Dal Mondo Vegetale

Eufrasia | Euphrasia Officinalis

Euphrasia L. 1753 è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Orobanchaceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni e dai piccoli fiori labiati.

L’eufrasia è un’erba che cresce comunemente in Europa, Asia e Nord America, caratterizzata da piccoli fiori bianchi che presentano striature violacee e una spruzzata di giallo vicino al centro.

Il nome di questo genere (Euphrasia) venne introdotto per la prima volta da Linneo nel 1735 ed è derivato da un vocabolo greco “εuφροσύνη” il cui significato è pressappoco “ilarità” oppure “diletto, gioia”. Qualche altro testo fa riferimento a una delle “tre Grazie” (celebrate nell’opera più conosciuta di Antonio Canova), chiamata appunto “Eufrosine”, figlia di Zeus.

Il nome botanico dell’eufrasia deriva dalla composizione delle parole greche eu, “bene”, e phren, “animo”; forse in allusione al suo elegante portamento. Infatti, la pianta non viene citata dagli antichi per scopi terapeutici. È segnalata per la prima volta da Ildegarda di Bingen, che la consiglia nelle ferite e non per la cura degli occhi.

 

L’eufrasia è dotata di proprietà decongestionanti, stomachiche, amaro-toniche, astringenti, antinfiammatorie, antisettiche oculari e antiallergiche dovute alla presenza di:

  • Flavonoidi, composti con grandi effetti antiossidanti e antistaminici: 0,38%: apigenina, luteolina, kampferolo, ramnetina, quercetina
  • Polifenoli, sostanze naturali con proprietà antiossidanti, anticancerogene, antinfiammatorie e antibatteriche: 1,47%;
  • Acidi fenolici: acido caffeico e derivati, acido clorogenico e derivati
  • Derivati idrocinnamici: 1.97%
  • Tannini, molecole con proprietà astringenti, antibiotiche, antimicotiche e antivirali;
  • Iridoidi, molecole con proprietà spasmolitiche, antiallergiche e ipotensive: aucubina 0,05%

Nella tradizione medica europea, l’eufrasia è stata usata per secoli come rimedio per trattare i disturbi degli occhi come congiuntiviti, blefariti, orzaioli, stanchezza oculare o altre affezioni degli occhi; il sollievo da tali affezioni era motivo di grande gioia, da ciò il nome scientifico (dal greco euphrasia = gaiezza) e i numerosi appellativi popolari (in inglese la pianta è nota come Eyebright = occhio luminoso, mentre in Francia si parla di Casse-Lunettes = rompi-occhiali). Per tale motivo, l’eufrasia è frequentemente utilizzata all’interno di colliri o impacchi oculari.

L’attività antinfiammatoria, da impiegarsi in caso di congiuntiviti, blefariti o altre affezioni degli occhi (utilizzo che comunque non è stato ufficialmente approvato).

Altro impiego è costituito dai disturbi delle vie aeree, come la tosse, il raffreddore e febbre da fieno.

L’aucubina, inoltre, ha dimostrato di esercitare un’attività epatoprotettiva nei confronti dei danni causati da avvelenamenti da tetracloruro di carbonio e da alfa-amanitina, ma non solo. Infatti, da alcuni studi condotti in vitro è anche emerso che l’aucubina sarebbe in grado di inibire il virus dell’epatite B. Ad ogni modo, prima di poter approvare simili applicazioni mediche dell’eufrasia, è necessario condurre ulteriori e più approfonditi studi.

L’eufrasia è ampiamente impiegata anche in ambito omeopatico, dove la si può trovare sotto forma di granuli, gocce orali e collirio.

La medicina omeopatica sfrutta questa pianta in caso di riniti allergiche, congiuntivite, eccessiva lacrimazione, irritazione, bruciore e arrossamento oculare.

La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può essere differente da individuo a individuo, anche in funzione del tipo di disturbo che è necessario trattare e a seconda della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che s’intende impiegare.

N.B.: le applicazioni dell’eufrasia per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Redazione amaperbene.it

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