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Echinacea | Echinacea angustifolia Moench.

L’echinacea è un genere di piante erbacee perenni, in cui si distinguono nove specie, tra le quali ci sono Echinacea pallida, Echinacea purpurea e anche Echinacea angustifolia.  È la stessa famiglia delle margherite, per esempio, ma anche dell’Arnica montana. Le “composite”, come sono chiamate dai botanici, hanno tutte un fiore costruito in modo similare, a forma di calice, attorniato dai petali.

È originaria dell’America del nord, Messico, Louisiana, Florida, dove cresce sui terreni sabbiosi, in un’area che circonda il sud dei grandi laghi del Canada e degli Stati Uniti, dalle Montagne rocciose all’Atlantico.

Nota per le proprietà immunostimolanti e immunomodulanti,  supporta la funzionalità delle prime vie respiratorie avendo anche proprietà antisettiche e cicatrizzanti; può essere utile allo scopo di prevenire e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. L’Echinacea fu utilizzata per la prima volta secoli addietro dai nativi americani della tribù dei Sioux, che la impiegarono per trattare diverse affezioni o accidenti, come il morso dei serpenti a sonagli oppure il mal di denti.

L’Echinacea angustifolia è una tra le piante officinali più conosciute;  è una grande pianta erbacea perenne che può superare il metro e mezzo di altezza. Dotata di un rizoma cilindrico e di fusti leggermente rossastri, la pianta dell’echinacea ha foglie riunite in una rosetta basale, ovali o lanceolate e intere. Dalle foglie in primavera si sviluppa un fusto che porta grandi capolini formati da fiori tubulosi centrali scuri circondati da fiori ligulati rosa, di colore più o meno intenso in base alla varietà. L’echinacea è originaria dell’America del nord, Messico, Louisiana, Florida.

In Italia viene coltivata sia a scopo medicinale sia per il suo valore ornamentale. In erboristeria si utilizzano le radici di echinacea pallida, purpurea e angustifolia e le parti aeree della varietà purpurea per le loro proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie, vulnerarie (cicatrizzanti).

I benefici che Echinacea angustifolia può apportare all’organismo sono molteplici, grazie alla combinazione di tutte le sostanze presenti nell’intera pianta. In particolare, l’echinacea serve a prevenire malattie da raffreddamento, alleviare sintomi influenzali, contrastare infezioni recidivanti (ad esempio cistiti o candida vaginale).

L’uso esterno, invece, è legato alla capacità cicatrizzante e riepitelizzante della pianta, a cui si uniscono le sue proprietà antinfiammatorie, antisettiche e decongestionanti.  Per uso topico, serve a trattare ferite, ulcere, scottature, afte e dermatiti. Sempre esternamente, l’echinacea è utile per migliorare l’aspetto della pelle matura e secca.

Dell’echinacea si utilizzano la radice in decozione, le parti aeree spremute (succo di echinacea) o in infusione, la tintura madre e l’estratto secco. In commercio sono poi reperibili diversi integratori di echinacea, in capsule o compresse in cui l’estratto di echinacea può essere associato ad altre piante dall’azione immunomodulante a adattogena come l’eleuterococco.

Molto diffusi sono anche i prodotti a base di echinacea per bambini, tra cui gli sciroppi, formulati per alleviare il mal di gola e altri sintomi influenzali. L’echinacea è poi reperibile in farmacia come rimedio omeopatico.

L’echinacea può anche essere inserita nella formulazione di creme e pomate da utilizzare esternamente per le sue proprietà terapeutiche o cosmetiche. Per trattare ferite ed eczemi si può inoltre utilizzare il succo di echinacea.

L’echinacea non va però utilizzata in caso di allergie; malattie autoimmuni; in pazienti in terapia immunosoppressiva.

Studi in vitro hanno evidenziato la capacità degli estratti di echinacea di inibire in maniera significativa le isoforme CYP3A4 e CYP1A2 del citocromo P450, per cui può inibire il metabolismo del midazolam mentre agendo sul CYP1A2 la pianta inibisce il metabolismo della caffeina. Sulla base di tali evidenze, l’echinacea dovrebbe essere utilizzata con cautela nei pazienti trattati con farmaci metabolizzati da questi sistemi enzimatici.

Inoltre, l’echinacea può interagire con farmaci che alterano il sistema immunitario. L’uso della pianta dovrebbe essere evitato in pazienti trattati con farmaci antineoplastici, inibitori della proteasi, inibitori nucleosidici e non nucleosidici della trascrittasi inversa, corticosteroidi o immunosoppressori .

Alcune specie di echinacea possono contenere alcaloidi pirrolozidinici composti epatotossici, presenti spesso come contaminanti, i quali, agendo attraverso la deplezione di glutatione, possono aumentare il rischio di tossicità epatica specialmente in pazienti trattati con paracetamolo. Pertanto, nei casi di somministrazione concomitante di paracetamolo e prodotti a base di echinacea è necessario monitorare i pazienti nei confronti di eventuali segni o sintomi di epatotossicità

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