lattice sulla zona interessata e si lascia ad asciugare per poi coprire la parte con un cerotto, per proteggerla dall’azione sensibilizzante del lattice di fico. L’applicazione andrebbe ripetuta ogni giorno, fino alla scomparsa della verruca.

È diffusa la credenza che il lattice del fico aiuti ad abbronzarsi. L’applicazione estesa di lattice di fico sulla pelle, e successiva esposizione di questa alla luce solare intensa, comporta invece lesioni cellulari pericolose, ed ustioni, anche gravi.

  • lassative: per l’abbondanza di lignina, i frutti freschi godono di un’ottima azione lassativa, molto utile in caso di stipsi ostinata.
  • rimineralizzanti: i fichi sono particolarmente ricchi di calcio, minerale essenziale per il benessere delle nostre ossa e dei denti facilitandone il loro sviluppo, e di ferro, utile nelle persone con anemia.
  • sedative della tosse: in questo caso si usano i fichi per preparare un decotto con proprietà antitussive.
  • cardioprotettive: i fichi sono poveri di grassi saturi e ricchi di polifenoli (antiossidanti) molto utili per migliorare il benessere del cuore e dei vasi sanguigni.
  • per la salute degli occhi: grazie alla presenza della luteina – sostanza che, come il betacarotene, appartiene al gruppo dei carotenoidi – i fichi sono ottimi alleati per il benessere della nostra vista.

Altre proprietà: stimolano le difese immunitarie, hanno un’azione benefica sulle infezioni delle vie urinarie, godono di proprietà antitumorali (in particolare verso i tumori al seno e al colon), in passato venivano utilizzati anche per le disfunzioni sessuali e la sterilità.

Le foglie, raccolte da maggio ad agosto e fatte essiccare lentamente, contengono furocumarine, bergaptene, psoralene, cumarine, lattice; hanno proprietà emmenagoghe, antinfiammatorie, espettoranti e digestive; le furocumarine possono creare problemi con fenomeni di fotosensibilizzazione. Anche le foglie hanno in parte caratteristiche irritative per il contatto di sfregamento con la pelle. La sensibilizzazione è enfatizzata dal calore e dalla esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto in soggetti predisposti; la irritazione è neutralizzata da semplice risciacquo con acqua e permanenza lontano dall’irraggiamento solare, anche indiretto, per qualche ora.

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